Aveva segnalato una possibile criticità nella gestione di due pazienti al Pronto Soccorso ed era finito sotto procedimento disciplinare. Ora il Tribunale di Savona gli dà ragione.
Il giudice del lavoro Gabriele Salvi ha accolto il ricorso presentato da Antonio Flaminio, infermiere e segretario provinciale dell'AADI Savona, dichiarando nullo il rimprovero scritto che gli era stato inflitto e disponendo la rimozione di ogni effetto pregiudizievole.
Il fatto nasce da un "Incident Reporting" di tipo "near miss", cioè la segnalazione di un evento che avrebbe potuto causare un danno. Durante un turno in Pronto Soccorso, Flaminio aveva rilevato che per due pazienti con sospetti traumi cranici e cervicali non era stato rispettato il protocollo del "Fast Track" ortopedico: situazioni che, secondo le procedure, avrebbero richiesto una valutazione internistica prioritaria prima di quella specialistica.
Proprio da quella segnalazione, però, è partita l'azione nei confronti dell'infermiere. Secondo quanto ricostruito nel ricorso, è stata la stessa direzione del Pronto Soccorso a chiedere l'avvio di un provvedimento punitivo. Ne è seguita una contestazione con ben 21 presunte violazioni dei doveri, sfociata nel rimprovero scritto.
Una scelta che la difesa ha definito illegittima: la legge Gelli-Bianco (n. 24/2017) e gli stessi regolamenti interni sul risk management vietano infatti di utilizzare le schede di segnalazione degli eventi avversi a fini disciplinari. Strumenti che devono restare confidenziali e servire all'analisi sistematica degli errori, non a colpire chi li compila. Una tesi che il Tribunale ha condiviso.
"La sanzione era correlata a un comportamento non consono e fortemente denigratorio nei confronti di colleghi - è invece la replica di Asl - Siamo stupiti che vi possa essere una zona franca nella quale le regole comportamentali del CCNL non trovano applicazione e rimaniamo in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza".





