Pochi minuti possono fare la differenza. Soprattutto quando l'incidente avviene nel cuore di un bosco, durante una competzione lungo un sentiero tecnico dove un'ambulanza non può arrivare direttamente. È anche per questo che, dietro le gare degli UCI Enduro ed E-Enduro World Championships, c'è una macchina dei soccorsi che lavora senza sosta e che nel finalese ha messo in campo uomini, mezzi terrestri e un dispositivo aereo per garantire la massima tempestività negli interventi.
Quella che va in scena sui sentieri della Finale Outdoor Region non è soltanto una competizione sportiva, ma una manifestazione che porta centinaia di atleti su un territorio tanto spettacolare quanto complesso dal punto di vista logistico e che, in caso di emergenza, impone di arrivare rapidamente anche nei luoghi più difficili da raggiungere. Per questo la sicurezza è stata costruita attraverso una rete coordinata tra personale sanitario, Soccorso Alpino, associazioni di pubblica assistenza, direzione di gara e forze specializzate.
"La sicurezza è composta da coordinatori di sicurezza, coordinatori medici e dal direttore di gara, che gestiscono i vari eventuali piani di evacuazione di ogni concorrente - spiega Luigi Costa, responsabile del coordinamento tecnico della sicurezza - Sul percorso sono presenti i marshall e, in caso di incidente, dal coordinamento andiamo a smistare ambulanze e mezzi di soccorso tecnico, con eventuali medici per la valutazione e le necessarie specializzazioni".
I numeri raccontano la dimensione del dispositivo: mediamente 6-7 ambulanze al giorno, affiancate da 3-4 squadre di Soccorso Alpino, con complessivamente tre medici impegnati nell'assistenza (uno stabilmente al punto medico avanzato, altri due itineranti sul percorso).
A completare la rete terrestre c'è anche un importante dispositivo aereo. Per i Mondiali è infatti presente un elicottero AW169 della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Genova, schierato in collaborazione con il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) di Cuneo e con il CNSAS di Finale Ligure. Una presenza pensata per garantire la tempestività di un eventuale intervento di soccorso in ambiente impervio, dove raggiungere rapidamente il ferito può rappresentare la principale difficoltà.
"Quello che fa la differenza è che, in eventi organizzati dove c'è anche tutto un contesto di soccorso, si riesce ad arrivare comunque sui pazienti anche nell'arco di 5-10 minuti in un'area extraurbana, quindi in luoghi che per l'organizzazione sono impervi - sottolinea Costa. - Rispetto alle tempistiche medie sono interventi molto più rapidi".
La forza del sistema sta soprattutto nel coordinamento, con le diverse componenti che, in caso di chiamata, vengono attivate contemporaneamente, condividendo informazioni e decidendo rapidamente quale mezzo e quale squadra inviare. "Collaborare attivamente già dal preallertamento della chiamata cambia tutto - spiega Costa - Per le ambulanze, il responsabile tecnico e il responsabile medico decidono insieme dove andare e cosa fare".
Una collaborazione che viene resa possibile anche dalla presenza di una struttura di coordinamento e comunicazione sul campo. Le unità logistiche comprendono il punto medico avanzato (PMA) e il punto di coordinamento dei soccorsi, consentendo alle diverse squadre di mantenere i contatti e gestire in maniera coordinata le eventuali emergenze. I mezzi di soccorso sono inoltre dotati delle attrezzature per il primo intervento, compresi i defibrillatori, mentre le unità con personale medico e quelle dedicate al soccorso tecnico dispongono di dotazioni più avanzate.
Nel complesso sono state mobilitate diverse decine di operatori, con un dispositivo attivo per tutta la durata della manifestazione. La giornata più impegnativa, spiega Costa, è stata quella in cui i concorrenti erano impegnati contemporaneamente sulle diverse prove, richiedendo quindi una maggiore distribuzione delle squadre di soccorso. Durante le gare, invece, l'organizzazione diventa più lineare.
Un sistema che a Finale Ligure può contare anche sull'esperienza maturata in molti anni di grandi competizioni internazionali. "Veniamo da parecchi anni che gestiamo eventi simili" spiega Costa, sottolineando come, dal punto di vista sanitario, tecnico e del soccorso, la strategia sia ormai consolidata.
E proprio la collaborazione tra realtà differenti rappresenta uno degli elementi più importanti dell'organizzazione. Un'esperienza che, oltre a garantire maggiore efficienza durante la manifestazione, permette agli operatori di conoscersi e consolidare rapporti utili anche nelle emergenze quotidiane. "Il bello di questi eventi è quello di lavorare insieme: ti conosci, cresci e hai migliori efficienze", sottolinea Costa.
La rete dei soccorsi, infine, deve guardare oltre il perimetro della gara. Durante i Mondiali, infatti, i sentieri della Finale Outdoor Region continuano a essere frequentati anche da escursionisti, biker e visitatori. "C'è tutta la parte dei soccorsi di gara, ma anche tutto l'esterno, la gestione di casi ordinare", perché il territorio continua a essere vissuto e frequentato anche mentre gli atleti sono impegnati nelle prove.
Una presenza discreta ma fondamentale, dunque, quella di chi si occupa della sicurezza. Mentre gli atleti affrontano discese, salti e passaggi tecnici, lungo i sentieri opera una rete pronta a intervenire in pochi minuti. È una parte dei Mondiali che resta spesso lontana dai riflettori, ma che contribuisce in modo decisivo a rendere possibile lo spettacolo dell'enduro nel complesso ambiente naturale della Finale Outdoor Region.

















