Savona - 04 novembre 2026, 19:39

Savona riscopre Giuseppe Cortese, il primo fotografo della città: in mostra oltre 200 immagini

Venerdì 6 novembre una conferenza dedicata all'attività fotografica dell’architetto e protagonista della trasformazione urbanistica savonese nell’Ottocento

Savona riscopre Giuseppe Cortese, il primo fotografo della città: in mostra oltre 200 immagini

Ritratti di famiglie, religiosi e rappresentanti della borghesia savonese, immortalati in un'epoca in cui la fotografia muoveva i suoi primi passi. Sono le immagini realizzate da Giuseppe Cortese, considerato il primo fotografo di Savona, al centro della conferenza «Foto Cortese di crinoline e tubi di stufa. Immagini inedite del primo fotografo savonese», in programma venerdì 6 novembre alle 17 nel Salone di Storia Patria, in via Pia 14/4, in piazza della Maddalena.

L'incontro, a cura di Furio Ciciliot, permetterà di conoscere una parte significativa della produzione fotografica di Cortese: alcune decine di immagini selezionate tra le oltre duecento finora conosciute, quasi tutte inedite e conservate nell'Archivio Pubblico Fotografico (APuF), nei fondi Luigi Becce, Francesco Loni e Pino Piccardo e in collezioni private.

Nato a Savona nel 1813, Giuseppe Cortese fu una figura di primo piano nella vita cittadina dell'Ottocento. Architetto di professione, contribuì al rinnovamento urbanistico della città e fu direttore dei lavori dell'Ospedale San Paolo, oltre a partecipare alla definizione dei nuovi assetti viari dei quartieri sorti fuori dalle antiche mura. Fu inoltre tra i protagonisti della vita culturale savonese e socio fondatore della Società Storica Savonese, oggi Storia Patria.

Accanto all'attività professionale e istituzionale coltivò la fotografia, diventando un pioniere di questa tecnica nel Ponente ligure. Era già attivo nel 1857, come testimonia un premio conservato nell'archivio di Storia Patria, considerato il più antico documento cartaceo finora individuato che attesti la pratica fotografica a Savona.

Cortese si definiva «dilettante fotografo», dedicandosi in particolare alla ritrattistica. Attraverso il suo obiettivo ha lasciato una testimonianza preziosa della società savonese dell'Ottocento: volti, abiti e consuetudini di un'epoca lontana, riconoscibile anche nei dettagli dell'abbigliamento, dalle ampie gonne a crinolina ai caratteristici cappelli a cilindro, definiti all'epoca «tubi di stufa».

La conferenza offrirà così l'occasione di riscoprire non soltanto un protagonista della storia urbanistica e culturale di Savona, ma anche uno sguardo fotografico sulle persone e sulla vita quotidiana della città nella seconda metà del XIX secolo.

Redazione

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