Attualità - 24 ottobre 2026, 10:20

Aurelia chiusa, nasce il Comitato degli esercenti tra Vado Ligure e Savona: "Servono certezze sui tempi e segnaletica chiara"

Oltre 40 attività coinvolte, adesioni anche da parte dei cittadini: "Tutto poco chiaro e senza coinvolgimento. Sei mesi per noi possono fare la differenza tra resistere e chiudere"

E' una situazione di forte criticità, con un isolamento di fatto e pesanti ripercussioni dovute alla drastica riduzione del passaggio veicolare, quella che stanno vivendo le attività economiche nella zona di confine tra Savona e Vado. Una situazione figlia dell’ormai nota chiusura della Ss1 Aurelia per i lavori al ponte sul torrente Quiliano, che rischiano di protrarsi per oltre un anno.

Per affrontare l’emergenza è così nato il Comitato esercenti Ponte Vado Ligure-Savona, che riunisce oltre 40 attività ubicate nei due Comuni. Un’iniziativa spontanea nata dalla necessità di unire le forze, dare voce agli esercenti coinvolti e richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle conseguenze economiche e sociali della chiusura e che ha suscitato interesse anche tra i cittadini della zona. Anch’essi, infatti, stanno subendo direttamente i disagi legati all’interruzione della viabilità e alle difficoltà di collegamento tra i due territori. In tanti hanno così sottoscritto l’adesione al comitato, esprimendo solidarietà e vicinanza alle attività interessate.

"Non possiamo accettare che attività produttive, lavoratori, famiglie e cittadini si trovino ad affrontare una situazione di questa portata senza essere stati coinvolti in un confronto preventivo e senza ricevere informazioni chiare sulle conseguenze e sulla durata effettiva della chiusura - fanno sapere dal Comitato - Fino a oggi, nonostante la gravità delle ricadute sul tessuto economico locale, le istituzioni non hanno incontrato direttamente gli esercenti interessati né fornito loro informazioni sufficienti per comprendere come affrontare questa fase".

L’incertezza sui tempi di riapertura

Una delle principali preoccupazioni riguarda le tempistiche di riapertura del ponte. Secondo quanto riportato negli atti amministrativi visionati dal comitato, l’ordinanza Anas indicherebbe il 12 maggio 2027 come data di riapertura, mentre altri atti delle autorità comunali farebbero riferimento alla fine di novembre 2027. Una differenza di circa sei mesi che, se confermata, avrebbe conseguenze pesanti per le imprese coinvolte.

"È inaccettabile che, di fronte a una chiusura destinata a incidere così profondamente sulla vita economica e sociale del territorio, non vi sia ancora un quadro chiaro e condiviso delle tempistiche - tuonano - Sei mesi di differenza non sono un dettaglio amministrativo: per un’attività commerciale possono significare la differenza tra riuscire a resistere e dover cessare definitivamente. Chiediamo pertanto che venga chiarito ufficialmente quale sia il cronoprogramma dei lavori e quale la data prevista per la riapertura".

Segnaletica e percorsi alternativi nel mirino

Il comitato segnala inoltre criticità nella gestione della segnaletica stradale e nell’individuazione dei percorsi alternativi, con problemi in entrambe le direzioni di marcia. Nel Comune di Vado Ligure, per chi percorre l’Aurelia da ponente verso levante, e nel Comune di Savona, per chi procede da levante verso ponente, le indicazioni relative alle deviazioni risulterebbero confusionarie e non sufficientemente chiare.

La situazione sarebbe particolarmente critica all’incrocio tra via Aurelia e corso Ferrari, punto di snodo importante nel quale risulta anche disattivato l’impianto semaforico. Secondo il comitato, la segnaletica relativa alla deviazione obbligatoria, posizionata circa un chilometro prima del ponte chiuso, potrebbe indurre gli automobilisti a ritenere impossibile proseguire oltre l’incrocio, senza indicare adeguatamente la presenza di attività commerciali, servizi e realtà produttive che restano aperti e raggiungibili.

Il problema, sottolineano gli esercenti, non riguarda quindi soltanto l’interruzione della viabilità, ma anche la mancanza di indicazioni efficaci per consentire agli utenti della strada di raggiungere le attività presenti nei territori di Vado Ligure e Savona.

Le richieste del comitato

Alla luce delle criticità riscontrate, il Comitato esercenti Ponte Vado Ligure-Savona chiede innanzitutto "un incontro urgente con Anas, i Comuni di Vado Ligure e Savona e gli altri enti competenti", per affrontare direttamente le problematiche segnalate dagli esercenti e dai cittadini. Tra le priorità figura anche "un chiarimento ufficiale e documentato" sui tempi di esecuzione dei lavori e sulla data effettiva prevista per la riapertura del ponte.

Il comitato sollecita inoltre "una verifica immediata della segnaletica stradale e dei percorsi alternativi", sia nel tratto da ponente verso levante, nel Comune di Vado Ligure, sia nella direzione opposta, da levante verso ponente, nel Comune di Savona. A questo si aggiunge la richiesta di installare o rivedere le indicazioni stradali, affinché siano "chiare, visibili e coerenti" e segnalino adeguatamente la possibilità di raggiungere le attività commerciali, i servizi e le altre realtà produttive presenti nelle aree interessate.

Sul fronte economico, gli esercenti chiedono "l’adozione di misure concrete per mitigare le ricadute economiche della chiusura", tutelando la continuità delle attività produttive, i posti di lavoro e il tessuto commerciale locale. Infine, viene sollecitata "l’attivazione di un canale stabile di comunicazione" tra istituzioni, enti responsabili dei lavori, esercenti e rappresentanti del territorio, affinché tutti gli interessati siano costantemente aggiornati sull’evoluzione della situazione.

La nascita del comitato, precisano i promotori, non vuole essere un’iniziativa di contrapposizione, ma una risposta alla necessità di dare voce a chi sta subendo direttamente le conseguenze della chiusura. La partecipazione di oltre 40 esercenti e le adesioni dei cittadini testimoniano, secondo i promotori, una preoccupazione condivisa per il futuro del tessuto economico e sociale della zona.

"Il nostro obiettivo è impedire che le attività di Vado Ligure e Savona vengano lasciate sole ad affrontare una crisi che rischia di protrarsi per un periodo lunghissimo - chiariscono dal Comitato - La solidarietà dimostrata dai cittadini ci conferma che il problema riguarda tutti e che è necessario intervenire con urgenza. Non chiediamo privilegi, ma attenzione, informazioni certe e interventi efficaci. Vogliamo che le istituzioni si assumano le proprie responsabilità, che venga garantita la massima trasparenza sui tempi dei lavori e che siano adottate tutte le misure possibili per evitare la perdita di posti di lavoro e la chiusura di attività che rappresentano una risorsa per l’intero territorio".

Il Comitato esercenti Ponte Vado Ligure-Savona garantisce che si attiverà quindi per sensibilizzare le autorità competenti e mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, chiedendo risposte concrete, interventi sulla segnaletica e sulla viabilità alternativa e misure a tutela delle attività economiche dei due Comuni.

Redazione