Dopo la dura reazione dell’Ordine dei Medici di Savona alle sue dichiarazioni sugli ex primari intervenuti nel dibattito sul futuro della sanità savonese, Pierluigi Vinai, direttore sociosanitario di ATS Liguria, torna sulla vicenda per chiarire il senso delle proprie parole.
"Dispiace che le mie dichiarazioni, che avevano l’unica finalità di stemperare la tensione, siano state interpretate come offensive dall’Ordine dei Medici di Savona", afferma Vinai nella sua nota, spiegando di non aver inteso rivolgere un attacco ai professionisti in pensione che hanno espresso nelle settimane passate le proprie preoccupazioni sul Piano organizzativo aziendale (Poa).
Il dirigente ribadisce quindi la propria convinzione: "A mio avviso, chi è in pensione, ha tutto il diritto di godersi la vita, di godere degli affetti e di fare altro rispetto al periodo di lavoro. È un pensiero che ho rivolto innanzi tutto a me stesso, prima che genericamente ad altri", precisa.
Una spiegazione che arriva dopo le polemiche suscitate dagli interventi di Vinai durante la presentazione del Poa, quando il direttore sociosanitario aveva fatto riferimento ai pensionati che, invece di dedicarsi ai propri affetti e interessi, continuerebbero a occuparsi delle realtà professionali lasciate alle spalle, aggiungendo che "è difficile dimenticarsi del governo della sedia".
Parole che hanno provocato la reazione dell’Ordine dei Medici di Savona. Il presidente Luca Corti aveva definito le dichiarazioni un "attacco inaudito" nei confronti di colleghi che, secondo l’Ordine, sono intervenuti nel dibattito non per difendere posizioni personali, ma per tutelare la qualità della sanità savonese e i diritti dei cittadini. L’Ordine aveva inoltre annunciato di riservarsi la valutazione di eventuali azioni legali.
Nel confronto sul futuro dell’ospedale San Paolo, il tema delle dichiarazioni di Vinai si è così affiancato alla discussione sul riassetto delle strutture sanitarie previsto dal Piano organizzativo aziendale, contestato da diversi ex primari e oggetto di un confronto anche a livello regionale.
Nel suo intervento, Vinai conclude esprimendo rammarico per le conseguenze delle proprie parole: "Mi rincresce che la condivisione di questa mia convinzione abbia generato risentimento".





