Attualità - 28 ottobre 2026, 10:24

Pfas nell'acqua a Borgio Verezzi, Dacquino e Murrighile: "Impegno di Regione e ATS a stimolare Servizi Ambientali su interventi per il ritorno alla normalità"

Confronto tra istituzioni e gestore: al centro dell’incontro i filtri per la depurazione e gli approfondimenti sanitari, tra questi uno screening sulla popolazione, previo coinvolgimento e accordo con l’Istituto Superiore di Sanità

Pfas nell'acqua a Borgio Verezzi, Dacquino e Murrighile: "Impegno di Regione e ATS a stimolare Servizi Ambientali su interventi per il ritorno alla normalità"

Prosegue il confronto sulla problematica dell’acqua potabile contaminata da Pfas a Borgio Verezzi. Nella giornata di ieri, 27 ottobre, si è svolto un incontro in collegamento al quale hanno preso parte Massimo Nicolò, assessore regionale alla Sanità; Paolo Bordon, direttore generale Area Salute; Marco Damonte Prioli, direttore generale ATS Liguria; Monica Cirone, direttrice Area 2 ASL 2 Savonese; Maria Carlotta Fantino, direttrice IAN ASL 2; Renato Dacquino, sindaco di Borgio Verezzi; Gabriele Murrighile, consigliere comunale di minoranza; e Alessandro Vignola, amministratore delegato di Servizi Ambientali.

Dopo l’esposizione degli interventi effettuati dal 23 settembre a oggi da parte dell’Amministrazione comunale, di ARPAL e dell’ASL 2 Savonese, è stata sottolineata la crescente preoccupazione tra i cittadini di Borgio Verezzi. Nel corso dell’incontro è stata quindi presentata la soluzione individuata dal gestore Servizi Ambientali: l’installazione di filtri in grado di depurare l’acqua. Si tratta di un intervento che richiede tempo e impegno economico, ma che al momento rappresenta la soluzione più rapida e concreta.

Tra i temi affrontati anche la necessità di effettuare uno screening sulla popolazione, previo coinvolgimento e accordo con l’IIS (Istituto Superiore di Sanità). Condivisa inoltre l’opportunità di programmare incontri tra specialisti e cittadini per approfondire i possibili rischi per la salute legati alla presenza di Pfas nell’acqua potabile. Al centro del confronto anche un approfondimento sulle possibili cause che hanno condotto alla situazione attuale.

L’incontro si è concluso, come spiegato dal sindaco Dacquino e dal consigliere Murrighile, "con l’impegno di Regione e ATS a stimolare il gestore perché provveda più presto ad effettuare gli interventi necessari per il ritorno alla normalità".

Nel frattempo, ARPAL continua le attività di raccolta, analisi e monitoraggio delle acque, con l’obiettivo di costruire una mappa precisa della situazione attuale e dei relativi flussi. Il Comune supporta queste attività insieme a Servizi Ambientali, ASL 2, speleologi, privati proprietari di pozzi e a quanti conoscono il territorio.

Sono stati coinvolti anche i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, con l’obiettivo di avviare un tavolo di confronto e stabilire il percorso per gestire l’emergenza Pfas. Tra le linee guida che potrebbero confluire nel protocollo di intesa figurano la trasparenza delle informazioni sulla situazione, le attività da svolgere per alleviare il disagio degli utenti, gli interventi previsti e i tempi per la risoluzione del problema. Prevista inoltre la possibilità di raccogliere le richieste e ascoltare gli utenti attraverso locali appositi nei Comuni interessati, individuare i responsabili e le cause dell’inquinamento, verificare le richieste risarcitorie e i reclami e avviare un tavolo di trattativa per evitare contenziosi giudiziari.

Continua anche il dialogo con il team di Servizi Ambientali per accelerare la soluzione del problema: "Questa esperienza - sottolinea Dacquino probabilmente frutto di scelte passate, deve diventare patrimonio comune, apprendimento per l’oggi e monito per il futuro". Il sindaco ha inoltre riferito dei contatti con i referenti di APS (Acque Pubbliche Savonesi), futuro gestore del servizio idrico, sottolineando "in quanto indispensabile il coinvolgimento fin da ora".

Roberto Vassallo

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