Il Consiglio regionale ligure ha votato sulla richiesta di discutere la proposta di legge regionale sulle procedure e sui tempi per il suicidio medicalmente assistita direttamente in aula: 10 i favorevoli, 17 i contrari. La proposta torna quindi all'esame della commissione, con termine per la trattazione fissato al 26 novembre.
A chiedere il rinvio in commissione è stato il consigliere regionale Matteo Campora (Vince Liguria), motivando la richiesta con le modifiche intervenute a livello nazionale e con i recenti sviluppi relativi alla legge della Regione Toscana sul fine vita.
Nel dibattito è intervenuto Giovanni Battista Pastorino (Andrea Orlando Presidente), tra i firmatari della proposta, contrario al rinvio. Pastorino ha richiamato proprio la vicenda della legge toscana, ricordando come la Corte costituzionale abbia riconosciuto la possibilità per le Regioni di intervenire sugli aspetti organizzativi e procedurali legati all'assistenza al suicidio medicalmente assistito.
Il consigliere ha inoltre rimarcato la necessità di dare una risposta all'aumento delle richieste sul tema, sostenendo l'esigenza di definire procedure che consentano di esercitare il diritto riconosciuto dalla Corte costituzionale senza dover ricorrere ogni volta alla magistratura.
Contrario al rinvio anche Armando Sanna (Pd), che ha chiesto al Consiglio regionale un atto di responsabilità sul tema del fine vita e ha manifestato la propria preferenza per una discussione della proposta direttamente in aula.
La votazione ha però determinato il ritorno del provvedimento in commissione, rinviando così l'esame della proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito.
“Vogliamo evitare ogni polemica e ci auguriamo che questi due mesi portino buon consiglio alla maggioranza - dichiarano dopo la votazione Gianni Pastorino, Capogruppo Gruppo "Orlando Presidente”, Armando Sanna, Capogruppo Gruppo Partito Democratico, Stefano Giordano, Capogruppo Gruppo Movimento 5 Stelle e Jan Casella, Consigliere regionale Gruppo Alleanza Verdi Sinistra -. Il rinvio può essere utile se apre un confronto vero, nel rispetto delle diverse sensibilità. Non vorremmo, invece, che diventasse un passaggio burocratico per sottrarre al Consiglio una discussione politica che deve affrontare. Su un tema così delicato, che non è programma di governo della maggioranza, non è possibile che non prevalga una libertà di voto. Chiediamo che ogni consigliera e ogni consigliere possa esprimersi nel merito, con libertà di coscienza e rispetto per le posizioni degli altri. Trasformare questa discussione in uno scontro tra maggioranza e opposizione sarebbe un errore, e da parte nostra non c’è alcuna intenzione di farlo.
La Corte costituzionale ha chiarito che le Regioni possono intervenire sugli aspetti organizzativi e procedurali dell’assistenza sanitaria, nel rispetto delle competenze dello Stato. È una strada sulla quale si sono già mosse altre Regioni, per ultimo il Veneto. Continueremo a lavorare, come facciamo da tempo insieme all’Associazione Luca Coscioni, perché anche la Liguria affronti questa responsabilità.
Speriamo dunque che il rinvio non sia un espediente. Tra due mesi vorremmo tornare in aula dopo un confronto serio, con la volontà di discutere e decidere”.
“Le ultime pronunce della Corte costituzionale hanno precisato il quadro delle competenze regionali in una materia particolarmente delicata e complessa - commentano i capigruppo di maggioranza -. Per questo la maggioranza ritiene necessario un ulteriore approfondimento in Commissione, che consenta di esaminare il testo alla luce della più recente giurisprudenza costituzionale e a tutte le forze politiche un ulteriore approfondimento nel merito. C’è poi un altro elemento da considerare: alcune parti del testo della Regione Toscana sono state dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale, tanto che, il consigliere Pastorino, primo firmatario della proposta di legge sul fine vita in Liguria, ha presentato alcuni emendamenti che riteniamo opportuno ed importante discutere nella sede competente”.





