Attualità - 15 settembre 2026, 09:00

Ferrania Film Festival, la pellicola torna a casa: tre giorni tra memoria e futuro

Si chiude la prima edizione della manifestazione che ha riportato in Val Bormida cinema, fotografia analogica e cultura industriale. L’obiettivo: trasformare la memoria di Ferrania in una nuova comunità creativa e culturale

Si è conclusa domenica 13 settembre, la prima edizione del Ferrania Film Festival: tre giornate dedicate alla pellicola, alla fotografia analogica, al cinema, agli archivi e alla memoria industriale, che hanno riunito in Val Bormida fotografi, filmmaker, studiosi, professionisti, artisti, associazioni, istituzioni, aziende e appassionati.

Un Festival diffuso tra Cengio, Ferrania, Millesimo e il territorio della Val Bormida, nato con un obiettivo preciso: riportare la cultura della pellicola nel luogo che, per oltre un secolo, ne ha rappresentato uno dei principali centri produttivi europei e, partendo da questa straordinaria eredità, costruire nuove relazioni tra memoria, ricerca, formazione, creatività contemporanea e territorio.

Tre giorni intensi di talk, mostre, proiezioni, workshop, masterclass, visite, escursioni, incontri e momenti di confronto hanno dimostrato soprattutto una cosa: l’analogico non appartiene soltanto al passato. La pellicola continua a essere un linguaggio vivo, capace di coinvolgere generazioni diverse e di mettere in relazione persone provenienti da esperienze e territori differenti. È proprio questa la comunità che il Ferrania Film Festival voleva iniziare a costruire.

Dalla memoria al futuro

Il Ferrania Film Festival, ideato dalla direttrice artistica Lidia Giusto, fotografa, storica dell’arte e archivista, nasce da oltre vent’anni di studi e ricerche sulla fotografia e sulla cinematografia analogica, sui beni culturali, sulla storia produttiva della Val Bormida, sugli archivi, sul turismo industriale e sui processi di valorizzazione territoriale.

La prima edizione ha trasformato questo lungo percorso di ricerca in un progetto collettivo. Ferrania e la Val Bormida non sono state semplicemente lo scenario della manifestazione: sono state il suo contenuto e la sua ragione d’essere. La storia industriale della pellicola è diventata il punto di partenza per parlare di presente, sperimentazione, conservazione degli archivi, trasmissione delle competenze e nuove forme di produzione culturale.

Il Festival nasce, infatti, dalla convinzione che la memoria industriale non possa essere soltanto conservata o raccontata. Per continuare ad avere significato, deve poter generare nuova cultura, creare relazioni, attirare competenze e costruire occasioni di conoscenza e sviluppo.

Una rete nata attorno alla pellicola

Uno degli elementi più importanti di questa prima edizione è stata la rete di relazioni costruita attorno al Festival. Fotografi, registi, artisti, tecnici, archivisti, ricercatori, associazioni, imprese, istituzioni culturali e appassionati hanno condiviso esperienze e competenze, facendo della Val Bormida, per tre giorni, un luogo di incontro dedicato alla cultura dell’immagine analogica. Una rete che ha assunto, fin dalla sua nascita, una dimensione che supera i confini locali.

Il Ferrania Film Festival ha, infatti, inserito il proprio percorso nel contesto europeo del New European Bauhaus Festival 2026 e nella rete internazionale della International Photography Festivals Association, portando Ferrania e la Val Bormida all’interno di circuiti culturali dedicati alla fotografia, all’immagine, alla sostenibilità, alla trasformazione dei territori e alla produzione culturale contemporanea.

A confermare la capacità del progetto di parlare a una comunità internazionale è arrivato, alla vigilia del Festival, anche il sostegno di Sir Brian May, leggendario chitarrista dei Queen, astrofisico, studioso e appassionato di fotografia stereoscopica, che ha accettato di diventare membro onorario di Ferrania Film APS ETS e ha rivolto i propri auguri al Festival e ai suoi partecipanti.

Un riconoscimento che assume un significato particolare proprio per la sensibilità di Brian May nei confronti della fotografia storica e delle tecniche analogiche e per la sua convinzione che questi linguaggi possano continuare a convivere con il digitale e produrre nuove forme di creatività.

Il ritorno del cinema in pellicola

Tra i momenti più simbolici della manifestazione, la serata dedicata a Pier Paolo Pasolini, con la proiezione in pellicola 35 mm di Uccellacci e uccellini, grazie alla collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale.

Un appuntamento dal forte valore simbolico: riportare una vera pellicola cinematografica in Val Bormida significa ricongiungere materialmente il cinema con il territorio nel quale, per generazioni, è stata prodotta la materia stessa delle immagini.

La proiezione, inizialmente prevista a Ferrania, si è svolta a Palazzo Rosso di Cengio grazie alla disponibilità dell’Amministrazione comunale, che ha consentito al Festival di mantenere un appuntamento particolarmente complesso dal punto di vista tecnico e organizzativo.

Il 35 mm è così tornato a girare davanti a un pubblico in Val Bormida, proprio nella storica sala cinema dell’ex dopolavoro della S.I.P.E.

Un Festival da vivere e da sperimentare

Accanto alla dimensione storica e cinematografica, grande spazio è stato dedicato alla pratica e alla sperimentazione. Cinematografia in 16 mm, sviluppo della pellicola, cianotipia, fotografia analogica, photowalk e masterclass hanno permesso ai partecipanti non soltanto di ascoltare e osservare, ma di entrare direttamente nei processi attraverso i quali nasce un’immagine.

La giornata conclusiva di domenica 13 settembre ha restituito in modo particolarmente evidente questa dimensione laboratoriale del Festival, attraverso la presentazione dei lavori e dei risultati prodotti durante le attività.

Un momento di condivisione che ha messo insieme formazione, sperimentazione e comunità e che rappresenta una delle direzioni sulle quali il Festival intende continuare a lavorare.

"Non volevamo organizzare soltanto un evento"

"Quando abbiamo iniziato a costruire il Ferrania Film Festival, non volevamo semplicemente aggiungere un nuovo evento al calendario culturale – sottolinea Lidia Giusto, direttrice artistica del Festival e presidente di Ferrania Film APS ETS –. Volevamo capire se, attorno alla storia straordinaria di Ferrania, fosse ancora possibile creare relazioni, conoscenza, ricerca e nuova cultura. Questi tre giorni ci hanno dato una prima risposta: persone con esperienze, età e provenienze diverse sono arrivate in Val Bormida per incontrarsi attorno alla pellicola. È forse questo il risultato più importante della prima edizione: avere iniziato a costruire una comunità. Ferrania ha rappresentato per decenni un punto di riferimento internazionale per la cultura dell’immagine. La nostra ambizione è lavorare perché questo territorio possa tornare a essere un luogo nel quale parlare di fotografia e cinema analogico non significhi soltanto ricordare ciò che è stato, ma immaginare quello che può ancora diventare". 

Un progetto per la Val Bormida

Fin dalla sua ideazione, il Ferrania Film Festival è stato pensato come un progetto di lungo periodo. L’obiettivo non è soltanto organizzare una manifestazione annuale, ma costruire progressivamente uno spazio permanente di incontro, ricerca e produzione culturale, capace di mettere in relazione il patrimonio materiale e immateriale della Val Bormida con reti nazionali e internazionali.

La cultura può diventare uno strumento attraverso il quale conoscere e rileggere il territorio, consolidarne l’identità, costruire reti, aumentarne la reputazione e l’attrattività e contribuire ad attivare processi di rigenerazione.

In questo senso, la prima edizione non rappresenta un punto di arrivo. È il primo fotogramma di un percorso appena iniziato.

I ringraziamenti

"Ferrania Film APS ETS e la direzione del Ferrania Film Festival - si legge nella nota -  ringraziano tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della prima edizione: i relatori, i fotografi, gli artisti, i filmmaker, i docenti e i professionisti che hanno condiviso competenze ed esperienze; le associazioni, le aziende, gli archivi e le istituzioni culturali che hanno aderito al progetto; i volontari e tutte le persone che hanno lavorato all’organizzazione; il pubblico e i partecipanti che hanno seguito gli appuntamenti e preso parte alle attività". 

"Un grazie particolare va al Comune di Cengio, che ha accolto numerosi appuntamenti della manifestazione e ha dimostrato concretamente disponibilità e attenzione nei confronti del progetto, e alle realtà della Val Bormida che hanno collaborato alla costruzione delle diverse attività. Un sentito ringraziamento va inoltre a Regione Liguria, per il patrocinio, la concessione del logo istituzionale e il sostegno all’iniziativa, e all’Assessore regionale Claudia Morich, che ha riconosciuto nel Ferrania Film Festival un progetto capace di mettere in dialogo memoria industriale e cultura analogica e di contribuire alla trasformazione e alla crescita del territorio". 

"Il Festival ringrazia infine tutte le realtà nazionali e internazionali che hanno creduto nella prima edizione e gli organi di informazione che, nei mesi precedenti e durante le giornate della manifestazione, hanno raccontato il progetto, contribuendo a portare Ferrania, la sua storia e la cultura della pellicola all’attenzione di un pubblico sempre più ampio. La prima edizione si chiude, dunque, con una consapevolezza e con una responsabilità: la comunità della pellicola ha iniziato a prendere forma. Ora il lavoro è farla crescere". 

Redazione

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