La ristorazione pubblica non può essere considerata una semplice questione di costi e procedure: quando riguarda le mense scolastiche, significa intervenire ogni giorno sull’alimentazione di migliaia di bambini e rappresenta quindi uno strumento fondamentale per promuovere corretti stili alimentari, qualità e valorizzazione delle produzioni del territorio. È la posizione di Coldiretti Liguria dopo la pubblicazione da parte della Commissione europea dell’atteso Public Procurement Act, il regolamento che riscrive le regole sugli appalti pubblici e che, secondo Coldiretti e Filiera Italia, non introduce sufficienti garanzie contro la presenza di cibi ultraformulati nella ristorazione pubblica.
Un tema che riguarda da vicino anche la Liguria. Solo nella provincia di Genova la ristorazione scolastica garantisce ogni giorno oltre 25mila pasti. Una dimensione che rende evidente quanto le scelte contenute nei capitolati possano incidere non solo sulla qualità dei pasti destinati ai bambini, ma anche sull'orientamento della domanda pubblica e quindi sulla valorizzazione delle filiere agroalimentari.
“Quando parliamo di mense scolastiche non stiamo parlando semplicemente di un servizio da affidare al miglior offerente”, sottolinea Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, “ma di un investimento sulla salute e sul futuro dei nostri bambini. Gli enti pubblici devono poter premiare la qualità, la stagionalità, la tracciabilità e la provenienza delle materie prime, sostenendo al tempo stesso le imprese agricole e agroalimentari del territorio. In Liguria abbiamo produzioni di grande qualità che possono trovare nella ristorazione pubblica un importante canale di valorizzazione. Per questo riteniamo fondamentale che le nuove regole europee non finiscano per limitare la capacità delle amministrazioni di fare scelte consapevoli e orientate alla salute”.
La posizione di Coldiretti nasce anche dalle crescenti evidenze scientifiche sui rischi associati al consumo di prodotti ultraformulati. Secondo gli ultimi studi richiamati da Coldiretti e Filiera Italia, esiste un collegamento tra il consumo di questi prodotti e 32 effetti avversi che riguardano, tra gli altri, la salute gastrointestinale, metabolica, respiratoria e cardiovascolare, oltre all'obesità.
“Non possiamo accettare che la logica del prezzo finisca per prevalere su quella della qualità e della salute”, aggiunge Bruno Rivarossa, delegato confederale,“soprattutto quando parliamo di bambini. La ristorazione scolastica deve diventare sempre più un'occasione per educare a un'alimentazione corretta e per portare nelle mense prodotti freschi, stagionali e legati alle produzioni agricole del territorio. È una direzione già intrapresa da diverse amministrazioni e che dovrebbe essere sostenuta, non ostacolata, anche a livello europeo”.
“Invitiamo come già fatto in altre realtà a scegliere di escludere i cibi ultraformulati dalle mense, puntando sulla qualità delle materie prime, sulla stagionalità e sulla valorizzazione delle filiere agricole.”
È proprio in questa direzione che si inserisce “Campagna Amica per la Salute”, l'iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che ha dato vita al primo Patto nazionale tra agricoltori e medici per promuovere corretti stili alimentari e la prevenzione, a partire dai più piccoli.
“Serve una scelta chiara”, concludono Boeri e Rivarossa, “perché quando una pubblica amministrazione acquista cibo per le proprie mense sta anche decidendo quale modello alimentare sostenere. L'Europa deve lasciare spazio a criteri che mettano al centro salute, qualità, tracciabilità, sostenibilità e valorizzazione delle produzioni agricole, senza lasciare campo libero a un modello alimentare fondato sulla diffusione dei prodotti ultraformulati”.





