L’Opera Giocosa prosegue con la sua tradizione nel cercare giovani talenti da far debuttare sul palcoscenico del Teatro Chiabrera, che ha visto la nascita di una stella come Renata Scotto, proprio in questo titolo. Un ideale passaggio di testimone dalla Scotto alla Feola nel 2020 e prima ancora di Saioa Hernandez fino a due interpreti della nuova generazione quali Chiara Polese e Sara Erminia Tosoni, che interpreteranno Violetta nelle recite del 23, 24 e 25 ottobre.
Il cast vede quindi nei panni di Violetta Chiara Polese, giovane soprano perfezionatosi con il grande soprano Mariella Devia e che ha all’attivo presenze al San Carlo di Napoli, Regio di Torino e altri teatri sotto la guida di maestri illustri, primo su tutti Riccardo Muti. Alfredo sarà affrontato da Giuseppe Infantino reduce da un trionfo in Elisir d’amore al Teatro delle Muse di Ancona il mese scorso e che ha già avuto modo di farsi apprezzare in Rigoletto qui a Savona l’anno scorso insieme a Diego Savini che impersonerà Giorgio Germont. Gli altri personaggi saranno:Angela Schisano (Flora) che è sempre più presente nei palcoscenici prestigiosi insieme a Tiziano Rosati, Tianci Zhao, Arianna Richeldi, Luciano Leoni.
L’Opera Giocosa affronta questo titolo, uno dei più rappresentatial mondo,vantando una inedita collaborazione con Agorà Music World di Verona che è sostenuta dalla Fondazione Salimbeni di Venezia.Entrambe hanno la missione di sostenere e promuovere i giovani cantanti realizzando un prestigioso concorso di canto internazionale: la recita di sabato pomeriggio alle 18 sarà realizzata con la loro collaborazione,un’azione di grande respiro che dà lustro alla città di Savona e al nostro Teatro, unanello del tempo che va a ricongiungersi e rinnovarsi.I ruoli principale di Violetta, Alfredo e Giorgio Germont saranno sostenuti da Sara Erminia Tosoni,Nicolò Dal Ben ePaolo IngrasciottaPer l’unico teatro lirico di tradizione della Liguria, l’ennesima prova di invincibile vitalità nel segno della qualità più assoluta.
Con questo nuovo allestimento del capolavoro verdiano, l’Opera Giocosa ricorda anche il 150°anniversario della morte di Francesco Maria Piave, uno dei maggiori librettisti italiani che a Verdi diede ben dieci testi tra i quali, appunto, La traviata. Lo farà il 22 ottobre prossimo, alle 17,30, nel foyer del Teatro Chiabrera con la conferenza di Giuseppe Montemagno e Emanuela Ersilia Abbadessa dal titolo“Della traviata sorridi al desïo”. Piave, Verdi e l’invenzione dell’opera moderna.
In questo modo, Opera Giocosa continua a promuovere le politiche di educazione all’ascolto della musica dal vivo, declinate per fasce d’età e delle quali fanno parte anche i progetti educativi sull’opera lirica e la musica in generale che proseguono ininterrottamente da quasi trentacinque anni: una scommessa iniziata dall’allora coordinatore artistico Giovanni Di Stefano che si fece carico di ideare questo progetto. Negli anni si sono susseguite diverse personalità culturali quali Gustavo Malvezzi, Maurizio Sguotti, Barbara Catellani, fino a Emanuela E. Abbadessa, attuale responsabile. Se il Ministro dell’Istruzione italiano promuove lo studio del melodramma a partire dal prossimo anno nelle scuole per noi questo progetto diverrebbe ulteriore motivo di vanto. Il coronamento di questi progetti saranno nelle due Anteprime giovani che si terranno mercoledì 21 e giovedì 22.
Rappresentata per la prima volta il 6 marzo 1853, al Teatro La Fenice di Venezia, La traviata è in qualche modo l’emblema del teatro lirico italiano. Grazie alla forza del libretto di Francesco Maria Piave tratto da La dameauxcamélias di Alexandre Dumas figlio, il melodramma verdiano mette in scena non soltanto la tragedia privata di una donna ma vizi e virtù di un’intera società divisa tra obblighi sociali e slanci sentimentali. È una delle opere più rappresentate al mondo e, fin dal suo apparire sulle scene, ha scatenato i più vari giudizi. Dopo l’iniziale fiasco – dovuto alla scabrosità del tema affrontato – la vicenda di Violetta Valéry conquistò piano piano le platee di tutto il mondo, attingendo sempre nuova linfa dalla possibilità di mostrare al mondo una protagonista differente dalle precedenti eroine della lirica, una donna, cioè, che mostra il proprio dramma interiore e l’insuperabile dissidio tra essere e dover essere.
La città della Torretta ha visto svilupparsi un profondo legame con il capolavoro verdiano, grazie all’ultima messa in scenasei anni fa dove, sotto la guida di Renata Scotto come regista,debuttava Rosa Feolae anche per quelladel 2015,ove debuttava Saioa Hernandez in una delle prime apparizioni sui palcoscenici italiani senza dimenticare le due Traviate degli Anni Novanta che videro il debutto di Luciana Serra e poi di Patrizia Ciofi.
È appunto questo un augurio di grande carriera che inviamo ai protagonisti di oggi.
La sicura mano registica di Renato Bonajuto con le scene di Danilo Coppola e i costumi di Artemio Cabassi ci porteranno in una Parigi anni cinquanta con l’ausilio dell’Orchestra Sinfonica di Savona, diretta dal Maestro Cesare Della Sciucca – nuova stella della direzione d’orchestra – e delCoro del Teatro dell’OperaGiocosadirettodaGianLuca Ascheri:“angeli custodi” di un cast di altissimo livello insieme al gruppo dei ballerini, interamente savonese, del CeDanSaBallett Theater con le coreografie di Alessandra Schierripa.













