"Le rivendicazioni dei portuali per il riconoscimento del lavoro usurante, il ricambio generazionale, contro il transito e la movimentazione di armi sono giuste e sacrosante. Il potere politico sfugge dichiarando di non avere le risorse, ma le trova magicamente per finanziare le politiche di riarmo e l’enorme spreco di risorse pubbliche per finanziare uno stato governato da un regime corrotto e antidemocratico come l’Ucraina di Zelensky. Sono politiche folli imposte dalla Commissione Europea della Von der Leyen, e dagli ambienti militaristi e guerrafondai della Nato che non hanno niente a che vedere con gli interessi nazionali! La follia bellicista sta portando l’Italia e tutta l’Europa alla rovina".
Cosi commenta Democrazia Sovrana Popolare, che aggiunge: "Oggi come mai diventa evidente il nesso tra la politica estera dell’attuale governo come dei precedenti, che hanno svenduto gli interessi nazionali alle oligarchie finanziarie e militari transazionali trascinandoci verso l’abisso di una guerra catastrofica contro la volontà della stragrande maggioranza degli italiani, e le difficoltà crescenti di lavoratori, famiglie e cittadini particolarmente evidenti nel caro carburanti e nella distruzione dello stato sociale".
"I ceti governanti, di destra e di sinistra indifferentemente, da più di 30 anni hanno accettato la perdita di sovranità politica e monetaria, favorito la delocalizzazione e la deindustrializzazione, bloccato gli investimenti pubblici e privati, distrutto i servizi fondamentali, con i risultati ormai sotto gli occhi di tutti. Malgrado il lavoro di un sistema dell’informazione asservito al potere, gli italiani lo sanno: la Russia non è nostra nemica perché ha dovuto entrare in guerra per difendersi dall’aggressione della Nato; Israele è guidata da un governo sionista che oltre e macchiarsi di genocidio sta progressivamente assumendo il controllo di gangli vitali del nostro come di altri Paesi; Buona parte dei nostri politici sono o inetti o complici. Lavoratori e lavoratrici, è necessario invertire la rotta, e farlo prima che sia troppo tardi".
DSP, che saluta come grande fatto politico e democratico lo sciopero internazionale dei porti del 30 ottobre, "si pone al servizio dei portuali in lotta e di tutti i lavoratori e i cittadini per portare dentro la cittadella di un Potere corrotto la voce e gli interessi del popolo italiano. Uniti riusciremo a scalzare dal potere chi da troppo tempo lo sta usando per fini inconfessabili e alfine restaurare la pienezza del dettato costituzionale che è stato tradito".





