Attualità - 01 ottobre 2026, 12:26

PFAS nell’acqua di Borgio Verezzi, Comune e Servizi Ambientali: "La priorità è risolvere il problema" (FOTO e VIDEO)

Incontro pubblico affollato nella Sala del Consiglio Comunale, non sono mancati momenti di tensione

Sala gremita, confronto aperto e, non sono mancati, momenti di tensione e polemica. Si è svolto questa mattina nella Sala del Consiglio Comunale di Borgio Verezzi l’incontro pubblico organizzato dall’amministrazione per fare il punto sulla situazione dell’acqua potabile in paese, dopo la rilevazione di una criticità legata alla presenza di PFAS.

All’appuntamento, aperto alla cittadinanza, erano presenti il sindaco Renato Dacquino, il direttore generale di Servizi Ambientali S.p.A. Alessandro Fanara e, in collegamento, una rappresentanza di Asl2. L’obiettivo dell’incontro, come spiegato dal primo cittadino, è stato quello di fornire una base comune di informazioni e favorire un confronto trasparente con i residenti, in attesa degli esiti delle nuove analisi.

La vicenda era emersa lo scorso 23 settembre, quando proprio il sindaco Dacquino aveva firmato un’ordinanza con cui veniva disposto, in via temporanea e precauzionale, il divieto di utilizzo dell’acqua potabile per scopi alimentari su tutto il territorio comunale: un provvedimento adottato a seguito della comunicazione di Servizi Ambientali, gestore del Servizio Idrico Integrato, relativa a una criticità quantitativa riscontrata in uno dei quattro pozzi comunali, con riferimento alla presenza di PFAS.

In attesa di ulteriori verifiche, l’acqua erogata dall’acquedotto non può quindi essere utilizzata per il consumo umano e per gli usi alimentari, mentre ne resta consentito l’impiego per i soli usi igienico-sanitari. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche i risultati delle analisi effettuate nei giorni scorsi, che hanno evidenziato valori superiori ai limiti di riferimento per due parametri, con uno scostamento indicato nell’ordine di 30 volte per un parametro e di una volta su 200 per un altro.

Proprio sulla correttezza dei risultati e sulla necessità di ulteriori verifiche si è concentrato parte del confronto. Il direttore generale di Servizi Ambientali, Alessandro Fanara, ha spiegato che l’azienda sta lavorando per individuare l’origine della criticità e arrivare nel più breve tempo possibile a una soluzione. Non è stata esclusa neppure l’ipotesi che la problematica possa essere collegata alle modalità di prelievo dei campioni. Per questo motivo è stata disposta la ripetizione delle analisi, i cui risultati saranno determinanti per comprendere la situazione.

"Abbiamo seguito quello che prevedeva la legge e, appena possibile, abbiamo fatto le verifiche del caso su una serie di campioni in una serie di comuni - le parole di Fanara - Sulle analisi di Borgio abbiamo avuto un risultato per cui siamo subito corsi ai ripari, chiedendo al Comune di fare l'ordinanza".

Nel frattempo, Servizi Ambientali ha avviato interlocuzioni con professionisti che hanno già affrontato casi di contaminazione da PFAS in altre aree d’Italia. Tra le ipotesi allo studio c’è anche l’installazione di un sistema di filtraggio dell’acqua, soluzione che consentirebbe di intervenire sulla presenza delle sostanze.

"La problematica sollevata deve trovare una soluzione - ha aggiunto il dg di Servizi Ambientali - ci stiamo già interessando, ammesso che le misurazioni risultino corrette, a trovare soluzioni legate a sistemi che all'origine abbattano le sostanze PFAS. Sulle tempistiche oggi non possiamo sbilanciarci: facciamo un incontro pubblico dopo una settimana da quando abbiamo avuto le informazioni. Non abbiamo la bacchetta magica, stiamo cercando in questi giorni un partner con cui sviluppare un sistema per risolvere il problema, pur non avendo ancora definito con quale tecnologia. Nelle prossime settimane avremo più informazioni".

Al momento, dunque, non sembra ipotizzabile un ritorno alla normalità nel brevissimo periodo, salvo che le nuove analisi possano confermare un eventuale errore o un’anomalia nei campionamenti precedenti.

Sul tavolo anche il tema dei costi. Le possibili soluzioni prospettate potrebbero infatti comportare un investimento significativo. Un aspetto che, però, Fanara ha messo in secondo piano rispetto all'obiettivo prioritario dell'azienda: "Non ci poniamo il problema del costo – ha ribadito Fanara nel corso dell'incontro – al netto delle polemiche, la nostra finalità è solo quella di risolvere il problema". "L'idea di fare altri incontri con la cittadinanza - ha concluso - è legata al fatto che, appena avremo un'idea su come risolvere, ne daremo comunicazione rapida".

Dal pubblico sono arrivate diverse richieste, tra cui quella di prestare attenzione agli eventuali costi sostenuti dagli utenti in bolletta durante il periodo di disservizio. È stata inoltre sollevata la questione della possibilità di effettuare uno screening sanitario sulla popolazione, alla luce dell’esposizione alla criticità legata alla presenza di PFAS.

"L'incontro aveva obiettivi chiari: dare le informazioni base sullo stato attuale ai cittadini e condividere con loro i passaggi successivi - ha dichiarato il sindaco Renato Dacquino - Abbiamo dato le informazioni base e lo scenario di riferimento, con tutti i contatti con ASL, Arpal, Provincia, Regione e comuni vicini. Abbiamo sentito tanti interventi: alcuni molto costruttivi, altri polemici, ma si tratta di una polemica comunque positiva perché esprime il disagio dei cittadini. Tutti hanno l'obiettivo di vedere realizzata a breve una soluzione: questa è la priorità del paese ed è quello che chiede con forza l'amministrazione"

"L'amministrazione deve essere lucida e concentrata su questo con Servizi Ambientali - ha aggiunto il sindaco - Altri elementi di alta priorità più strategica vanno pianificati per tempo, come le proposte di studi di valutazione sulla sanità in assoluto. Si lavora sulla priorità: mettere al più presto Borgio Verezzi in condizione di avere acqua buona ai rubinetti, su tutto il resto ci ragioneremo".

Ora l’attenzione è rivolta soprattutto ai risultati delle nuove analisi. Da questi dati dipenderanno i prossimi passaggi e le decisioni sulle modalità e sui tempi per riportare l’acqua dell’acquedotto all’utilizzo alimentare.

Gianlorenzo Tortarolo

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