"Grazie a tutte le persone che sono intervenute venerdì alla nostra iniziativa “Villapiana ieri e oggi. E domani?”. Siamo andati un po’ lunghi con i tempi, ma ne è valsa la pena e nel video che segue trovate tutta la serata".
Ad affermarlo è l’Assemblea di Villapiana antifascista e antirazzista, che prosegue: "A chi non avesse tempo e voglia di seguire l’intero sviluppo, suggeriamo di saltare al momento 1h41'45", con l’intera analisi della sociologa Deborah Erminio, perché contiene numeri e dati sul presente e sul futuro del quartiere e della città, soprattutto a proposito dell’incidenza delle migrazioni e delle curve demografiche. Savona oggi ha 58 mila abitanti, ne aveva quasi 80 mila negli anni ’70, e fino al 2050 le previsioni Istat danno un numero sostanzialmente stabile grazie alle migrazioni. Lo stesso Istat prevede invece che, a livello regionale, ci sarà un crollo del numero di abitanti in prospettiva 2080. Un altro dato che ci è parso interessante è che a Villapiana, dove i cosiddetti “stranieri” sono circa il doppio della media cittadina, molte famiglie “italiane” preferiscono iscrivere i figli a scuole di altri quartieri".
"Diamo attenzione a questi numeri, senza togliere nulla agli altri protagonisti della serata, a cominciare da Sergio Tortarolo, bravissimo a raccontare in pochi minuti la storia del quartiere, per proseguire con tutti gli altri. Si è parlato del recente decreto scuola, del commercio, dell’esplosione dei corsi di italiano per adulti organizzati dal Circolo operaio, con circa 900 iscritti! Di un volontariato costretto a sopperire alle inadempienze del governo e della sua propaganda. Della situazione abitativa, con Silvio Aschero del Sunia che ha spiegato che nel quartiere centinaia di appartamenti sono sfitti, e di una mamma del nostro doposcuola che ha detto: “Quando noi stranieri chiediamo una casa in affitto, le porte si chiudono”. Alle osservazioni emerse ha risposto l’assessore Riccardo Viaggi (trovate tutto nel video)".
"Purtroppo, per ragioni di tempo, non siamo riusciti a tirare le conclusioni della serata. E quindi vi proponiamo qui il testo delle nostre riflessioni finali: da questo dibattito collettivo emerge con chiarezza che il bene pubblico viene prima degli interessi privati; è tempo di governare con responsabilità e con scelte coraggiose; gli spazi hanno un valore sociale fondamentale; il diritto all’abitare deve essere riconosciuto e garantito. Sono emerse soprattutto quattro urgenze, che non possiamo separare: l’urgenza educativa, abitativa, relazionale e comunicativa. Un ragazzo di 14 anni, nato e vissuto da sempre a Savona, ma senza cittadinanza, è straniero? Valditara, Meloni, definite chi è straniero".
"Abbiamo parlato di numeri — e un immenso grazie a Deborah per averceli restituiti con chiarezza —, ma abbiamo anche rimesso al centro ciò che i numeri non possono contenere: persone, affetti, cultura, famiglie, dignità, storie e volontà di ricominciare. Le persone migranti non sono soltanto una statistica: portano con sé esperienze e risorse che possono diventare una ricchezza per l’intera comunità. Villapiana è già questo intreccio: storie, sapori, ricette, gesti e memorie. È la dimostrazione concreta che le identità non devono restare chiuse o contrapposte: possono convivere, trasformarsi e arricchirsi reciprocamente".
"Qui, nelle differenze, riconosciamo anche ciò che le persone migranti ci stanno portando e che ci accomuna: l’infanzia, la famiglia, la speranza di ricominciare, il desiderio di appartenere a un luogo e a una comunità, così come le fragilità e gli inciampi. La migrazione stessa ci accomuna. Alzi la mano chi non ha un parente che non sia emigrato all’estero - prosegue l'Assemblea di Villapiana antifascista e antirazzista - Dentro questa urgenza educativa vogliamo rinnovare con forza un appello che abbiamo già rivolto nel corso del tempo: la scuola del quartiere deve essere aperta tutti i giorni, fino a sera. Non soltanto per fare i compiti, ma per offrire ai ragazzi e alle loro famiglie spazio, opportunità e possibilità di incontro. Una scuola aperta può diventare un presidio educativo e sociale, un luogo di cultura, di creatività e di crescita, dove praticare attività artistiche, musicali e sportive, leggere, studiare, imparare insieme e scoprire talenti che spesso restano invisibili".
"Chiediamo che la scuola non sia vissuta soltanto come il luogo delle lezioni, ma come un bene comune del quartiere: una casa aperta, accessibile e accogliente, capace di accompagnare i ragazzi nel pomeriggio e di sostenere le famiglie nell’impegnativo compito educativo. Investire in una scuola aperta significa prevenire la solitudine, contrastare le disuguaglianze, creare relazioni e offrire ai giovani alternative concrete all’isolamento e alla marginalità. Significa dire, con i fatti, che ogni ragazza e ogni ragazzo hanno diritto al tempo, alla bellezza, alla formazione e al futuro. Il domani di Villapiana è una grande sfida: costruire una comunità capace di riconoscere ogni storia, condividere ogni responsabilità e trasformare le differenze in un futuro comune".
"Questa è la vera ricchezza di Villapiana: l’idea di un “noi” che includa senza cancellare le differenze. Il potere ci vuole come tanti “io”, separati e ripiegati nell’individualismo radicale. Da Villapiana rispondiamo invece con un “noi” inclusivo e solidale: per non lasciare indietro nessuno, per prenderci cura di chi è ferito, per cercare chi è smarrito, senza pregiudizi né paure, pronti sempre ad accogliere. Un “noi” che si costruisce nei luoghi concreti: nelle case, nelle strade, nelle piazze, nelle associazioni e in una scuola finalmente aperta ogni giorno alla vita del quartiere", concludono.





