Luci nel cielo, oggetti descritti come insoliti e presunte anomalie che avrebbero interessato automobili e apparecchiature elettriche. Sono alcune delle testimonianze raccolte nelle ultime settimane nell’entroterra savonese da A.R.I.A. (Associazione Ricerca Italiana Aliena), che ha avviato una nuova campagna di monitoraggio tra Pontinvrea, Sassello, Alberola, Piampaludo e Veirera.
Si tratta, precisa l’associazione, di segnalazioni ancora da verificare e per le quali non viene proposta un’interpretazione precostituita. L’obiettivo dichiarato è raccogliere testimonianze e documentazione, cercando innanzitutto possibili spiegazioni convenzionali.
Tra gli episodi segnalati c’è quello di un testimone che avrebbe visto comparire improvvisamente un oggetto scuro, di forma rettangolare e descritto come simile a un pannello ondulato. Secondo il racconto, l’oggetto avrebbe prodotto un rumore metallico, per poi scomparire dopo pochi istanti.
Un’altra testimonianza riguarda una sfera luminosa osservata mentre attraversava il cielo sopra un impianto sciistico. Durante il passaggio, secondo il racconto raccolto dall’associazione, un’automobile avrebbe perso progressivamente potenza fino a fermarsi, mentre i fari avrebbero assunto un’intensità insolita. Il veicolo avrebbe quindi ripreso a funzionare regolarmente dopo la scomparsa della luce.
«Il nostro compito è raccogliere le testimonianze e verificare i fatti, non dare risposte precostituite – spiega Angelo Maggioni, fondatore di A.R.I.A. –. Ogni segnalazione deve essere analizzata cercando innanzitutto spiegazioni convenzionali. Solo dopo avere escluso, per quanto possibile, fenomeni astronomici, atmosferici, tecnologici o altre cause note possiamo parlare di evento anomalo».
Le segnalazioni nei boschi
La campagna riguarda anche alcune testimonianze relative a presunte presenze e movimenti insoliti nelle aree boschive dell’entroterra. Tra i luoghi indicati all’associazione c’è un casolare abbandonato, dove durante un sopralluogo il gruppo avrebbe trovato un ambiente apparentemente fermo nel tempo: un tavolo apparecchiato, suppellettili e altri oggetti riconducibili alla quotidianità di una famiglia, insieme a polvere e ragnatele che testimoniano il lungo abbandono dell’edificio.
Lo stesso gruppo di ricerca precisa però che le circostanze dell’abbandono non sono state accertate e che quanto rinvenuto nel casolare non costituisce, di per sé, una prova di un collegamento con fenomeni UFO.
Particolare attenzione sarà riservata a fotografie e filmati raccolti dai testimoni. Nel gruppo di lavoro figurano anche Claudio Rancati e Daniel Auber, vicepresidente dell’associazione e professionista nel settore degli effetti speciali, con un riconoscimento Emmy legato al lavoro nell’industria televisiva e cinematografica.
«Una fotografia o un video non possono essere considerati automaticamente la prova di un UFO – sottolinea Maggioni –. Devono essere analizzati tecnicamente, verificando prospettiva, condizioni atmosferiche, illuminazione, possibili artefatti ottici, droni, aeromobili, satelliti e qualsiasi altra spiegazione plausibile».
I precedenti
L’entroterra savonese è già stato interessato in passato da segnalazioni di fenomeni aerei ritenuti insoliti. A.R.I.A. richiama, tra gli altri, un episodio del 7 settembre 1978 nella frazione La Carta di Sassello. Secondo le testimonianze riportate dall’associazione, diverse persone avrebbero osservato una luce bianca apparentemente immobile, descritta come di dimensioni simili alla Luna piena, che successivamente si sarebbe diretta verso sud, scomparendo in direzione del mare.
La documentazione storica citata dall'associazione riferisce inoltre di presunte interferenze su automobili e apparecchiature elettriche e di una successiva attenzione da parte della stampa locale.
Viene ricordato anche un presunto episodio del 1974 al largo dell'isola di Bergeggi, che alcuni ricercatori hanno interpretato come possibile caso di “UFO crash”. Anche in questo caso A.R.I.A. lo presenta come una ricostruzione e un'ipotesi ancora da sottoporre a verifica documentale.
La nuova campagna, spiega Maggioni, punta soprattutto a costruire una banca dati delle segnalazioni e a confrontare testimonianze, immagini, dati ambientali e documentazione storica.
«Ci interessa capire se esiste un fenomeno reale alla base di queste segnalazioni e, soprattutto, di quale fenomeno si tratti – afferma Maggioni –. Per questo vogliamo mettere insieme testimonianze, fotografie, video, dati ambientali e documentazione storica. Soltanto un’analisi complessiva può permettere di distinguere una semplice suggestione da un evento realmente anomalo».
Le attività proseguiranno con osservazioni del cielo e sopralluoghi sul territorio. L'associazione invita inoltre eventuali testimoni a mettere a disposizione fotografie, video o altra documentazione, chiedendo di conservare i materiali originali e di indicare, quando possibile, data, ora, posizione e condizioni di osservazione.
«Anche una segnalazione apparentemente insignificante può essere utile se inserita in un quadro più ampio», conclude Maggioni.






