Sanità - 04 novembre 2026, 08:13

Sanità, via libera agli aumenti per il personale: fino a 18,4 milioni dal 2027. Sul Galliera è scontro

La legge passa con 17 voti favorevoli e 13 contrari. Respinte le proposte per rendere obbligatori i fondi e anticipare gli incrementi al 2026. Approvato l'emendamento che lega gli aumenti per i dipendenti del Galliera all'ingresso nell'Aom

Sanità, via libera agli aumenti per il personale: fino a 18,4 milioni dal 2027. Sul Galliera è scontro

Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato con 17 voti favorevoli e 13 contrari la legge che consente di incrementare fino a 18,4 milioni di euro all'anno i fondi contrattuali del personale sanitario a partire dal 2027. Il provvedimento, presentato dalla Giunta Bucci per armonizzare i trattamenti economici dopo la riorganizzazione della sanità ligure, ha ottenuto il via libera al termine di una lunga discussione. Gli aumenti, tuttavia, non saranno automatici: le risorse dovranno essere autorizzate annualmente, nel rispetto degli equilibri finanziari e dei vincoli nazionali sulla spesa.

La legge permette alla Giunta di incrementare i fondi contrattuali integrativi fino al 2% del monte salari regionale del 2018, attingendo al Fondo sanitario regionale, con l'obiettivo di ridurre le differenze retributive tra lavoratori provenienti dalle precedenti Asl e dagli enti confluiti nella nuova organizzazione. La misura riguarda il personale sanitario e sociosanitario, compresi dirigenti medici, veterinari e sanitari, infermieri, ostetriche, tecnici, professionisti della riabilitazione e della prevenzione, assistenti sociali e operatori sociosanitari.

Le risorse potranno essere distribuite in misura differenziata, tenendo conto delle condizioni di lavoro nei servizi e nelle zone disagiate e delle carenze di organico.

A difendere il provvedimento è stato Marco Frascatore, presidente della Commissione Sanità e capogruppo di Orgoglio Liguria - Bucci Presidente. "Con questo provvedimento vogliamo riconoscere il valore, le competenze e le responsabilità di chi ogni giorno lavora nella nostra sanità", ha dichiarato, sottolineando l'obiettivo di armonizzare i trattamenti economici accessori. Secondo Frascatore, la misura interesserà oltre 21 mila lavoratori.

Le opposizioni hanno invece contestato l'assenza di garanzie sulla disponibilità effettiva dei fondi. Armando Sanna, capogruppo del Pd, ha ricordato che i 18,4 milioni rappresentano un limite massimo e non uno stanziamento certo. "La Giunta si limita a fissare un tetto massimo di risorse, fino a 18,4 milioni di euro, lasciando alla propria discrezionalità la possibilità di autorizzarle anno per anno", ha dichiarato.

Sanna ha richiamato il disavanzo sanitario di 119,9 milioni di euro nel 2025 e il risultato negativo complessivo delle aziende sanitarie di circa 139,5 milioni nel primo semestre 2026, chiedendo come la Regione intenda garantire gli aumenti nei prossimi anni.

Anche Gianni Pastorino (Lista Andrea Orlando Presidente) ha contestato i tempi del provvedimento, sostenendo che le conseguenze contrattuali della riorganizzazione avrebbero dovuto essere affrontate prima della sua entrata in vigore. Secondo quanto riferito dal consigliere, nelle audizioni i sindacati hanno indicato un fabbisogno di 19,8 milioni di euro per il solo personale del comparto, esclusa la dirigenza medica, una cifra superiore alle risorse complessive previste dalla legge.

"La Giunta Bucci aveva promesso alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità un'armonizzazione dei salari accessori verso l'alto. Oggi porta in aula un provvedimento necessario, ma tardivo", ha dichiarato Pastorino, evidenziando il rischio che i benefici economici arrivino nelle buste paga soltanto nella seconda metà del 2028.

Stefano Giordano (Movimento 5 Stelle) ha chiesto una ricognizione dei fondi contrattuali e un confronto strutturato con i sindacati, mentre Jan Casella (Avs) ha contestato l'assenza di criteri definiti per la distribuzione delle risorse. Critiche condivise anche da Katia Piccardo, Selena Candia e Davide Natale, che hanno richiamato le difficoltà della sanità ligure e il ritardo nell'affrontare la questione salariale. Andrea Orlando ha definito il provvedimento "soltanto una promessa", sostenendo che la riforma non stia funzionando e richiamando le mobilitazioni del personale.

Il punto di maggiore scontro è stato però l'ospedale Galliera. La maggioranza ha approvato due emendamenti presentati da Matteo Campora (Vince Liguria), che stabiliscono l'applicazione delle misure di armonizzazione economica ai dipendenti dell'ospedale soltanto dal momento del loro ingresso nell'Azienda Ospedaliera Metropolitana (Aom).

Una disposizione difesa dal centrodestra come attuazione della riforma sanitaria, ma contestata dalle opposizioni, che hanno accusato la Giunta di utilizzare gli incrementi salariali per condizionare il futuro dell'ospedale. Enrico Ioculano(Pd) ha parlato di "ricatto", mentre Orlando ha chiesto il ritiro dell'emendamento e la prosecuzione del confronto con i vertici del Galliera.

Il confronto era già aperto sul futuro della struttura, dopo che Bucci aveva prospettato una revisione dei rapporti con la Regione, prendendo in considerazione anche l'ipotesi del privato accreditato qualora non si arrivasse all'ingresso nell'Aom. 

Nel corso della discussione, l'assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò ha difeso la scelta della Giunta, definendola un riconoscimento economico importante per il personale. Lo stesso Bucci ha ribadito l'impegno della Regione: "Abbiamo sempre sostenuto l'equiparazione dei compensi e la Regione metterà in campo le risorse necessarie per tutti quelli che ne hanno diritto".

Il presidente ha confermato anche la posizione sul Galliera, sostenendo che i vincoli normativi non consentano di riconoscere i fondi per l'equiparazione a chi rimane fuori dalla riorganizzazione: "L'unica strada è quella già prevista nella riforma: le funzioni sanitarie dell'Ospedale Galliera saranno trasferite in AOM".

Il voto sugli emendamenti ha confermato l'impostazione della maggioranza. Respinta la proposta di Natale di sostituire nel testo "può autorizzare" con "autorizza", che avrebbe reso obbligatorio l'incremento annuale dei fondi. Bocciate anche le modifiche di Giordano per anticipare gli effetti economici al 1° gennaio 2026, effettuare una ricognizione preventiva delle risorse e assumere come riferimento i trattamenti più favorevoli.

È stato invece approvato un emendamento di Sanna che introduce il "previo confronto regionale con le organizzazioni sindacali", rafforzando la formulazione iniziale che prevedeva soltanto di sentire i rappresentanti dei lavoratori.

Via libera anche a quattro ordini del giorno del Movimento 5 Stelle, che impegnano la Giunta a rendere conoscibili gli stanziamenti effettivi, sostenere maggiori finanziamenti per la sanità pubblica e rafforzare gli organici dei pronto soccorso. Respinta invece la proposta del Pd di chiedere un incremento progressivo del Fondo sanitario nazionale fino al 7% del Pil.

Il caso Galliera ha aperto un nuovo scontro tra Comune e Regione. La sindaca Silvia Salis ha definito l'esclusione dell'ospedale dagli incrementi fino al suo ingresso nell'Aom "una scelta incomprensibile sotto il profilo gestionale e punitiva per la città di Genova".

Salis ha accusato la Regione di fare marcia indietro rispetto al riconoscimento del Galliera tra gli enti del servizio sanitario regionale, di non aver ripianato le perdite dei bilanci 2024 e 2025 e di prospettare un futuro da ospedale privato.

"Il Comune di Genova non starà a guardare mentre si svuota di risorse uno dei principali poli ospedalieri della città", ha dichiarato, chiedendo chiarezza sul futuro della struttura e sulla tutela dei professionisti che vi lavorano.

Immediata la replica di Bucci, che ha respinto l'accusa di voler privatizzare il Galliera: "La sindaca Salis dimostra di non aver compreso quanto discusso oggi in Consiglio regionale. Prima di esprimersi su temi così delicati, chi rappresenta un'istituzione dovrebbe avere piena contezza di ciò di cui parla".

"Non esiste alcuna volontà di privatizzare il Galliera, ma semmai l'esatto contrario, integrandolo nell'Azienda ospedaliera metropolitana secondo quanto previsto dalla legge e dagli accordi esistenti", ha aggiunto il presidente, sostenendo che l'integrazione risponda agli interessi del personale, dell'ospedale e dei pazienti. Secondo Bucci, sarebbe proprio l'opposizione a questo passaggio a rischiare di lasciare il Galliera fuori dal sistema sanitario regionale integrato.

Chiara Orsetti

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