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In Breve

| 31 agosto 2010, 16:03

Il filo (elettrico) che lega Savona a Trieste. E qualche nome ritorna...

Inquinamenti e dinamiche apparentemente lontanti ma molto simili.

Il filo (elettrico) che lega Savona a Trieste. E qualche nome ritorna...

Nota: Gli articoli di approfondimento a volte, non sono di immediata e facile lettura come d'altronde i complessi legami che si intrecciano dietro molte attività politico-economiche della nostra provincia (e del nostro Paese). Il "Punto" di oggi non è breve come web vorrebbe, e forse per seguirne il filo, marcatamente conduttore, servirà più pazienza del solito. Chiediamo venia, ma crediamo che leggerlo possa valere la pena non solo per il pubblico savonese e vadese, ma per chiunque come noi sta cercando di capire che cosa si muove dietro certi scenari politici, industriali economici e dannatamente ambientali, che ci toccano poi molto da vicino, fin nei bronchi e negli alveoli polmonari. Buona lettura.

 

"INQUINAVANO, INQUINANO E INQUINERANNO."

Non è il titolo di un inno ambientalista.

Sono le parole di un Sostituto Procuratore della Repubblica Italiana, Dott. Federico Frezza contenute nella requisitoria che descrive le acciaierie di Servola con annessa cockeria e centrale termoelettrica, dopo l'ennesimo sequestro. Visti dal satellite, gli impianti, parlano da soli un linguaggio scuro, anzi nero, che si propaga nell'aria e nel mare, "ad occhio nudo".

Ma cosa c'entrano le acciaierie di Servola (Trieste) con Savona? Qui ed oggi, più di quel che si creda. Ascoltate bene:

http://www.youtube.com/watch?v=gcOwB9KD004

Qualcosa di già sentito anche da queste parti?

Anche lo stesso Luigi De Magistris, uno dei primi firmatari delle 10 domande all' Ing. Carlo De Benedetti intervenne in proposito, così:

http://www.youtube.com/watch?v=I4KVdAXoMDc&feature=related

 

Cosa lega l'inquinamento di Trieste con quello di Savona...?

Vediamo meglio:

Nella seconda metà degli anni 90 e fino al 2003 il Gruppo LUCCHINI Siderurgica con base a Brescia e stabilimenti in mezza Italia ha avuto come direttore della produzione tale Giovanni Gosio, un nome che a Savona, specie dopo le 10 domande rivolte all' Ing. Carlo De Benedetti sul progetto di ampliamento a carbone della centrale di Tirreno Power di Vado Ligure, è sotto i riflettori (che tanto la corrente è gratis) essendone amministratore delegato.

Bresciano, classe 1951 ca. Gosio la scorsa settimana ha tentato in ogni modo di prendersi la scena, cercando di rispondere a tutti i costi in vece del Controllante CIR Ing. De Benedetti, agitandosi non poco in uno scomposto tentativo di difesa del Capo, e nonostante il segretario provinciale PD Livio di Tullio (rude ma ben informato) abbia già definito Tirreno Power come "interlocutore non più affidabile" (Il Secolo XIX - 31 Luglio 2010)

E' il 25 agosto 2010: Su tutti i principali quotidiani italiani escono le "Dieci domande all'Ing. Carlo De Benedetti" sul contestato progetto di ampliamento a carbone della centrale Tirreno Power di Vado Ligure. Un putiferio in nazionale: Liberazione, Il Giornale, Il Manifesto, Libero, Il Secolo XIX, la Stampa, l'Ansa e tutta l'Informazione Indipendente.

Il sindaco di Savona anche stavolta (non ce ne voglia) manda a dire che è in vacanza. Qualcuno lo avvista in Corso Italia, ma non importa: uno le vacanze le trascorre dove preferisce. Certo va detto che, ogni volta che qualcosa accade, scattano le ferie. E dopo il caso Rifiuti / paradisi fiscali siamo a quota due su due, con un naturale sincronismo a dir poco affascinante.

Dopo tre giorni, contrordine compagni: cala il sipario. Lo svizzero Carlo De Benedetti - residente a buon titolo nel Cantone dei Grigioni - a tutt'oggi tace. Tacciono anche il Gruppo CIR e SORGENIA, nonostante le tante energie "sensibili". Parla invece un'altro ingegnere, quel Giovanni Gosio detto "il diretore" (con una T sola, nel titolo di un importante quotidiano locale, che gli storpia pure il cognome in "Gosi", power uomo)

Ammettendo per un attimo che esista, chi è Giovanni Gosio?

Prima di approdare alla Tirreno Power nel 2003 e di ritagliarsi un posticino al pallido sole dell'Unione Industriali Savonese - dove si voglion bene come Fratelli - il Nostro ha navigato a lungo nel ricco business dell'acciaio (e del carbone).

Come dite? Anche il sindaco? Si... ma quella è un'altra storia, anche se scorre molto vicina a quella che andiamo a raccontare quest'oggi.

Gosio sarebbe residente nella lombarda Cremona, la bella Città dei violini, di Mina, Tognazzi e del "Turun, Turas e Tetas" (Torrone, Torrazzo, e seni prosperosi) E' là che andiamo. E sempre c'entra, guardacaso, la siderurgia. Nel Cremonese c'è infatti la Acciaieria ARVEDI SPA dove il nostro dopo un passaggio alla Dalmine, muove i primi passi e si inventa letteralmente un singolare brevetto per la laminazione, cofirmandolo poi con il titolare. Sono gli anni belli dell'IRI, "l' epoca dei fasti dall'Ansaldo alla Finsider, fino al disastro ILVA" per dirla come il Corriere della Sera. Nell'acciaio il quartetto Falck - Dalmine - Arvedi - Marcegaglia la facevano da padrone.

Anche nella (triste) vicenda FIT - Ferrotubi di Sestri Levante (GE)

"I protagonisti sono Giovanni ARVEDI e Steno MARCEGAGLIA uno dei giganti privati del settore. Divisi da sempre da una acuta rivalità personalità il cremonese Arvedi e il mantovano Marcegaglia sono in lizza per il controllo della Fit-Ferrotubi di Sestri Levante. Un' azienda commissariata con più di mille dipendenti in cassa integrazione ma che in caso di salvataggio riceverà dallo Stato una dote cospicua (fino a 70 miliardi) per coprire il 50 per cento del costo degli investimenti previsti per la ristrutturazione." (La Repubblica, 13 marzo 1987)

Al solito, e già allora.

 

Nel 1996 l'attuale direttore di Tirreno Power lascia l'acciaieria Arvedi alla volta della bresciana LUCCHINI Siderurgica. Nel giugno del 1997 viene nominato direttore generale con Pietro Nardi. A Nardi (ex Cementir) vanno risorse umane, finanza, acquisti etc. A Gosio la responsabilità della produzione industriale, della ricerca, della qualità e dell' innovazione (Ansa, 27/06/1997) E qui la storia si fa interessante.

Ricordate "L'undicesima domanda" rivolta all'Ing: Carlo De Benedetti, tuttora senza risposta? QUI

Riguardava la società svizzera GICA S.A. con base a Lugano (www.gica.ch)

Business: la compravendita dei "certificati verdi" all'insegna del protocollo di Kyoto, un affare complicato da spiegare ma mooolto grosso, per chi inquina e chi no.

A Lugano, i Soci della GICA S.A. sono:

 

- 1) SORGENIA

(l'energia sensibile, padrona di Tirreno Power insieme a GDF-SUEZ, ACEA, IRIDE, Montepaschi di Siena e BNL, casualmente gli stessi istituti di credito pronti a finanziare la non-piattaforma Maersk fortemente voluta - è un eufemismo - dalla Autorità Portuale di Savona)

- 2) la stessa IRIDE (oggi Iren, acqua gas ed energia)

- 3) Equiter / Intesa SanPaolo

- 4) il GRUPPO LUCCHINI SIDERURGICA

 

 

Quando si dice la coincidenza. Mentre Gosio tra il 1997 e il 2003 è direttore generale produzione della Lucchini SPA siede anche nel CDA dell'omonimo Centro Ricerche di Piombino (GR) dove il Gruppo possiede un impianto siderurgico vista mare con annessa cockeria e relativa discarica per la quale nel 2007 la Guardia di Finanza staccherà un verbale da 52 MILIONI di Euro.

 

A scriverlo, il 2 giugno 2007 è Repubblica: "Un verbale da 52 milioni di euro per aver evaso l' ecotassa. E' la multa inflitta dalla Finanza alla Lucchini Spa di Piombino in seguito al ritrovamento e poi al sequestro di una discarica abusiva di oltre 35 ettari in una zona demaniale all' interno dell' acciaieria. Il sequestro supera di dieci volte il totale di quelli effettuati in tutta Italia nel 2006." Poi, il 30 giugno: "Il mare e l' isola d' Elba a ovest, il verde dei campi e la cittadina di Piombino a est. In mezzo un deserto di colori. Cumuli di rifiuti industriali che passano dal giallo tenue al rosso vivo, toccano il nero antracite e troppe tonalità di grigio (...) sono il risultato degli scarti accumulati in quest' area in almeno 15 anni in cui - secondo le Fiamme gialle - la Lucchini spa, oggi di proprietà di Severstal, ha evaso 52 milioni di ecotassa." (www.repubblica.it)

Scarti accumulati in ALMENO 15 ANNI dalla LUCCHINI SPA, quando alla prdoduzione c'era dunque...

Parte degli adeguamenti ambientali saranno poi a nostro carico per un importo di oltre un milione di Euro (€ 1.081.977,2 Gazzetta ufficiale n. L 123 del 19/05/2009 pag. 0087 - 0093)

 

Ma negli anni di Gosio alla Lucchini, il "bello" accade alle porte di Trieste, dove il Gruppo che lo vede direttore della produzione possiede le Ferriere di Servola Spa, con il nostro che siede in consiglio di amministrazione. L'impianto è una maxi acciaieria con annesse inevitabile cockeria e centrale termoelettrica.

A cavallo tra i '90 e il 2000 Gosio risulta anche consigliere anche della stessa "Servola SRL" con sede presso la Lucchini a Brescia e unità locale a Trieste in Via di Servola, 1: Stessa cosa. Un efficace colpo d'occhio sull'accogliente e salubre ambientino lo si può ricavare dal filmato qui sotto

http://www.youtube.com/watch?v=pzVn7uh3Am0

Capito? Bene.

Dunque, Esiste un registro europeo delle emissioni inquinanti, utilissimo ma con un nome ostico: EPER / PRTR, ma niente paura.

Il Registro E-PRTR (European Pollutant Release and Transfer Register) è il nuovo registro integrato che l'Unione Europea realizzerà sulla base di quanto previsto dal recente Regolamento (CE) 166/2006 ("Regulation on of the European Parliament and of the Council concerning the establishment of a European Pollutant Release and Transfer Register and amending Council Directives 91/689/EEC and 96/61/EC") I dati vengono raccolti dall' ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

 

Pedissequamente prendiamo la dichiarazione EPER per la "Servola Srl" del 2001 (anno duemilauno d.c.) anno in cui il Direttore Giovanni Gosio (oggi Tirreno Power) risulterebbe in carica ai vertici del Gruppo Lucchini, e leggiamo:

 

"Attività primaria: "2.4Pr/o2d.5u/z2io.6n e primaria o secondaria di metalli e impianti di sinterizzazione (industria metallurgica che comporta processi di combustione)"

E va bene. Ma poi:

Attività secondaria: "Cokerie (Produzione di coke, prodotti petroliferi e combustibile nucleare)"

COMBUSTIBILE NUCLEARE?! Dal carbone?! Avremo letto male...

Interessante, però. Approfondiremo. Andiamo avanti.

A proposito della sensibilità ambientale più volte vantata poco sotto c'è la tabella degli scarichi nell'acqua e in atmosfera. Trascriviamo sbalorditi:

 

>> Monossido di Carbonio, da misura 2.370.000 (valore soglia 500.000)

>> Ossido di Azoto (NOx), da misura: 204.000 (valore soglia 100.000)

>> Ossidi di Zolfo (SOx), da misura: 315.000 (valore soglia 150.000)

>> Idrocarburi (IPA) da misura: 231 (valore soglia 50)

>> Particolato PM 10 da misura: 89.500 (valore soglia 50.000)"

 

(Fonte: SIRA - ARPAT / ISPRA)

Salvo errori, qui ci andrebbe un'esclamazione forte.

Certo, poi i dati sono sempre da interpretare e non è una cosa facile, ci spiegano. Non sarà però un caso che il Sostituto Procuratore Federico Frezza proprio nel luglio del 2001 apra "un altro fascicolo" (ANSA, 17/07/2001) dopo il sequestro richiesto e respinto pochi mesi prima, e dopo l'assoluzione di Giuseppe Lucchini e la condanna di tre dirigenti della Servola Spa (Gruppo Lucchini)

Caso vuole, ma nel febbraio 2002 il tribunale del riesame ACCOGLIE la richiesta del PM e sequestra la cockeria. La sentenza viene depositata il 21 febbraio 2002, nell'ambito del procedimento penale per presunti inquinamenti ambientali.

- Il 23 settembre 2003 i carabinieri del NOE, Nucleo Operativo Ecologico, su ordine del G.i.p. Nunzio SARPIETRO, sequestrano l'intero stabilimento. "Le indagini della Procura della Repubblica di Trieste sono in corso "DA ANNI" (Ansa) "la stessa Procura della Repubblica aveva chiesto e ottenuto il sequestro dell'impianto di cockeriadella ferriera di Servola (Gruppo Lucchini, n.d.r.) successivamente dissequestrato, considerato UNO DEI MAGGIORI FATTORI DI INQUINAMENTO DELL'AREA"

 

Ma non basta: Sotto il fuoco delle polemiche e tra le leve dei consueti ricatti occupazionali il Sostituto Procuratore Federico Frezza, titolare dell'inchiesta, dichiara:

 

''La situazione che esiste alla Ferriera - ha detto Frezza, interpellato dall' Ansa - non e' come un incidente stradale, nel quale un automobilista perde il controllo della vettura e la cosa finisce li'. La Ferriera funziona sempre allo stesso modo: quindi, se inquinava ieri, inquinera' anche domani. Finche' non cambia la macchina - ha spiegato Frezza - la situazione non cambia, non si tratta di un errore, di un guasto. Inquina perche' e' fatta cosi'. Questo e' il motivo per cui e' stata e doveva essere sequestrata. Perche' non si puo' pensare che smetta. E' come se avessi l' automobile senza il catalizzatore: non e' che un giorno inquina e uno no, inquina sempre''.

Poi precisa: "... sullo stabilimento sono state avviate varie inchieste: la prima risale al 1999 ''e da allora - ha detto Frezza - ogni anno la Procura della Repubblica di Trieste apre fascicoli perche' ogni giorno ci sono emissioni, che vengono segnalate e, talvolta, anche fotografate, anche da pubblici ufficiali ai quali e' stato affidato l' incarico di tenere sotto controllo la situazione dell'area'."

 

Ma Gosio è già lontano: "TIRRENO POWER, GOSIO DIRETTORE GENERALE // ANSA, 5 giugno 2003: Giovanni Gosio è stato designato direttore generale di Tirreno Power, la terza genco Enel acquisita quest'anno da Energia Italiana (CIR poi SORGENIA n.d.r.) ed Electrabel-Acea. Laurea in ingegneria meccanica, 52 anni, Gosio inizia la carriera in Dalmine per passare poi al Gruppo Arvedi dove rimane 15 anni. Nel 1996 entra nel Gruppo Lucchini, con responsabilità crescenti, fino al passaggio a Tirreno Power. La società ha presentato di recente il piano industriale ai sindacati."

 

Al Gosio, dimissionato dal Gruppo LUCCHINI Siderurgica, subentra Enrico BONDI, lo stesso curatore post-crack in Parmalat, lo stesso che subentrò a Luigi ZUNINO dopo la mezza bancarotta della Risanamento Spa (con annessa maxidiscarica a Milano - Santa Giulia, nel nome, l'ironia della sorte), lo stesso che portò con sé l'Avv. tributarista Umberto TRACANELLA, attuale consigliere della Corte dei Conti, nel cui studio milanese ha sede legale la GEOTEA Spa del imprenditore savonese Maurizio BAGNASCO, che controlla le discariche locali di Ecosavona Srl e Bossarino Srl, e della quale i Tracanella detengono una quota significativa attraverso SO.RE.PRO.FA Spa, insieme al Comune di Savona (5%) e quello di Vado Ligure (25%) prima che la società balzi dalla sede di Milano centro fino in Lussemburgo, e da lì oltreoceano, nel discreto paradiso fiscale delle Isole Vergini Britanniche. Anonimato & risparmio garantiti.

Com'è piccolo il mondo dei sindaci.

 

A Trieste, nel frattempo, la storiaccia proseguiva:

- Il 20 settembre 2003 la Procura della Repubblica di Trieste sequestra DI NUOVO gli impianti della Servola Spa (Gruppo Lucchini)

 - L'8 ottobre 2003 il Gruppo Lucchini presenta ricorso al Tribunale del riesame e il giorno dopo firma un pre-accordo con il Ministero dell' Ambiente

 - Il 14 ottobre 2003 "viene sottoscritto un protocollo d'intesa tra il ministero dell'ambiente e tutela del territorio, gruppo Lucchini, regione Friuli-Venezia Giulia e istituzioni locali per giungere al dissequestro della Ferriera di Servola; 
il protocollo prevede un percorso "ambientale" per tenere sotto controllo le emissioni diffuse dalla Ferriera e istituisce una Segreteria tecnica per definire le urgenze per il risanamento dell'impianto industriale, coordinata dallo stesso ministero dell'ambiente (...)" (Font: Interr. Parl. On. Rosato e On. Damiani)

 - Il 28 ottobre 2003 il giudice triestino Rigo dispone il dissequestro temporaneo della Ferriera di Servola per consentire lo scarico di 60 mila tonnellate di carbone necessarie per evitare lo spegnimento forzato dell'intero impianto

 - Il 5 novembre 2003 la Ferriera resta sotto sequestro preventivo con provvedimento del giudice Rigo.

 Rispondendo all'interrogazione parlamentare il Ministro all'Ambiente pro tempore, Altero Matteoli "prevede la dismissione delle attività siderurgiche nell'area di Servola entro il 2009"

 Intanto, nel febbraio scorso...

 

"TRIESTE. Francesco Rosato, 40 anni, direttore della Ferriera di Servola, Vincenzo D'Auria, 47 anni, responsabile dei settori ecologia e ambiente dello stesso stabilimento e Walter Palcini, 58 anni, responsabile locale della società Restalia che opera all'interno della Ferriera, sono stati arrestati dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) per ordine del Gip di Grosseto Pietro Molino su richiesta del pm Alessandro Leopizzi. (�) Nell'ambito della stessa indagine sono state arrestate, sempre su ordine del gip di Grosseto, altre dodici persone di cui sei finite in carcere. Tra gli indagati (una sessantina) compaiono i nomi di Steno Marcegaglia, padre di Emma (quest'ultima presidente della Confindustria) e fondatore dell'acciaieria Marcegaglia spa; ma anche dell'ex direttore della Ferriera, Mauro Bragagni." (Il Piccolo, 10/02/2010)

La sutuazione odierna la si può capire cliccando collegandosi

QUI

Cosa c'entrano Servola e Trieste con Savona e Tirreno Power?

Il minimo comune denominatore è l'attuale direttore generale Tirreno Power Giovanni Gosio, che (non) risponde al posto dell' Ing. Carlo De Benedetti alle 10 domande e che fu per lunghi anni (1996 > 2003 s.e.o.) direttore della produzione di Lucchini Spa, proprietaria degli impianti di Servola. Un incarico non esattamente secondario. Lo ribadiamo. Attendiamo smentite.

 

Giorni quasi nostri.

Appena insediatosi in Tirreno Power il Gosio è scoppiettante di iniziative. Promette alla Regione Campania l'adeguamento a metano della centrale di Napoli Levante (Ansa, 17 dic. 2003),

 

 

- Promette il teleriscaldamento alla Casa di Cura Ferrero e alla scuola materna di Vado Ligure (Ansa, 4 giugno 2004)

- Quattro giorni dopo annuncia su Napoli un investimento da 200 milioni di Euro. Un vulcano. Il 17 gennaio 2005 Gosio dichiara: "Dal primo gennaio scorso la centrale termoelettrica di Vigliena (Napoli) in precedenza la seconda fonte di produzione di PM10 in citta' dopo il traffico automobilistico e la prima di anidride solforosa, ha completamente azzerato le proprie emissioni di tali inquinanti grazie all'utilizzo esclusivo di gas naturale (metano)" Intendiamoci: era la principale fonte di anidride solforosa SOx, ma... IN PRECEDENZA. Non come a Vado Ligure...

- Il 16 aprile 2005 Gosio smentisce all'ANSA l'esistenza di un progetto di conversione a carbone del 4° gruppo termoelettrico della centrale di Torrevaldaliga Sud (Civitavecchia)

A Vado Ligure invece si inaugura un'indimenticabile rotatoria con nientemeno che 50 parcheggi, secondo Gosio costata solo 500.000 euro (Ansa, 22/11/2007) I vecchi gruppi a carbone 3 e 4 restano però in esercizio e anzi, nonostante siano tutti contrari, si fa e dice di tutto vapore per costruirne altri. Strano. Com'è che a Napoli no carbone, a Civitavecchia no carbone, e qui in Liguria carbone a manetta?

Che ne è stato del teleriscaldamento della Casa di Cura ex Ferrero? (Non vorremmo sbagliarci, ma... pare proprio che non si sia fatto nulla, a parte l'apposita conferenza stampa di annuncio)

Qui come a Trieste, infastidisce l'arroganza e la beffa. "Infastidisce che progetti utili solo a chi li propone vengano contrabbandati come fondamentali per la comunità che li avversa. E non li avversa a caso. Mentre un manipolo di soggetti interessati - nominati non si sa come né perchè - tira i fili del sacco, gli eletti dal Popolo fan si con la testa, e lasciano che accada. E così, in cinque o sei, "sgovernan la Provincia delle prese d'atto", diceva Socrate o chi per lui.

 

Respiro.

 

Monsignor Carlo Chenis era nato a Torino non troppi anni fa. Vescovo di Civitavecchia e Tarquinia è morto di tumore il 19 marzo scorso. Su "Il Tempo" di Roma ha pubblicato un necrologio che vi trascriviamo letteralmente, e non è uno scherzo:

 "Non fiori ma donazioni AIRC. Il Direttore Generale di Tirreno Power S.p.A. ing. GIOVANNI GOSIO insieme alla Direzione Aziendale e a tutti i Dipendenti di Torrevaldaliga Sud sono vicini a tutta la comunità religiosa e alla cittadinanza di Civitavecchia per la prematura scomparsa di S.E. MONS. CARLO CHENIS."

Molto prematura: Carlo Chenis aveva 55 anni. Possa lui riposare in Pace.

Ogni commento lo lasciamo al lettore.

 

Carlo Chenis

 

Leggi QUI

 

Certo, con la Chiesa occorre tener buoni rapporti, e qualcuno lo sa bene, tant'è che dal 2007 sarebbe in vigore una particolare convenzione tra SORGENIA e la F.A.C.I. (Federazioni delle Associazioni del Clero in Italia). Se ne trova traccia a fatica in una nota sibillina: "SORGENIA fornisce energia elettrica e servizi tecnici correlati a prezzi competitivi rispetto alla media delle condizioni di mercato. Referente: ing. Giovanni Lispi tel. 06 6920551 - fax 06 6785953" Sul sito FACI.net non ve n'è più traccia. Giovanni Lispi il Direttore Divisione Efficienza Energetica di Sorgenia. L'Energia è particolarmente sensibile al potere. Del resto i Clienti son tutti uguali, ma alcuni sono più uguali di altri. E chissà se poi la Chiesa apprezza davvero mosse come queste.

Torniamo a noi.

Nell'autunno 2007 qualcuno si fa avanti per acquistare gli impianti Lucchini di Servola, è la Arvedi Spa di Cremona, che per tanti anni crebbe il nostro Ingegnere. E spunta anche l'altro "Doppia G": il G. GAMBARDELLA Della Maronara (Margonara), che attraverso la società OMNIA Srl ottiene una profumata consulenza dalla Regione Friuli Venezia Giulia, oggetto di interrogazione già nel febbraio 2005. Centosessantottomila Euro(pubblici) per uno "studio" che il consigliereregionale F.V.G. Sergio Dressi (AN) definirà così:

 

"La genericità, in alcuni casi la contraddittorietà, ed in altri la superficialità dei progetti proposti è a dir poco scandalosa. La sostenibilità stessa della presenza, nello stesso sito, di una discarica di materiali pericolosi, e di un megastore aperto al pubblico, la dice lunga sulla serietà del lavoro svolto. Come vedremo in seguito, tutti questi "progetti" si volatilizzeranno, come si sono volatilizzati i soggetti pubblici che dovevano supportare la riconversione." Relata refero, ma facciamone tesoro.

Leggi QUI

Com'è piccolo sta specie di mondo. Sempre le stesse facce, sempre le stesse cose.

Beati loro. Forse.

 

Un mito vero il Consigliere regionale dei Verdi Alessandro METZ (FVG) quando sintetizza l'incredibile vicenda come

"la storia del sior intento" che perpetuamente si ripete senza raccontare, fondamentalmente, nulla. 


Di nuovo, qualcosa di già visto e sentito?

 

Occhio perchè Metz dice e scrive: "Solo per impianti di grandissima dimensione di può ottenere che lo Stato si sostituisca alla Regione per l'autorizzazione, e non è il caso della Ferriera, dove la competenza è proprio solo regionale, e certo la Regione si trova ora col cerino in mano, anche perché l'A.I.A (Autorizzazione Integrata Ambientale) non si può concedere senza avere il piano dell'aria."

 

Guardacaso gli impianti Tirreno Power di Vado Ligure sarebbero a tutt'oggi sprovvisti di A.I.A.

ATTENDIAMO SMENTITE.

Il consigliere METZ ripercorre le vicende complicate della Ferriera criticando il nulla di fatto: Servolani, triestini - scrive - cercate di non respirare almeno nei giorni di bassa pressione quando non soffia la bora, perché fino al 2015 la Ferriera può e deve continuare a produrre, visto che poi salta sempre fuori chi annuncia che l'impresa è redditizia, e ricatta la città con la crisi occupazionale.

Una bacchettata anche ai segretari sindacali che anche in futuro saranno ancora in attesa delle ricette del piano Gambardella o delle bacchette magiche dell'Arvedi di turno. Chiude Metz: La ''storia del sior intento'' è cara ai triestini, ma forse qualcuno è stanco e stufo di sentirla. (www.legambientetrieste.it)

 

Nel maggio 2008 su ordine del P.M. Federico Frezza la Capitaneria di Porto esegue "un'ordinanza di sequestro per motivi di inquinamento ambientale di un'area di 22mila metri quadrati della Ferriera di Servola (rione storico di Trieste), del gruppo Lucchini - Severstal (nel frattempo comprato dai russi)

In conclusione: tre processi. Il primo prescritto in appello, il secondo ed il terzo conclusi con oblazioni milionarie e con l'impegno che gli impianti sarebbero stati chiusi nel 2009. Al Pubblico Ministero, dopo anni, è stata "sfilata" l'inchiesta.

Il resto è storia recente, raccontata poco sopra. Un quadro sul quale forse val la pena riflettere attentamente anche per Vado Ligure, aldilà delle dichiarazioni d'intenti vari, di "risposte" monche e di silenzi imbarazzanti.

 

La dichiarazione EPER di Tirreno Power, curiosamente per noi inesperti, non riporta nulla, ma per dare un'occhiata a quella del 2001, quando la centrale di Vado si chiamava ancora "Interpower"

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ilpunto@savonanews.it

 

 

Mario Molinari

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