«La riforma della governance portuale non vuole e non può essere una riforma contro i lavoratori. È importante dirlo con chiarezza: le disposizioni della riforma sulla governance non intervengono sulla disciplina del lavoro portuale e non modificano gli strumenti previsti per la tutela dei lavoratori. Non c’è dunque alcuna volontà di penalizzare i lavoratori della Pippo Rebagliati di Savona-Vado, né quelli degli altri scali italiani».
Lo dichiara Maria Grazia Frijia, deputata di Fratelli d’Italia, componente della Commissione Trasporti della Camera e relatrice della riforma dei porti alla Camera, intervenendo sulle preoccupazioni espresse dai sindacati sulla riforma dei porti.
«La riforma nasce da un’esigenza precisa: rafforzare e valorizzare il sistema portuale italiano, migliorare il coordinamento, rendere più efficace la programmazione e accelerare la realizzazione degli investimenti. I nostri porti sono strategici per l’economia nazionale e per la competitività del Paese e hanno bisogno di una governance moderna ed efficiente».
«Quanto al lavoro portuale – prosegue Frijia – è bene ricordare che Fratelli d’Italia non si è limitata a parlare di tutela dei lavoratori, ma ha presentato specifiche proposte emendative per affrontare questioni concrete, a partire dal tema del fondo per il prepensionamento e dal riconoscimento della particolare gravosità del lavoro portuale».
«Proprio per questo trovo singolare – aggiunge Frijia – che il senatore Misiani e il Partito Democratico scelgano di descrivere la riforma come una minaccia per i lavoratori. Quando si parla di lavoro, e soprattutto di lavoro portuale, bisogna avere senso di responsabilità: alimentare paure e ansie sulla base di scenari che la riforma non prevede non aiuta né i lavoratori né i nostri porti».
«La competitività non si costruisce mettendo in contrapposizione efficienza e lavoro. Più investimenti, più efficienza e più competitività devono andare insieme a sicurezza, formazione e valorizzazione delle professionalità portuali. È questa la direzione nella quale stiamo lavorando».
«Savona-Vado rappresenta un nodo strategico per l’economia e l’occupazione ligure. Le preoccupazioni dei lavoratori meritano attenzione e un confronto serio sui contenuti effettivi della riforma, senza alimentare timori su scenari che il provvedimento non prevede», dichiara Rocco Invernizzi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria.
«La portualità è uno degli asset strategici della Liguria e dell’intero Paese. L’obiettivo deve essere quello di rendere il sistema più moderno, competitivo ed efficiente, continuando allo stesso tempo a tutelare il lavoro e le professionalità che rappresentano il vero patrimonio dei nostri porti», afferma Matteo Rosso, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia.
«Il lavoro portuale è un patrimonio di competenze e professionalità che va tutelato. Modernizzare la governance dei porti significa rafforzare la competitività del sistema, non mettere in discussione i diritti dei lavoratori. Su temi così delicati servono serietà e confronto nel merito, non allarmismi», dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino.
«La riforma – conclude Frijia – non è contro i lavoratori e non è contro i territori. È una riforma per un sistema portuale più forte, moderno e competitivo. Il confronto nel merito è sempre benvenuto, ma non trasformiamo una riforma della governance in un pretesto per seminare allarmismi. I lavoratori portuali sappiano che il loro lavoro e la loro professionalità non sono messi in discussione».





