Attualità - 26 ottobre 2026, 10:25

Savona prima in Liguria per performance ambientali, ma il verde resta un punto debole

Ecosistema Urbano 2026 la colloca al 29° posto in Italia, cinque posizioni più in alto rispetto allo scorso anno

Savona prima in Liguria per performance ambientali, ma il verde resta un punto debole

Esce oggi Ecosistema Urbano 2026, il rapporto annuale di Legambiente e Ambiente Italia, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, che fotografa le performance ambientali di 106 città capoluogo di provincia d'Italia, d'Italia dove vive quasi un terzo della popolazione della Penisola. Dai dati emersi è evidente come la crisi climatica colpisca sempre di più nelle aree urbane, mentre la capacità di risposta delle città è ancora troppo lenta. Le uniche a dimostrarsi più reattive sono le medie e le piccole, mentre le grandi città, pur confermando un complessivo ma lento movimento, restano in affanno.

Smog, consumo di suolo, e auto circolanti, restano le maggiori criticità urbane da affrontare nei 106 capoluoghi: in particolare preoccupano i picchi di ozono (O3) cartina tornasole dell'inquinamento atmosferico in città, così come l'aumento del consumo di suolo pari a 4726 ettari nel quinquennio 2019-2024 (è come se in Italia fosse nata dal nulla una città grande come Bologna), a fronte di un calo di popolazione di complessivi 322.000 abitanti.

Nella classifica generale Mantova si afferma leader green indiscussa di questa edizione 2026 con un indice di "performance sostenibile" che raggiunge il punteggio dell'81,29%, mentre Trento con il 76,53% e Bolzano con 75,47% sono le uniche due città in classifica sopra il 75%. Cosenza è nona con il 70,62%, è il primo capoluogo del Sud.

Tra le grandi città migliorano Venezia, Firenze, Milano, Padova, mentre Genova retrocede di 14 posizioni passando da 40esima a 54esima. Conferma problemi cronici in fatto di smog, mentre la percentuale di raccolta differenziata migliora di poco (è al 52,3%), peggiora la quantità di acqua potabile dispersa dalla rete che si attesta al 34,8%.

La situazione in Liguria

Rispetto all'edizione 2025, Savona guadagna cinque posizioni, La Spezia tre e Imperia sei; Genova ne perde quattordici. La graduatoria restituisce quindi una situazione differenziata: i tre capoluoghi risalgono, mentre Genova arretra. 

Stefano Bigliazzi, Presidente di Legambiente Liguria così commenta i dati del Dossier: "La risalita di tre capoluoghi su quattro è un dato positivo, ma restano parecchie criticità. Savona e La Spezia, 29a e 30a, migliorano, ma considerando dimensioni e caratteristiche delle città avrebbero la possibilità di fare meglio. Imperia migliora, grazie soprattutto all'ottima qualità dell'aria ed alla buona raccolta differenziata, ma resta indietro su molti parametri tra i quali lo spreco di acqua e l'offerta di trasporto pubblico. Genova, tra i grandi comuni, si piazza a metà classifica ma scende in modo significativo. Tra le cause più rilevanti di questa discesa mettiamo in evidenza il fatto di non riuscire a migliorare né la raccolta differenziata né la qualità dell'aria. Colpisce anche il nuovo aumento delle perdite d'acqua, si era intervenuto per migliorare ma evidentemente non è bastato ed il problema si è riproposto. Ai nostri Comuni chiediamo di essere più ambiziosi per migliorare sui punti critici". 

Il dettaglio delle performance

Qualità dell'aria

La tabella analitica 2026 restituisce un quadro differenziato. Per il biossido di azoto (NO₂) le concentrazioni medie sono pari a 25,60 µg/m³ a Genova, 15,20 alla Spezia, 11,33 a Savona e 8,00 a Imperia. Per il PM10 si rilevano rispettivamente Genova 16,57, alla Spezia 15,50, Savona 13,67 e Imperia 15,00 µg/m³; per il PM2,5Genova 10,00, alla Spezia 8,75, Savona 8,67 e Imperia 8,00 µg/m³. I giorni annui di superamento dei 120 µg/m³ di ozono, registrati nella centralina peggiore, sono 26 a Genova, 4 alla Spezia, 25 a Savona e 21 a Imperia.

"Il rispetto dei limiti oggi in vigore non basta a garantire aria salubre – spiega Bigliazzi – Per il biossido di azoto, tre capoluoghi liguri su quattro superano il valore guida sanitario dell'OMS; per il PM2,5 lo superano tutti. Le nuove soglie europee da raggiungere entro il 2030 rendono evidente quanto lavoro resti da fare: ridurre le emissioni e l'esposizione delle persone, a partire dalle aree urbane e dai quartieri più vulnerabili". 

Produzione e gestione dei rifiuti

La Spezia supera l'80% di raccolta differenziata (80,78%), seguita da Imperia (67,89%) e Savona, al 57,28% e Genova al 52,32%, ancora sotto la soglia del 65%. La media dei capoluoghi italiani è del 66,15%. Per produzione annua di rifiuti urbani si registrano 519,25 kg per abitante a Genova, 507,61 alla Spezia, 492,73 a Imperia e 488,19 a Savona, a fronte di una media nazionale dei capoluoghi di 525 kg.

"Il dato della Spezia dimostra che è possibile superare l'80% di raccolta differenziata - dichiara Federico Borromeo, Direttore di Legambiente Liguria  - preoccupa il dato di Genova che sale ma non compie il salto necessario a superare il 65%. Per quanto riguarda Savona con l'entrata in vigore del nuovo piano di raccolta differenziata nel corso del 2025 la situazione è migliorata, ma progressi effettivi saranno evidenti sui dati del 2026". 

Infrastrutture idriche e consumi

La dispersione della rete idrica è del 43,40% alla Spezia, del 41,00% a Imperia, del 34,80% a Genova e del 26,00% a Savona; tre capoluoghi su quattro superano la media nazionale del 34,7%. La misura comprende, secondo la metodologia, perdite fisiche e altre differenze tra acqua immessa e contabilizzata: non coincide quindi necessariamente con la sola acqua fisicamente dispersa. I consumi idrici domestici sono rispettivamente 134,26 alla Spezia, 131,45 a Imperia, 116,32 a Genova e 153,72 litri per abitante al giorno a Savona (media dei capoluoghi: 143).

Anche la depurazione entra più chiaramente sotto osservazione: per la prima volta il rapporto considera il COD (Domanda Chimica di Ossigeno, indice del carico inquinante delle acque) in uscita dagli impianti, con 32 mg/L a Genova, 31,8 alla Spezia, 33 a Savona e 43 a Imperia. Le efficienze stimate, comprese fra l'86,5% e il 96,5%, non cancellano la necessità di continuare ad investire nei sistemi di trattamento.

Trasporto pubblico locale

Nel 2025 il trasporto pubblico registra 277,88 viaggi per abitante a Genova, 119,44 alla Spezia, 58,40 a Savona e 18,08 a Imperia. L'offerta annuale è pari, rispettivamente, a Genova 45,63, alla Spezia 38,67, Savona 36,69 e Imperia 15,25 vetture-km per abitante. Nel confronto fra città occorre distinguere le classi demografiche utilizzate dalla metodologia nazionale.

A Genova il numero di viaggi per abitante scende da circa 300 a 278, ma il rapporto avverte che il cambiamento dipende anche da una diversa modalità di conteggio dell'azienda di trasporto. Sarebbe dunque fuorviante leggerlo automaticamente come un crollo dell'utenza. Resta però evidente il divario fra i capoluoghi liguri nell'offerta del servizio, soprattutto per Imperia.

Motorizzazione privata

Il tasso di motorizzazione è pari a 48,75 automobili ogni 100 abitanti a Genova, 54,23 alla Spezia, 58,90 a Savona e 64,01 a Imperia: tutti valori inferiori alla media dei capoluoghi di 69,85. Per i motocicli si registrano, rispettivamente, Genova 28,14, alla Spezia 22,22, Savona 30,00 e a Imperia 32,19 mezzi ogni 100 abitanti. Il dato misura il parco circolante rapportato ai residenti, non l'uso effettivo dei mezzi.

Il basso tasso di auto a Genova e alla Spezia è un segnale interessante, ma non assicura da solo una mobilità più sostenibile. La presenza di motocicli è molto elevata, soprattutto a Imperia e Savona: la vera misura della transizione sarà la possibilità concreta di muoversi in sicurezza, a piedi, in bicicletta e con un trasporto pubblico accessibile.

Infrastrutture per la ciclabilità

La dotazione di infrastrutture ciclabili, misurata in metri equivalenti ogni 100 abitanti secondo la ponderazione nazionale, è di 7,76 a Imperia, 4,91 alla Spezia, 3,15 a Savona e 1,10 a Genova. I metri equivalenti non coincidono con i metri fisici di piste: il calcolo tiene conto di tipologie differenti di percorsi e misure di moderazione della velocità.

La valutazione quantitativa non dice nulla, di per sé, su continuità, sicurezza, funzionalità e accessibilità delle reti. Per Imperia resta utile verificare con il Comune l'effettiva contabilizzazione dei nuovi percorsi ciclabili.

Zone a traffico limitato e aree pedonali

Le superfici pedonalizzate raggiungono 57,95 m² ogni 100 abitanti a Savona e 32,68 alla Spezia, contro 17,23 a Imperia e appena 8,25 a Genova (media dei capoluoghi: 48,2). Quanto alle zone a traffico limitato, le dotazioni sono 191,19 m²/100 abitanti a Savona, 148,51 a Imperia, 92,53 a Genova e 12,73 alla Spezia. La metodologia avverte che i criteri comunali di computo possono ridurre la confrontabilità.

Verde pubblico e alberi

La disponibilità di verde urbano accessibile, basata su dati ISTAT 2023, è di 5,90 m² per abitante a Savona, 6,64 a Imperia, 7,92 a Genova e 12,49 alla Spezia. È significativo il dato savonese, particolarmente basso malgrado il primo posto regionale nella classifica complessiva. Anche la dotazione di alberi pubblici è contenuta: 7,48 ogni 100 abitanti a Savona, 7,00 a Genova, 9,59 a Imperia e 10,29 alla Spezia. Per Genova e Savona il numero di alberi è una stima, per La Spezia e Imperia un conteggio.

Il dato più eloquente arriva da Savona: prima in Liguria nella classifica generale, conta appena 5,90 m² di verde accessibile per abitante, secondo i dati ISTAT 2023. Non basta però sommare metri quadrati o alberi per descrivere il verde urbano: occorre capire in quali quartieri si trova, chi può raggiungerlo, quanto ombreggia e quale contributo offre alla biodiversità e alla protezione dal caldo.

Rinnovabili

La tabella analitica riporta, come dato di potenza fotovoltaica installata su edifici pubblici, 8,63 kW ogni 1.000 abitanti a Imperia, 4,33 alla Spezia, 2,46 a Genova e 2,23 a Savona. Questa misura non esaurisce l'indicatore composito «Acquisto energia verde e comunità energetiche» utilizzato nella graduatoria.

Uso efficiente del suolo e adattamento climatico

L'indice sintetico di uso efficiente del suolo (scala 0–10; elaborazione su dati 2024) è pari a 9 per Genova e Savona, 8 per La Spezia e 7 per Imperia. La variazione 2019–2024 del consumo di suolo pro capite è di +0,53 m²/abitante a Genova, +1,63 alla Spezia, +2,10 a Savona e −2,33 a Imperia. 

"Purtroppo i dati evidenziano come nelle città liguri occorra una netta riduzione del consumo di suolo, solo Imperia fa registrare un miglioramento - spiega Bigliazzi - Riteniamo giusta la strada intrapresa da Genova che è il primo Comune in Italia ad aver inserito ufficialmente la depavimentazione (o depaving) all'interno del proprio Piano Urbanistico Comunale (PUC) e auspichiamo che altri Comuni adottino provvedimenti simili".

"Auspichiamo che la lettura del rapporto diventi un'agenda di impegni per i Comuni: migliorare la mobilità pubblica e attiva, ridurre le perdite idriche, ridurre il consumo di suolo e qualificare il verde e gli spazi pubblici, accelerare l'installazione di fonti energetiche rinnovabili, rafforzare la transizione ecologica verso l'economia circolare e integrare l'adattamento nella pianificazione", conclude Bigliazzi. 

Le priorità di Legambiente al Governo

Dall'analisi del nuovo Report, Legambiente indica al Governo quattro priorità d'intervento chiedendo di: 1) prevedere maggiori stanziamenti di risorse economiche per le città, dopo la fine del PNRR, 2) rendere operativo il piano di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC) stanziando nella nuova legge di bilancio le risorse economiche necessarie per attuare gli interventi prioritari 3) approvare una legge nazionale contro il consumo di suolo e 4) prevedere più interventi di mitigazione e di adattamento che abbiano al centro nature-base Solutions (NbS). 

Redazione

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