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| sabato 12 gennaio 2013, 19:06

Scavo-ter risponde alla sentenza del TAR Liguria

Riteniamo giornalisticamente irricevibili in un ambito di civile dialettica le minaccie di querela per interpretazioni presuntamente diffamatorie con le quali si chiude il comunicato stampa, che per dovere di cronaca riteniamo tuttavia giusto pubblicare integralmente e senza ritardo, constatata la sua complessità

Avuto riguardo all’Ordinanza del T.A.R. Liguria n. 778/2012 in data 11/01/2013, ripresa dalla stampa locale e dai media si precisa quanto segue, a futura memoria in sede giudiziale ai sensi di querela

1) Il ricorso al T.A.R. Liguria nel 2012 da parte di Scavo-ter Srl contestava l’adozione da parte della Prefettura di Savona del provvedimento interdittivo, in materia antimafia che ha avuto la conseguenza immediata di escludere il Gruppo imprenditoriale FOTIA dall’assegnazione di commesse pubbliche, a cui si univa il pregiudizio gravissimo ed attuale di immagine e credibilità sul mercato degli appalti e presso gli Istituti di Credito che, ottenuta l’immediata restituzione delle somme in affidamento per milioni di Euro privavano l’azienda del consolidato sostegno finanziario.

2) In linea di diritto, limitatamente al periodo Giugno/Ottobre 2012, il TAR Liguria da un lato sospendeva con Ordinanza ad hoc l’applicazione della misura interdittiva antimafia e, dall’altro rinviava a giudizio nel merito (29 Novembre 2012) la decisione


3) Nel contempo il 13/08/2012 il Tribunale di Savona respingeva con Sentenza n° 1/2012 l’istanza della DIA di Genova di vedere sequestrati i beni in capo ai Signori Fotia ed ai loro familiari.

4) A valutazione (Novembre 2012) del T.A.R. Liguria, non si ammette censura riguardo all’originario indirizzo operativo della Prefettura di Savona (21 Giugno 2012) infatti nel Giugno 2012 e, dunque, prima e non dopo la sentenza del Tribunale di Savona (13 Agosto 2012) e quindi prima della ierezione del provvedimento del sequestro di beni e proprietà personali – la Prefettura di Savona si è vista costretta per formale ruolo istituzionale, ad adottare la misura interdittiva in materia di assegnazione di commesse pubbliche preso atto di notizie di fonte  DIA di Genova su asserito “inquinamento da mafia”, per altro mai accertato per tabulas: ipotesi che avrebbe potuto coinvolgere il Gruppo Fotia.  E’ del tutto ovvio che il T.A.R. Liguria non ha nè titolo, nè investitura ad assumere il rischio per entrare nel merito accertativo dell’attendibilità o della inconsistenza di riferimenti investigativi, di cui la DIA Genova si assume integralmente la responsabilità di attribuzione a terzi, anche sotto il profilo della causale di danno che gli indagati possono rivendicare, a risarcimento.

5) Proprio alla luce della citata decisione del Tribunale di Savona (13/08/2012) il Gruppo Fotia accoglie l’indirizzo imposto dal T.A.R. Liguria di investire la Prefettura di Savona del riesame, urgentissimo, della propria originaria decisione interdittiva del 21/06/2012.

 

Sarà questa l’occasione per il Gruppo Fotia sia di dimostrare non solo l’assoluta estraneità a qualsivoglia attività illecita, in sede di acquisizione e realizzazione di commesse pubbliche e di appalti sia per valorizzare in primis l’invocata opportunità di censurare lo spregevole tentativo di diffamare il lavoro di dirigenti e maestranze, al fine abietto di favorire la concorrenza sleale e ricavare vantaggi.

Ogni difforme lettura, interpretazione oppure integrazione dell’Ordinanza del T.A.R. Liguria del 29 Novembre 2012 che si discosti per palese intento diffamatorio dalla letterale illustrazione fornita nel merito del presente comunicato stampa, da qualsiasi fonte provenga, sarà oggetto di querela ed azione risarcitoria dei danni, in competente sede giurisdizionale.


                                    Scavo-ter S.r.l.
                                     Il Legale Rappresentante
                                    Fotia Donato
Savona, 12 Gennaio 2013 Ore 18,15"

Comunicato stampa Scavo - Ter

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