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Cronaca | 19 ottobre 2026, 18:00

La nave Humanity attracca a Savona con i migranti soccorsi nel Mediterraneo (FOTO e VIDEO)

I naufraghi provengono da Sudan, Sud Sudan, Eritrea e Somalia. A bordo ci sono ustioni da carburante, ferite da violenze e malattie croniche. La Ong denuncia: "Violati i diritti dei minori"

È attraccata in porto a Savona poco prima delle ore 18 la nave Humanity 1, battente bandiera tedesca, con a bordo i migranti rimasti degli 80 soccorsi nel Mediterraneo: tre bambine piccole con le loro famiglie e più di 40 adulti. Venerdì scorso, infatti, 32 minori non accompagnati e due pazienti erano già stati fatti sbarcare a Trapani dalla Guardia Costiera.

"Il Tribunale per i Minorenni di Palermo ha disposto lo sbarco immediato nel porto di Trapani solo per i minori non accompagnati, obbligando così tre bambine piccole, accompagnate da adulti di riferimento, a proseguire la navigazione fino a Savona - ha dichiarato Sofia Bifulco, coordinatrice delle comunicazioni a bordo della Humanity 1 - Abbiamo chiesto rettifica al tribunale e al Centro di Coordinamento Marittimo di Roma, eppure nessuna delle autorità ha dato una risposta adeguata e disposto lo sbarco immediato delle tre bambine. La chiara violazione dei diritti dei minori è inaccettabile: la presenza di un adulto di riferimento non esclude che siano vulnerabili e che necessitino protezione immediata".

Proprio per l'alto numero di minori, il comandante della nave aveva presentato ricorso al Tribunale per i Minorenni di Palermo chiedendo che tutti i minori venissero sbarcati nel porto più vicino. Il Tribunale ha accolto la richiesta solo per i minori non accompagnati: venerdì intorno alle 18 la stessa motovedetta della Guardia Costiera che poco prima aveva evacuato due pazienti verso Trapani ha preso a bordo i 32 ragazzi e li ha portati a terra.

"Il transito inutilmente prolungato ritarda il legittimo accesso di tutti i sopravvissuti ai loro diritti fondamentali e alla necessaria assistenza medica - aggiunge Bifulco - A bordo possiamo fornire assistenza di primo soccorso, ma molti dei casi clinici non possono essere trattati in nave. La legge è chiara: tutte le persone soccorse hanno diritto a un porto di sbarco il più vicino possibile. L'assegnazione del porto di Savona è una scelta politica, in chiara contraddizione con la legge e a spese della salute e dei diritti di persone particolarmente vulnerabili".

I soccorsi risalgono alla notte tra martedì e mercoledì scorsi. Grazie alle informazioni di Watch The Med - Alarm Phone, l'equipaggio della ong aveva inizialmente individuato al largo della Tunisia 46 persone su un gommone sovraffollato intorno alle 22:30 di martedì. L'orario notturno e il mare mosso avevano reso il salvataggio particolarmente difficile. Poco dopo era arrivata un'altra richiesta di soccorso: 34 persone stavano lottando contro le onde su un secondo gommone sovraffollato, che quando è stato raggiunto, nelle prime ore di mercoledì, aveva i tubolari ormai quasi sgonfi e imbarcava acqua.

"Quando l'equipaggio li ha raggiunti i gommoni avevano già perso una quantità significativa d'aria. Molte persone soffrivano di mal di mare ed erano gravemente stanche. Ottanta persone sono ora assistite a bordo, tra cui numerosi minori non accompagnati, una donna incinta, diversi bambini e un neonato di due mesi - avevano spiegato da Humanity 1, che aveva fatto scalo a Savona poco più di un anno fa, il 14 ottobre del 2025 - Nonostante ciò, le autorità italiane hanno assegnato il lontano porto di Savona, nel nord Italia. Ciò significa più di cinque giorni in più in mare e un viaggio di 670 miglia nautiche: un fardello irragionevole e inutile, visto l'elevato numero di bambini e minori a bordo e il mare ancora agitato. La scelta di un porto distante è una decisione politica, a scapito di persone particolarmente vulnerabili. Prolunga la loro sofferenza e causa loro un enorme stress psicologico e fisico. Hanno il diritto di sbarcare il prima possibile".

Quasi la metà dei sopravvissuti erano minori non accompagnati o famiglie, provenienti da Paesi segnati da decenni di guerre, violenze e instabilità come Sudan, Sud Sudan, Eritrea e Somalia. Molti di loro, secondo quanto raccontato all'equipaggio e come evidenzia anche un recente rapporto di UNHCR e OIM sui minori migranti e rifugiati, hanno subito violenze ben prima di mettersi in mare, nei Paesi di transito e in Libia. A bordo l'equipaggio ha riscontrato casi di malattie croniche, ustioni da carburante, ferite dovute alle violenze subite durante il viaggio, oltre a insonnia, mal di mare per i giorni trascorsi dormendo all'aperto e fragilità psicologiche.

Ad accogliere la nave il consueto dispositivo di assistenza e sicurezza coordinato dalla Prefettura. Sul posto presenti operatori sanitari, personale del 118, volontari della Croce Bianca di Savona e della Croce Rossa Italiana, oltre agli uomini delle forze dell'ordine, tra cui Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Sono in corso i controlli della Sanità marittima.

Sono nove migranti che verranno ospitati nei centri di accoglienza del savonese,  gli altri invece verranno trasferiti in altre regioni.

Luciano Parodi

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