Una chat con circa 800 partecipanti, messaggi dai toni accesi e una manifestazione annunciata per venerdì 23 ottobre alle 8 davanti ai cancelli dell’istituto Falcone di Loano. La mobilitazione è finita al centro dell’attenzione del dirigente scolastico, Mose Laurenzano, che ha inviato una lunga comunicazione a studenti e famiglie per mettere in guardia dai possibili rischi legati all’iniziativa.
Al centro della vicenda un messaggio che invita gli studenti a far sentire la propria voce su temi come il caro scuola, la qualità dell’insegnamento e le priorità della spesa pubblica. Nel testo si legge: "Siamo qui perché vogliamo che la voce degli studenti venga ascoltata. Non siamo soltanto persone che entrano in classe, seguono le lezioni e prendono voti: siamo giovani che hanno il diritto di interessarsi al proprio futuro e a quello della società".
Tra le questioni sollevate c’è il peso economico che grava sulle famiglie: "Il carovita pesa sulle famiglie e rende più difficile sostenere le spese per libri, trasporti e materiale scolastico", si legge nel messaggio, che chiede anche "che il diritto allo studio sia effettivo per tutti, non soltanto per chi può permetterselo".
Spazio anche alla didattica e al rapporto tra docenti e studenti: "Quando ci sono problemi nel modo di insegnare o nel rapporto tra docenti e alunni, chiediamo ascolto, confronto e soluzioni concrete". Il documento contiene inoltre critiche alle scelte del Governo Meloni, giudicate insufficienti sul fronte dell’istruzione e dei servizi sociali, e sollecita "un confronto trasparente sulle risorse destinate all’istruzione e alla spesa militare".
Secondo quanto ricostruito nella comunicazione del dirigente scolastico, la manifestazione non sarebbe stata organizzata dai rappresentanti degli studenti del Falcone, ma avrebbe avuto origine all’esterno dell’istituto. Nella chat sarebbero presenti anche messaggi di alcuni adulti che, secondo la ricostruzione riportata, contribuirebbero ad alimentare la tensione, spingendo gli studenti verso comportamenti potenzialmente pericolosi.
E mentre la dirigenza scolastica richiama i ragazzi alla prudenza in vista dell’appuntamento, considerando anche quanto avvenuto nei giorni scorsi a Milano e Torino, le forze dell’ordine sono state informate della situazione.





