Attualità - 11 settembre 2026, 09:35

Termovalorizzatore, il fronte del no punta a coinvolgere cento Comuni

Assemblea affollata a Cortemilia: amministratori, associazioni e cittadini hanno discusso gli effetti dell’impianto sulla Val Bormida

Termovalorizzatore, il fronte del no punta a coinvolgere cento Comuni

La mobilitazione contro il progetto del termovalorizzatore in Val Bormida prosegue. Ieri sera, al Teatro comunale di Cortemilia, il salone si è riempito per l’assemblea pubblica dedicata alle possibili conseguenze della realizzazione dell’impianto.

Nonostante il maltempo, l’incontro ha registrato una partecipazione significativa, con la presenza di numerosi amministratori e rappresentanti del territorio. Tra loro Luca Robaldo, presidente della Provincia di Cuneo, Roberto Bodrito, responsabile dell’Osservatorio ed ex sindaco di Cortemilia, il presidente dell’Unione montana Langa Astigiana, rappresentanti dell’Associazione Commercianti Albesi, di Coldiretti Cuneo e diversi sindaci piemontesi.

Al centro del confronto gli effetti che, secondo i promotori della mobilitazione, il progetto potrebbe avere sulla Val Bormida e sui territori circostanti. Durante la serata si è parlato di salute, qualità dell’aria e traffico pesante legato al trasporto dei rifiuti, ma anche delle possibili ricadute su turismo, agricoltura e attività economiche.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla gestione dei rifiuti, alla raccolta differenziata e ai modelli di economia circolare. Il confronto si inserisce infatti in una riflessione più ampia sul futuro della valle, che ha già conosciuto in passato le conseguenze legate alla presenza di importanti insediamenti industriali.

È su questa prospettiva che i promotori intendono costruire la mobilitazione. L’obiettivo annunciato durante l’assemblea è ambizioso: arrivare a coinvolgere cento Comuni piemontesi in una posizione contraria alla realizzazione del termovalorizzatore.

La serata è stata promossa dall’Associazione per la Rinascita della Valle Bormida, in collaborazione con il Comune di Cortemilia e il Coordinamento No Inceneritore Valle Bormida Ligure e Piemontese.

La presenza di amministratori, associazioni di categoria e rappresentanti del mondo agricolo ed economico conferma come il progetto venga considerato dai suoi oppositori non soltanto una questione legata alla gestione dei rifiuti, ma una scelta potenzialmente in grado di incidere sull’intero sistema territoriale.

Dalla Liguria al Piemonte, la mobilitazione punta ora ad ampliarsi. Il prossimo obiettivo è portare la discussione nei Comuni e raccogliere nuove adesioni, chiedendo che sulla realizzazione dell’impianto si apra un confronto capace di coinvolgere direttamente le comunità interessate.

Graziano De Valle

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