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In Breve

| 24 marzo 2011, 05:55

Il MODA: potenziamento Tirreno Power, un tradimento verso gli elettori

140 milioni di euro annui di costi sociali, tra danni alla salute e all'ambiente: gli Enti locali favorevoli al potenziamento dovranno renderne conto ai cittadini.

Il MODA: potenziamento Tirreno Power, un tradimento verso gli elettori

La Giunta Regionale, con il totale assenso della Provincia di Savona, ha deliberato in via definitiva la posizione che il Presidente Burlando porterà alla Conferenza dei Servizi riguardo il progetto di potenziamento a carbone della centrale di Vado proposto da T.Power: sì alla realizzazione di un nuovo gruppo a carbone da 460 MW e fermo dei 2 gruppi obsoleti attuali da 660 MW al momento che entrerà in funzione il nuovo (nel 2016). A quella data verranno abbattuti i 2 gruppi obsoleti (660 MW) che potranno essere sostituiti da un ulteriore nuovo gruppo a carbone da 460 MW. (vedi La Stampa del 15/03/2011)
Queste le nostre considerazioni:

1.    Tradimento della posizione sostenuta fino a ieri dalla Regione (NO al potenziamento a carbone) perché in realtà la proposta di Burlando è un POTENZIAMENTO A CARBONE ( dai 660 MW attuali si passerà a 920 MW di 2 nuovi gruppi)

2.    Violazione delle normative della Unione Europea (Direttive AIA IPPC- 2005) e della normativa italiana (Dlgl. 128/2010) in quanto si accetta che i vecchi gruppi a carbone possano continuare a inquinare da oggi almeno fino al 2016 con emissioni inquinanti ben al di sopra dei limiti AIA come ammesso dalla Regione stessa e come riconosciuto anche dal Minostero dell’Ambiente.

3.    Mantenimento della possibilità di bruciare il CDR (combustibile da rifiuti) nella centrale a carbone come previsto nel Piano Provinciale Rifiuti a pa g. 170 approvato dalla Giunta regionale con aggravamento dell’inquinamento per la produzione massiva di diossine e metalli pesanti cancerogeni e genotossici.

4.    Accettazione supina delle condizioni imposte da un’ azienda privata (T. Power) senza tenere in alcuna considerazione i risvolti sanitari per le malattie e le mortalità precoci indotte dall’inquinamento come relazionato dall’Ordine dei Medici della Provincia di Savona e come documentato ormai da più di 40 annni dalle Associazioni presenti sul territorio (costi esterni stimati di almeno 140 milioni euro/anno)

5.    Decisione della Regione di chiudere la piccola centrale di Stato (ENEL) a Genova per motivi di obsolescenza e di emissioni inquinanti, mentre nello stesso tempo si decide di promuovere il potenziamento a carbone a Savona-Vado di una grande centrale a carbone privata in pieno centro abitato (centrale in città)

6.    Posizione ambigua dei sindacati che condividono totalmente le richieste dell’industria privata di T. Power in quanto per una manciata di posti di lavoro, accettando il potenziamento a carbone, accettano il peggioramento dell’inquinamento contro il diritto alla salute dei cittadini e degli stessi lavoratori della centrale.
Perché allora i Sindacati hanno taciuto di fronte al drammatico crollo occupazionale quando nel passaggio da ENEL(anno 1985) ai privati di T. Power (anno 2006) l’occupazione in centrale si è dimezzata da 556 a 224 unità?

Ribadiamo ancora una volta l’unica posizione eticamente accettabile (votata da molti Comuni e dalla Provincia di Savona nel 1995 e nel 1998 e sostenuta da ACLI, ARCI, Ordine dei Medici ecc.) nei confronti di un territorio che da più di 40 anni è stato massacrato dall’inquinamento del carbone:

DEPOTENZIAMENTO E METANIZZAZIONE O ALMENO METANIZZARE COMPLETAMENTE LA CENTRALE T. POWER SOSTITUENDO GLI OBSOLETI VECCHI GRUPPI A CARBONE (CHE VANNO IMMEDIATAMENTE CHIUSI) CON MODERNI GRUPPI A METANO (CCGT) DI UGUALE POTENZA VISTO L’INGENTE INVESTIMENTO DI CIRCA 1 MILIARDO DI EURO CHE T. POWER PREVEDE DI SPENDERE PER L’IMPIANTO.

CONCLUDENDO vogliamo sottolineare che gli Enti Locali come Regione, Provincia, Sindacati e Ministeri che sono a favore del potenziamento a carbone si prendono tutte le responsabilità politiche, morali e legali per tutte le mortalità precoci ed i danni economici che si produrrano a seguito di questo scellerato utilizzo del carbone nella locale centrale T. Power di Vado.
A tal proposito attendiamo ancora il rimborso alla popolazione da parte di Tirreno Power dei costi esterni (140 milioni di €/anno) per tutti questi anni di funzionamento a carbone.

Com. MODA

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