La terra non è una proprietà. Non è una merce. Non è semplicemente qualcosa che calpestiamo. È madre, memoria, origine e futuro. È questo il cuore di “Il Respiro del Fango”, il monologo di e con Mohamed Ba, attore, drammaturgo, scrittore, musicista e mediatore culturale senegalese, che sarà proposto sabato 19 settembre alle ore 21 presso lo Spazio Arte Eventi del DOC di Borgio Verezzi, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Parrocchia San Pietro Apostolo per il Tempo del Creato 2026. Ingresso libero.
Un appuntamento che vuole essere molto più di uno spettacolo teatrale: un viaggio alle radici del rapporto tra l’uomo e la terra, un invito a riscoprire quel legame profondo e originario che la cultura contemporanea rischia di dimenticare.
“Il Respiro del Fango” è un’opera di teatro di narrazione e performance rituale, della durata di circa un’ora. Attraverso la parola, il gesto, la musica e la dimensione evocativa del racconto, Mohamed Ba accompagna il pubblico in un viaggio ancestrale dentro il rapporto simbiotico tra le antiche popolazioni africane e il suolo che le nutre.
Al centro del racconto compare la figura del Saltighe, il Signore del Suolo e custode delle radici, attraverso il quale si apre una cosmogonia nella quale la terra non è un bene da possedere, ma viene riconosciuta come “la pelle di una madre immensa”.
Dalla polvere rossa del Sahel al limo del Delta, il racconto attraversa miti della creazione, proverbi millenari, la memoria degli antenati e il ritmo del djembé, in un dialogo continuo tra parola, corpo e terra.
Una riflessione che, proprio nel Tempo del Creato, assume una particolare forza: prendersi cura della casa comune significa innanzitutto cambiare il nostro sguardo sulla terra. Significa tornare a considerarla non come qualcosa che ci appartiene, ma come una realtà dalla quale noi stessi proveniamo e alla quale siamo profondamente legati.
«Abbiamo bisogno di tornare a sentire il respiro della terra – sottolineano dalla Parrocchia San Pietro Apostolo – perché quando perdiamo il rapporto con il suolo perdiamo anche qualcosa della nostra memoria e della nostra umanità. Il Tempo del Creato non vuole essere soltanto un calendario di iniziative ecologiche, ma un’occasione per lasciarci provocare e cambiare prospettiva. E Mohamed Ba, con il suo teatro, ci offre proprio questa possibilità».
Senegalese, attivo in Italia da oltre vent’anni, Mohamed Ba è attore, drammaturgo, scrittore, musicista e mediatore culturale. La sua attività artistica attraversa teatro, cinema, televisione, radio e musica, utilizzando la narrazione come strumento di incontro tra culture, memoria e impegno civile.
Nel corso della sua carriera, Mohamed Ba ha scritto e interpretato numerosi monologhi e spettacoli teatrali, costruendo un percorso artistico caratterizzato dall’attenzione ai temi dell’identità, della libertà, delle migrazioni e dell’incontro tra culture. Tra le sue opere figurano Parole fuori luogo (2002), Musica e popoli (2003), B-Sogni (2004), Canto dello spirito (2006), Invisibili (2009), Sono incazzato bianco, Il riscatto e Senghor e la negritudine (2013), Sankara e la rivoluzione e Fiori di Libertà (2014), Il prezzo della Libertà (2015), Oro blu (2016), Come diventar africani in una notte (2017), fino ai più recenti Amore mobile (2025) e Il respiro del fango (2026).
Parallelamente, ha preso parte come attore protagonista a numerosi importanti progetti teatrali, collaborando con registi e autori come Massimo De Vita, Salvino Roco, Paolo Giorgi, Andrea Brunetti, Marco Rovelli, Renato Sarti, Enzo Biscardi, Sacha Oliviero, Nicoletta Robello, Laura Pasetti ed Emilio Russo. Tra gli spettacoli interpretati si ricordano Canto la lingua di tutti i popoli (2004), Lo scandalo della speranza di Turoldo (2005), Guarire dall’odio di Antonello Nociti (2006), Bauman Circus (2007), Lotta di negro contro cani di Bernard-Marie Koltès (2008), Lavorare uccide di Marco Rovelli e Chi ha ucciso il Dott. Faravelli (2009), Servi di Marco Rovelli e Vite migranti di Mrozek (2010), Glas (2010), Uomo migrans di Marco Rovelli e Manzoni e il riscatto della sposa di Sacha Oliviero (2011), Odissea cabaret noir (2012), Sarabanda di Salvatore Veca (2013), Lemene di Giufà e La Buona Novella di Emilio Russo (2014), Otello (2016), oltre ad Amore mobile (2019) e al più recente Il respiro del fango (2026).
La sua esperienza artistica si è sviluppata anche al di fuori del palcoscenico. Nel 2004 è stato commentatore dei Mondiali di calcio in Corea del Sud per Radio Rai, insieme alla Gialappa’s Band. Nel 2008 è stato opinionista per sette puntate della trasmissione televisiva IRIDE, condotta da Irene Pivetti su Odeon TV.
Nel 2012 ha partecipato a Benvenuti in Italia, una produzione in formato fiction/docufilm a sfondo sociale. L’anno successivo è stato protagonista del film documentario Va-pensiero di Dagmawi Yimer, mentre nel 2014 ha preso parte al documentario Parole de negre di Giovanni Panozzo. Nel 2017 è stato coprotagonista del cortometraggio Il tratto di Alessandro Stevanon. Nel 2020 ha partecipato al film Tolo Tolo di Checco Zalone.
Una parte significativa del percorso di Mohamed Ba è legata alla musica e alla dimensione interculturale. È infatti fondatore del gruppo interculturale MAMAFRICA, realtà che utilizza la musica e le percussioni, in particolare il patrimonio musicale dell’Africa subsahariana, come strumento per favorire la conoscenza e l’incontro tra culture in Italia, in Europa e nel mondo.
È proprio questo intreccio tra teatro, parola, musica, memoria e identità a caratterizzare anche Il respiro del fango, spettacolo nel quale la narrazione teatrale incontra la dimensione rituale e il ritmo del djembé.
L’iniziativa è pensata per un pubblico ampio: credenti e non credenti, adulti e giovani, persone sensibili alle tematiche ambientali e semplicemente chi desidera vivere una serata di teatro capace di interrogare e lasciare una traccia.
In caso di condizioni meteorologiche avverse, la serata si svolgerà presso la Chiesa di Gesù Redentore.





