(Adnkronos) - I pubblici ministeri di Pavia che conducono l'inchiesta sull'omicidio di Garlasco sono pronti a convocare nel fascicolo di indagine sui Ris di Parma anche Rosa Muscio, l'allora pm della Procura di Vigevano che nel 2007 delegò gli approfondimenti sul delitto di Chiara Poggi ad alcuni carabinieri esperti in analisi scientifiche. E' quanto si apprende da fonti qualificate. Gli inquirenti sentiranno la magistrata, ora in forza alla Procura per i Minorenni di Milano, come persona informata sui fatti per capire le informazioni ricevute rispetto alle analisi sui pedali della bici di Stasi e per sapere se fosse a conoscenza della relazione personologica sull'ex bocconiano acquisita di recente nell'indagine su Andrea Sempio, indagato per l'omicidio aggravato di Garlasco.
La consulenza, senza firma e senza data, non è mai stata consegnata e ha come intestazione il nome della dottoressa Alessandra Bramante, psicologa criminologa clinica. Si tratta di tredici pagine (non su carta intestata e scritte al computer) in cui vengono inserite - in una griglia - delle osservazioni rispetto a quanto detto dall'allora fidanzato nei verbali resi, tra il 14 e il 22 agosto 2007, agli inquirenti. Oltre alla tabella iniziale c'è una lista di 17 punti in cui vengono inserite altre osservazioni, rispetto anche alla telefonata di Stasi al 118. Il codice di procedura penale vieta di ammettere consulenze per stabilire il carattere, la personalità, la tendenza a delinquere o le qualità psichiche dell'indagato - regola applicata tanto per Stasi che per Sempio - ma i pm pavesi vogliono capire di che documento si tratta e chi decise di lasciarlo tra le carte che il Ris di Parma non avrebbe inserito nel fascicolo su Stasi.
E su un altro aspetto indagato dai carabinieri del Ris si focalizza l'attenzione della Procura di Pavia guidata da Fabio Napoleone e che ha portato a sentire, come testimoni, gli esperti presenti durante le analisi sui pedali della bicicletta dell'ex bocconiano. Nessuno, neppure il consulente dei pm Carlo Previderé, mette in dubbio che sui pedali c'è il Dna della vittima Chiara Poggi, ma sostiene che sarebbe stato necessario approfondire il perché di due contro analisi negative che, per chi indaga, non sarebbero state illustrate ai consulenti della difesa Stasi. Un tema su cui la pm Muscio potrebbe dare risposte utili.





