Gli attacchi informatici che hanno colpito la filiera alimentare italiana riportano al centro una questione che riguarda da vicino anche la Liguria: la sicurezza del cibo non è soltanto un tema economico e produttivo, ma una componente fondamentale della sicurezza di un territorio. Le criticità emerse dimostrano quanto un sistema di approvvigionamento concentrato in pochi grandi nodi logistici e distributivi possa essere esposto a interruzioni e vulnerabilità, con conseguenze che rischiano di ripercuotersi rapidamente anche sui consumatori.
È proprio in questa direzione che si inserisce l'allarme lanciato dal segretario generale di Coldiretti,Vincenzo Gesmundo, che ha chiesto un piano straordinario per proteggere l'intera filiera alimentare, sottolineando come la concentrazione degli approvvigionamenti in pochi grandi centri logistici e distributivi rappresenti un fattore di vulnerabilità per il Paese.
In una regione come la Liguria, caratterizzata da una particolare conformazione geografica, da collegamenti spesso complessi e da un'agricoltura diffusa ma frammentata, rafforzare la capacità produttiva locale e le reti di distribuzione di prossimità assume un valore ancora più importante.
“Quello che è successo dimostra che non possiamo dare per scontata la disponibilità del cibo e che la sicurezza alimentare deve entrare a pieno titolo nelle strategie di tutela del Paese”, sottolinea Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria. “La Liguria conosce bene le difficoltà legate alla propria conformazione: territori interni difficili da raggiungere, infrastrutture che non sempre garantiscono collegamenti efficienti e aziende agricole che lavorano spesso in condizioni complesse. In questo contesto, avere una rete produttiva locale viva e capillare non significa soltanto difendere il lavoro delle imprese, ma anche disporre di una maggiore capacità di risposta in caso di emergenze. Dobbiamo considerare l'agricoltura una risorsa strategica per la tenuta del territorio”.
“Per troppo tempo il sistema economico ha privilegiato la concentrazione e l'efficienza dei grandi circuiti distributivi, senza considerare abbastanza il rischio che questa organizzazione comporta,” aggiunge Bruno Rivarossa, delegato confederale. “La digitalizzazione offre opportunità importanti, ma rende indispensabile proteggere le infrastrutture informatiche e, allo stesso tempo, mantenere alternative concrete in caso di blocchi o interruzioni. La filiera corta, i mercati contadini e il rapporto diretto tra agricoltori e cittadini sono parte di questa risposta: una rete diffusa che permette di valorizzare le produzioni locali, ridurre alcuni passaggi distributivi e mantenere un presidio economico e sociale nei territori”.
In questa prospettiva, i mercati contadini di Campagna Amica rappresentano un tassello importante di un sistema alimentare più vicino ai cittadini e meno dipendente da un numero ristretto di grandi piattaforme. Un modello che trova ulteriore espressione nel progetto Campagna Amica per la Salute, che porta i mercati contadini anche all'interno degli ospedali, avvicinando produttori e consumatori proprio nei luoghi dedicati alla prevenzione e alla cura.
La sfida è dunque rafforzare la capacità del territorio di produrre, distribuire e garantire l'accesso al cibo anche in condizioni di emergenza. Perché la sicurezza alimentare si costruisce non soltanto proteggendo le infrastrutture digitali, ma anche tutelando le aziende agricole, sostenendo le produzioni locali e mantenendo vive le reti economiche e sociali che collegano le campagne alle città.





