Solidarietà - 02 novembre 2026, 17:16

Albenga corre per Paolo: la maratona della solidarietà arriva in città con Andrea Pieri: "Trasformare il dolore in speranza" (FOTO)

Commovente il ringraziamento della sorella Rossella a chi ha contribuito alla sua rinascita. Il sindaco Tomatis: "Andrea ci mette le gambe, loro ci mettono il cuore"

Una giornata di emozione, riconoscenza e speranza. Questo pomeriggio la maratona solidale promossa dalla Fondazione Uniti per Paolo ETS ha fatto tappa ad Albenga, città di Paolo Sarullo, trasformando un appuntamento sportivo in un momento di partecipazione e testimonianza sui temi della prevenzione della violenza, del rispetto, della legalità, dell'inclusione e della solidarietà.

A portare il messaggio lungo il percorso che ha attraversato l'Italia, dall'Isola d'Elba fino alla città del giovane rimasto tragicamente colpito da alcuni sconosciuti che, all'esterno di una discoteca locale, volevano rubargli il monopattino elettrico, è stato Andrea Pieri, che ha scelto di mettere la propria passione per la corsa al servizio di una causa speciale. La maratona, partita domenica 25 ottobre, ha coinvolto città, istituzioni, associazioni e cittadini, con l'obiettivo di trasformare una vicenda dolorosa in un'occasione di sensibilizzazione, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.

Ad Albenga, l'appuntamento ha assunto un significato particolare. Paolo, purtroppo, non ha potuto essere presente fisicamente, ma è stato idealmente accanto a tutti i partecipanti in una giornata speciale collegandosi in video, nella sua città e insieme a tante delle persone che gli sono state vicine nel difficile percorso di rinascita seguito alla violenta aggressione che ha segnato profondamente la sua vita.

A raccontare l'emozione di questo momento è stata la sorella Rossella, che ha voluto rivolgere un pensiero ai tanti amici e a tutte le persone che hanno contribuito al percorso di Paolo. "Vedo tantissimi amici che sono nel mio cuore e sono tutte persone che hanno contribuito a questa rinascita di Paolo - ha detto -. Mi commuove molto perché sono persone che hanno conosciuto il dolore più profondo che abbiamo provato e hanno vissuto anche una rinascita".

Nel suo intervento, Rossella ha voluto dedicare un ringraziamento speciale anche a Giulia, la ragazza che intervenne tempestivamente quando Paolo era a terra, già in coma, prestando i primi soccorsi e compiendo le manovre che gli salvarono la vita. "Noi non saremmo stati qua se lei non fosse arrivata tempestivamente e non avesse fatto quelle manovre, è stata la prima persona a ridare la vita a Paolo. Se non avesse avuto la prontezza di intervenire e anche la preparazione, molto probabilmente Paolo non avrebbe avuto l'opportunità di fare il miglioramento che poi ha avuto, miracoloso, come dicono i medici".

Un ringraziamento che si è allargato anche all'associazione Viceversa e a tutte le persone che hanno accompagnato la famiglia in questi anni. "È vero che è cambiata la vita di Paolo, ma credetemi che è cambiata anche la vita di questi ragazzi", ha sottolineato Rossella, richiamando l'attenzione sulle conseguenze che simili episodi possono lasciare anche in chi si trova a prestare aiuto e a vivere da vicino momenti così drammatici.

Sul palco di Piazza del Popolo, dove si è conclusa la tappa, anche il sindaco Riccardo Tomatis. E' stato lui a ricordare quanto la vicenda abbia coinvolto e segnato la comunità albenganese, ripercorrendo i giorni immediatamente successivi all'aggressione e l'apprensione per le condizioni di Paolo. Una prospettiva nei primi giorni drammatica, alla quale ha fatto però seguito un percorso di miglioramento che il primo cittadino ha definito un miracolo di determinazione e forza di volontà. "Quello che Rossella e Miranda stanno facendo è molto importante: Andrea, ovviamente, ci mette le gambe, loro ci mettono il cuore. Sensibilizzare la nostra comunità riguardo a quanto sia necessario cambiare l'atteggiamento di molti giovani è fondamentale per un futuro migliore".

Tomatis ha quindi sottolineato il valore più profondo del messaggio portato dalla Fondazione: "E' bello pensare che il sacrificio di Paolo possa servire a qualche altro ragazzo per evitare che succeda di nuovo. Questo è il messaggio più bello che stanno portando avanti". Un messaggio che, secondo il sindaco, riguarda anche il modo di rapportarsi agli altri, perché "la pace parte proprio dagli atteggiamenti che gli uomini, che i ragazzi, hanno nei confronti degli altri. C'è troppo odio in questa comunità e questo noi lo vediamo quotidianamente, non solo nei gesti, ma anche nelle parole".

Nel corso dell'incontro è intervenuta anche Silvia Ravera, impegnata nella diffusione e nel riconoscimento del termine "atéfano", una parola che identifica i genitori che hanno perso uno o più figli e che Andrea Pieri ha portato stampata sul petto. "Abbiamo bisogno di essere riconosciuti, abbiamo bisogno di non essere invisibili, abbiamo bisogno di chi si prende cura di noi" ha detto Ravera, ricordando l'importanza della collaborazione tra realtà associative con messaggi che paiono distanti ma hanno invece un profondo legame tra loro.

La tappa di Albenga ha così unito storie personali, testimonianze e impegno collettivo. Una giornata nel segno di Paolo, idealmente presente accanto alla sorella Rossella, a Miranda, ad Andrea Pieri e a tutte le persone che continuano a trasformare una vicenda di violenza in un'occasione di cambiamento. Perché il significato della maratona va oltre i chilometri percorsi: è la volontà di costruire una cultura del rispetto, di contrastare l'indifferenza e di ricordare, soprattutto ai più giovani, che le proprie azioni e le proprie parole possono fare la differenza. Anche salvare una vita.

Redazione

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