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Eventi | 20 ottobre 2026, 15:30

"La sicurezza urbana. Da concetto equivoco a inganno", il criminologo Stefano Padovano presenta il saggio a Savona

Appuntamento mercoledì 21 alle 17.30 nello spazio rigenerato dei Giardini Baden Powell di Via Amendola

"La sicurezza urbana. Da concetto equivoco a inganno", il criminologo Stefano Padovano presenta il saggio a Savona

Sono i micro conflitti a fare ruotare criticità insicurezze nei contesti urbani: violenze, danneggiamenti, percosse, minacce. Gran parte di questi reati gravitano intorno agli stupefacenti, e intorno al consumo di droga talvolta si inseriscono maltrattamenti e violenze sessuali. Le truffe permangono al centro di una criminalità invisibile, che aggredisce il cittadino con uno smartphone, con una mail, oppure con una telefonata allarmistica o una frode informatica ma ciò non deve lasciare sullo sfondo quanto da anni vado dicendo rispetto alla questione minorile. 

 E’ a partire da queste precise considerazioni che il criminologo genovese Stefano Padovano, in occasione della riedizione del saggio: “La sicurezza urbana. Da concetto equivoco a inganno” per la casa editrice Meltemi di Milano, lo presenterà mercoledì 21 alle ore 17.30, presso lo spazio rigenerato dei Giardini Baden Powell di Via Amendola a Savona. L’evento, organizzato da un cartello di associazioni del Terzo Settore, tra cui Auser Savona, Isforcoop Savona, Un Club per Amico, e dal Comitato di Quartiere “Villetta Valloria”, vuole essere un’occasione di promozione della cittadinanza attiva come di recente si è avuto modo di registrare in questo quartiere della città. Un’esperienza propositiva di idee e di rilancio per nulla limitate alla presa in carico del disagio urbano, ma capace di trasformare la domanda sociale in azioni propositive, allargate a tutti in un’ottica inclusiva, anche attraverso la messa in campo di nuove sperimentazioni nel campo del lavoro sociale.

 Come aggiunge Padovano: “Il libro ripercorre quanto accaduto nei trent’anni in cui da domanda dei cittadini la sicurezza urbana è divenuta una competenza amministrativa degli enti locali. Laddove gli amministratori hanno scelto di inseguire la stagione delle ordinanze sindacali, siglate in ottica emergenziale invece che affrontate in ordinaria amministrazione. Si è strizzato l’occhio alla pancia dell’elettorato, senza costruire risposte che si consolidassero nel tempo, lasciando al palo le condivisioni previste dalla legge o limitando il potere conferito ai sindaci di sanzionare comportamenti con ammende mai saldate e divieti poco rispettati. Al contrario, un’esperienza come questa – laddove non a caso si è scelto di presentare il libro – è la più chiara e nitida dimostrazione che programmazione e pratiche, se accompagnate da una visione a monte, dimostrano che oggi è sempre più essenziale costruire le condizioni per una città che governi paure e allarmi attraverso una competenza che sia interassessorile. No faccio altro che ripeterlo agli studenti dei corsi che tengo all’Università di Genova e di Firenze, che alle prime lezioni partecipano ai corsi con disincanto, per poi appassionarsi man mano che le esperienze descritte si rendono attuabili”.            

 In chiusura Padovano riafferma un punto cruciale della questione: “Oggi serve dare il via a una lunga e certosina ritessitura sociale. C’è un gran presenzialismo sui diritti, ma la sicurezza urbana pare provochi l’orticaria. Come se trattare il tema generasse a sua volta timori e paure. Sono anni che chiedo a tutti i soggetti istituzionali di mettersi una mano sulla coscienza: servizi sociali, dipendenze, salute mentale, progettisti urbani, sfere della ricerca, Terzo Settore. Si agiscano nuove sperimentazioni, si esca di più dai luoghi protetti del lavoro sociale. Si torni nei quartieri a ritessere un filo che da troppo tempo si è indebolito, se non spezzato. E’ l‘unica occasione di cui si dispone per difendere la società”. 

Luciano Parodi

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