Eventi - 01 ottobre 2026, 11:19

Savona, la Milwaukee Mandolin Orchestra chiude il Festival Internazionale Mandolinistico

Martedì 6 ottobre nella chiesa di Sant’Andrea l’ultima serata della quarta edizione: sul palco la storica formazione americana, fondata nel 1900, diretta da René Izquierdo

Foto Robert M. Powell

Foto Robert M. Powell

Sarà una delle più antiche orchestre a plettro al mondo a chiudere la quarta edizione del Festival Internazionale Mandolinistico.

Martedì 6 ottobre, alle ore 21, nella Chiesa di Sant’Andrea a Savona, protagonista dell’ultimo appuntamento della rassegna sarà la Milwaukee Mandolin Orchestra, storica formazione statunitense fondata nel 1900, diretta da René Izquierdo. Il concerto, a ingresso gratuito, sarà realizzato con il supporto di Ensemble Nuove Musiche.

L’appuntamento savonese sarà preceduto da un’importante tappa a Cremona Musica, dove il Festival Internazionale Mandolinistico sarà ospite nei giorni immediatamente precedenti al concerto. Nell’ambito della manifestazione, Carlo Aonzo e Rosario Moreno, direttori artistici del Festival, presenteranno l’esperienza della rassegna e il percorso sviluppato nelle sue prime quattro edizioni.

A Cremona sarà protagonista anche la Milwaukee Mandolin Orchestra, presente nel programma di Cremona Mandolini in Mostra. Si creerà così un ideale filo diretto tra Cremona e Savona: dalla grande manifestazione dedicata al mondo degli strumenti musicali al concerto del 6 ottobre, quando la storica formazione americana raggiungerà la Liguria per concludere la quarta edizione del Festival.

Fondata negli Stati Uniti nel 1900, la Milwaukee Mandolin Orchestra è erede della grande tradizione delle orchestre a plettro americane e porta sul palcoscenico un repertorio che attraversa più di un secolo di storia musicale, dalla Golden Age del mandolino negli Stati Uniti, tra l’800 e il ’900, fino alle nuove opere commissionate e create all’interno della stessa formazione.

Il concerto savonese, intitolato “The American Mandolin Legacy – La Tradizione dell’Orchestra Mandolinistica Statunitense”, sarà un viaggio nella storia del mandolino negli Stati Uniti. Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, anche sull’onda dell’emigrazione italiana, il mandolino conobbe oltreoceano una straordinaria diffusione e l’orchestra a pizzico divenne una delle forme espressive e associative più diffuse della cultura musicale americana.

Il programma attraverserà quella stagione, passando dai ritmi sincopati del ragtime di Scott Joplin e del primo George Gershwin alle composizioni di alcuni protagonisti della Golden Age americana, come A.A. Babb, A.J. Weidt, William C. Stahl e Howard Weeks, fino alle suggestioni latinoamericane di Carlos Curti e Schreier-Bottero.

A testimoniare l’attualità e la vivacità dell’ambiente degli strumenti a plettro nel mondo, oltre a un viaggio nella memoria, il programma “The American Mandolin Legacy” proporrà brani contemporanei quali “How Lonely Rings the Echo of My Feet” di Josh Schmidt, commissionato dalla stessa Milwaukee Mandolin Orchestra, e “Bluegrass Review” di Glenn Asch, mandola della formazione, che guarda alle radici popolari e alla tradizione del bluegrass. Un percorso che mostra come il patrimonio mandolinistico continui ancora oggi a vivere, trasformarsi e generare nuova musica anche oltreoceano.

A dirigere l’orchestra sarà René Izquierdo, già protagonista della scorsa edizione del Festival in un apprezzato concerto in duo con Carlo Aonzo, che aveva fatto registrare una grande partecipazione di pubblico. Il suo ritorno a Savona assume quest’anno una diversa veste: Izquierdo sarà infatti alla guida della Milwaukee Mandolin Orchestra, portando sul palco un’intera formazione di strumenti a pizzico. Un ritorno che testimonia anche la volontà del Festival di costruire, edizione dopo edizione, relazioni durature con artisti e realtà della scena mandolinistica internazionale.

La presenza della Milwaukee Mandolin Orchestra assume inoltre un particolare valore simbolico: mette in relazione due importanti tradizioni culturali del mandolino, quella italiana, dalla quale l’orchestra a plettro americana trae le proprie origini, e quella statunitense, che nel corso del Novecento, e ancora oggi, ha sviluppato un repertorio peculiare, includendo nuovi ritmi e stili caratteristici.

Il concerto del 6 ottobre rappresenterà così il punto d’arrivo di un’edizione che, dal 12 luglio, ha attraversato linguaggi e culture profondamente differenti. Dall’originale rilettura dei Pink Floyd affidata al Mauro Squillante Trio al virtuosismo e alla musica brasiliana di Hamilton de Holanda; dal progetto di comunità “Il Borgo che Suona” all’incontro tra le tradizioni europee e americane di Radim Zenkl e le sonorità mediterranee del kanun di Farah Fersi. Cinque appuntamenti con artisti provenienti da quattro continenti, tenuti insieme dal mandolino e dagli strumenti a plettro come filo conduttore.

La chiusura affidata alla Milwaukee Mandolin Orchestra assume quindi un significato particolare: una formazione con oltre un secolo di storia conclude un Festival che ha fatto dell’incontro tra tradizione e contemporaneità, generazioni e culture differenti uno dei propri elementi distintivi.

La manifestazione, diretta artisticamente da Carlo Aonzo e Rosario Moreno, conferma con questo ultimo appuntamento la volontà di valorizzare il patrimonio degli strumenti a plettro, aprendolo al confronto con esperienze, repertori e tradizioni provenienti da diverse parti del mondo. Una visione che ha accompagnato l’intera quarta edizione del Festival.

Redazione

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