Non ce l'ha fatta Alexandra Bardelle: la ventenne di Cengio è morta all'ospedale San Paolo di Savona, dove era stata trasferita dopo essere entrata in coma nella notte fra venerdì e sabato. La famiglia ha dato il via libera alla donazione degli organi. Lascia una bambina.
La giovane, conosciuta in Valbormida per il lavoro dietro il bancone di un bar, si trovava a Laigueglia insieme al fidanzato per trascorrere la serata. Il malore è arrivato all'improvviso. Da lì è cominciato un percorso fra tre strutture: prima il Santa Corona di Pietra Ligure, poi l'ospedale di Imperia, infine la Rianimazione del San Paolo. Anche quella sequenza di trasferimenti rientra ora nel perimetro degli accertamenti.
Quando è arrivata a Savona, il quadro era già compromesso. I sintomi neurologici hanno indirizzato subito i sanitari verso l'ipotesi dell'overdose, poi confermata dagli esami tossicologici: un'assunzione combinata di stupefacenti e alcol.
Saranno gli inquirenti a chiarire eventuali profili di responsabilità: chi ha fornito la sostanza e se vi sia stato qualcuno a sollecitarne l’assuzione.
La giovane - da quanto si è appreso - non presentava problemi di salute: chi indaga ritiene plausibile che sia finita in circolo una sostanza dalla potenza fuori scala. C’è anche l'ipotesi di una droga sintetica di nuova generazione, o di un cocktail di più principi attivi, è fra quelle sul tavolo, insieme a quella di un taglio eseguito male.