Il Comitato territoriale festeggerà domani alle 17,30 i 90 anni del raddoppio ferroviario tra Albenga e Loano, inaugurato nel 1936. I festeggiamenti si svolgeranno in piazza del Popolo, con tanto di torta e candeline per celebrare l’importante anniversario.
"L’appuntamento sarà un modo per ricordare come il ponente savonese sia provvisto del doppio binario ferroviario da quasi un secolo. Dopo il raddoppio del tratto Albenga-Loano era previsto lo stesso intervento anche tra Loano e Finale Ligure, ma la guerra ne bloccò la realizzazione", spiegano dal direttivo del Comitato Territoriale.
"Oggi il Ponente Ligure non ha più una ferrovia degna di questo nome. La linea Genova-Ventimiglia, un tempo arteria pulsante del continente europeo, vive oggi una crisi strutturale drammatica. È il risultato fallimentare di trent'anni di politiche miopi, riassunte nel dogma della Rete Snella. Dietro questa espressione tecnica si nasconde una realtà brutale: lo smantellamento sistematico di binari di precedenza, scali merci e raccordi di incrocio, come drammaticamente testimoniato dal caso di Albenga. Il risultato? I tempi di percorrenza si dilatano e la flessibilità della linea è stata azzerata. Oggi, senza più valvole di sfogo, un banale guasto a un passaggio a livello o il minimo ritardo creano un effetto imbuto devastante, una paralisi che si ripercuote a cascata sull'intera rete nazionale".
"Nulla a che vedere con il miracolo logistico che la Liguria metteva in mostra tra gli anni '60 e '90. In quell'epoca d'oro, l'infrastruttura digeriva un traffico immenso, superando i 110 treni giornalieri. Erano gli anni dei Treni del Sole, con lavoratori e turisti; erano i giorni dei convogli merci che esportavano l'ortofrutta ligure in tutta Europa e dei treni bianchi dell'UNITALSI diretti a Lourdes - aggiunge il Comitato - Soprattutto, il Ponente era la porta d'accesso dei grandi transiti internazionali, con punte estive di 15 corse regolari al giorno per direzione, che collegava la Liguria con l’estero. Binari mitici dove sfrecciava il Ligure tra Milano e Marsiglia, o il Carlo Magno che connetteva Dortmund a Sestri Levante. Di notte, la Riviera diventava un corridoio cosmopolita: il Riviera Express per Amsterdam e Francoforte, il Napoli Express e il Roma Express che univano Parigi all'Italia, fino ai treni charter come il TUI Ferien Express, che sbarcava migliaia di turisti tedeschi direttamente a Imperia".
"Oggi quel dinamismo è pura utopia. Con la cancellazione dei binari storici, la linea ha perso la sua anima internazionale ed è stata depotenziata e declassata. Nel levante ligure, la situazione è diametralmente opposta, con un continuo aumento dei treni e dei passeggeri. Stessa tendenza nella tratta tra Nizza e Mentone. Solo il ponente ligure rappresenta un buco nero nel trasporto ferroviario: colpa di una classe politica fallimentare che sta trascinando questo territorio nel degrado e nell’isolamento", conclude.





