Le grandi emozioni rimangono nel tempo. È questo lo spirito con cui la comunità di Cengio ha accolto, sabato 26 settembre, l’inaugurazione e la benedizione della grande tela “Il primo sogno di San Giuseppe (Annunciazione)”, realizzata dall’artista Tiziana Tardito e donata alla Parrocchia di San Giuseppe.
Un’opera di grandi dimensioni, due metri per 2,30, dipinta a olio su tela, che da oggi arricchisce permanentemente la chiesa e diventa parte del patrimonio artistico e spirituale della comunità.
La cerimonia ha rappresentato un momento di incontro tra fede, cultura e arte contemporanea. Alla giornata hanno partecipato don Bartolomeo Prato, l’artista Tiziana Tardito, il critico e storico dell’arte Giorgio Gregorio Grasso, Serena Caleca, direttrice dell’Accademia A.I.A.M. di Roma, delegazione di Lecco, e il sindaco Francesco Dotta.
A guidare il pubblico nella lettura dell’opera sono stati proprio Grasso e Caleca, che hanno approfondito gli aspetti artistici e culturali della tela, offrendo una chiave di lettura della rappresentazione e del suo significato.
Il momento centrale si è svolto alle 16, con la preghiera e la successiva benedizione dell’opera. Un passaggio particolarmente significativo, perché la tela non è stata soltanto presentata alla comunità, ma affidata a un luogo nel quale resterà nel tempo, diventando parte integrante della vita della parrocchia.
Tardito, maestra d’arte e fondatrice della corrente del Realismo Emozionale, ha dedicato l’opera alla figura di San Giuseppe e al tema dell’Annunciazione, affrontando un episodio della tradizione cristiana attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea e una ricerca centrata sulla dimensione interiore e sulle emozioni.
Il dipinto, donato dall’artista, resterà quindi esposto permanentemente nella chiesa di San Giuseppe. Un gesto che lega l’opera non soltanto alla dimensione religiosa, ma anche alla comunità che l’ha accolta.
La cerimonia è stata accompagnata dal coro invitato da don Meo. Dopo il momento istituzionale e religioso, la giornata è proseguita in oratorio con un concerto e un buffet, trasformando l’inaugurazione in un momento di festa e convivialità.







