Attualità - 20 ottobre 2026, 08:00

Ponte sul Quiliano chiuso, i commercianti arrabbiati chiedono di rivedere i cartelli: "Fanno deviare chi potrebbe passare"

Molti automobilisti non leggono la distanza indicata in piccolo e deviano subito, mentre la strada resta percorribile fino alla rotonda di Zinola

Ponte sul Quiliano chiuso, i commercianti arrabbiati chiedono di rivedere i cartelli: "Fanno deviare chi potrebbe passare"

A una settimana esatta dalla chiusura del ponte sul Quiliano, è negativo il bilancio dei commercianti con attività sia nella parte savonese sia in quella vadese. Sotto accusa soprattutto i cartelli che indicano la strada chiusa all'altezza del ponte. Il problema, spiegano i commercianti, è che molti automobilisti leggono solo "strada chiusa" e non la distanza, indicata più in piccolo. 

Un esempio sono i cartelli posti alla rotonda che porta a corso Svizzera, più o meno all’altezza del negozio Cascobene. Vedendoli, molti svoltano subito verso corso Svizzera, anche se la strada è percorribile fino a poco prima del ponte, alla rotonda di Zinola, da cui si può proseguire su via Quiliano. Così il traffico non passa più davanti alle attività che si trovano tra il cartello e il ponte.

"Abbiamo chiesto al Comune un parcheggio a tempo e di modificare la cartellonistica che è stata messa in via Nizza, da Casco Bene – spiega Rossana Di Cerbo, della Farmacia di Zinola –. I cartelli indicano la strada interrotta e a quanti metri di distanza, ma quel dettaglio è scritto più in piccolo e non viene letto facilmente. Le persone deviano subito verso corso Svizzera. Abbiamo anche chiesto una certa tolleranza alla polizia municipale per le fermate".

Anche Cinzia Ferrari, dell’Antica Latteria, chiede di spostare i cartelli più avanti: "Le persone leggono che la strada è chiusa ma non a quanti metri di distanza e prendono altre strade, mentre qui si può passare. Un altro problema riguarda lo spostamentod ella fermata del bus. Qui vivono molte persone anziane ed è troppo lontana per loro" .

Gli effetti sugli incassi si sono fatti sentire, anche se ci sono particolari attività come la farmacia che ha un'utenza fissa.. "Noi siamo una categoria particolare e lavoriamo abbastanza – dice Di Cerbo –, ma il passaggio è diminuito". 

Cinzia Biccherini, del Forno di Andrea Raco, parla di un disagio: "Il quartiere è isolato, ma pensavo peggio. Ora qualcuno si ferma davanti al negozio, ma bisogna vedere la tolleranza dei vigili". Ferrari dice che per la sua attività "non è cambiato tantissimo".

Il calo del passaggio era iniziato già con la nuova rotonda e con la chiusura del ponte è nettamente peggiorato. "Ora la gente ha capito che si può passare e va un po’ meglio – spiega Natalia Ruvioli, della Tabaccheria Riv. 5 –, ma già eravamo stati penalizzati dalla rotonda e nei primi giorni di chiusura del ponte sembrava di essere tornati ai tempi del Covid. Inoltre Ci erano state fatte tante promesse e speriamo che si faccia qualcosa per le attività. I ristori sono stati bocciati".

La richiesta di ristori avanzata dai commercianti non è stata accolta  e c’è chi lancia l'idea di una riduzione della Tari a fronte del calo degli incassi dichiarato. 

Più duro Gianni Greco, del Blu Bar: "Ogni volta che si fanno dei lavori, al Comune non importa nulla dei commercianti. Invece di venire prima a spiegare le cose, vengono dopo, a cose fatte. Il lavoro era già calato con la rotonda, ora è ancora peggio".

I problemi sono gli stessi dall’altra parte del ponte, nel Comune di Vado non sono nelle immediate vicinanze del ponte ma sull'Aurelia dalla zona dell'ex stazione in poi. Anche qui i commercianti, oltre che per i tempi lunghi dei lavori con il rischio per il futuro delle loro attività, puntano il dito contro i cartelli che avvisano della strada chiusa: sono troppo lontani dalla deviazione e, indicando a quanti metri la strada è chiusa, spingono gli automobilisti a girare prima del previsto. 

"È vergognoso, di questi tempi, che per un ponte così importante sull’Aurelia ci vogliano 12-15 mesi di lavori – dice Domenico Giacchino, dell’edicola di Argemira Oddera –. Il passaggio è morto e i cartelli confondono".

"Non si può sopravvivere così, sono dei burocrati dietro una scrivania che ragionano senza valutare chi ci sta dietro, ognuno di noi ha degli oneri e degli impegni fatti da investimenti che nessuno ha valutato. Il ponte è chiuso ma le attività non possono rimanere chiuse" ha detto Brunella Delfino del negozio Permaflex facendosi anche portavoce delle altre attività vadesi. Dal bar "Il Faro" e la tabaccheria "Frontemare" passando per il ristorante "Zio Fester", il distributore Ip e molti altri.

Elena Romanato - Luciano Parodi

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