Venerdì 3 agosto e sabato 4 agosto dalle ore 17.00 alle ore 23.30, a Varigotti (uno dei suggestivi quattro borghi che fanno parte di Finale Ligure, rinomata località turistica del Ponente savonese) presso Piazza Gina Lagorio, si terrà la quinta edizione di Vari Gotti&Fritti (la prima e la seconda si sono tenute il 30 luglio, il 14 agosto 2011, la terza il 23 e 24 giugno 2012 e la quarta il 21 e 22 luglio scorsi) della manifestazione dedicata ai fritti, ai vini e alla promozione del territorio e delle sue peculiarità enogastronomiche.
Ad ogni edizione si vuole offrire al pubblico qualche chicca in più rispetto all’edizione precedente e per la quinta edizione la chicca sarà costituita dalla birra artigianale che rappresenta un abbinamento da gourmet con i pesci fritti ed fritti vari.
L’evento propone quello che in America viene definito lo street food il “mangiare di strada”.
Vari Gotti&Fritti dedica a questo particolare modo di consumare il cibo, che in tutto il mondo ha le sue particolari espressioni ma che in Italia ha una tradizione importante e antichissima, in molti casi possono essere tranquillamente definite come esempi di “archeologia gastronomica”.
Si tratta di un’immedesimazione totale per fornire al pubblico un quadro completo e sincero dell’aspetto più popolare del costume e della cucina locale.
Il cibo di strada è fortemente legato alle tipicità gastronomiche del territorio a cui appartiene, resiste alle mode e viene scelto spesso non solo per motivi di praticità e di economicità, ma come alternativa del gusto, per il piacere di assaporare le ricette “umili di una volta”, per scegliere un prodotto sentito come locale, genuino, antico.
L'origine della "cucina di strada" a Genova deve essere ricercata nella presenza dello storico porto e nei numerosi locali sorti nella zona di Sottoripa per offrire un servizio di ristorazione veloce ai camalli che, pur dovendo affrontare mansioni faticose, non disponevano di molto tempo e molto denaro per il pranzo. Per questi una meta obbligatoria era rappresentata dalle sciamadde ("fiammate"), caratteristiche botteghe con forno a legna dove veniva servita la farinata (fainà), tanto elementare negli ingredienti, farina di ceci, acqua e olio, quanto difficile nel loro corretto dosaggio, che donava ai lavoratori proteine ed energia, costava poco e si poteva consumare anche in piedi.
Sempre nei forni a legna veniva cotta la pietanza simbolo del “mangiare di strada” ligure: la focaccia (fügassa), morbida focaccia di farina di frumento, irrorata d'olio d'oliva e cosparsa di grani di sale marino e servita calda dopo molte ore di lievitazione. La focaccia in Liguria si consuma a qualsiasi ora: con il caffè o il cappuccino a colazione, a fine pomeriggio come aperitivo con un bicchiere di vino bianco.
Spostandosi lungo le due Riviere ci si imbatte in gustose varianti della ricetta originale: a Recco la focaccia al formaggio è divenuta nel tempo un’istituzione, nella provincia di Imperia si prepara la pissallandrea, pasta di pane ricoperta da cipolle cotte, olive e acciughe, che a Sanremo diventa, con le sardine, la sardenaira.
Passeggiando per i caruggi del capoluogo o in riva al mare si possono sbocconcellare “nel cartoccio” anche i frisceu, le celebri frittelle di verdura (salvia, borragine, lattuga a seconda della stagione) o pesciolini in pastella, i cuculli (frittelline di ceci), le strisce di panissa, le frittelle di baccalà, i fiori di zucca e gli sgabei, i pezzi di pane fritto tipici dell’estremo levante. Nella cucina ligure per friggere viene usato solo l’olio d’oliva, da sempre facilmente reperibile grazie ai tanti uliveti che ricoprono le colline specie nell’entroterra ponentino. Da sito turismoinliguria.it
Il cibo di strada proposto a Vari Gotti&Fritti prevede la presenza di stand gastronomici dedicati a pesci fritti (totani, calamari, gamberi e acciughe), panissa, ravioli fritti, frittelle dolci e salate, frittelle con farina di ceci e rosmarino e vini del territorio e non, salumi ed altre chicche enogastronomiche. Venerdì alle ore 19.00 saranno presentati gli Street Food di Vari Gotti&Fritti.
La manifestazione si propone come un evento dove il pubblico può degustare i prodotti di strada come aperitivo, prima di andare a cena, oppure come dopo cena. L’evento mira a promuovere il territorio attraverso un viaggio gastronomico nelle tradizioni più tipiche dello street food ligure.
Sarà sempre presente il Consorzio per la Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva D.O.P. Riviera Ligure, con un laboratorio di degustazione che si terrà sabato 4 agosto alle ore 19.00 presso il palco in Piazza Gina Lagorio.
Costituitosi nel 2001 il Consorzio per la Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva D.O.P. Riviera Ligure, forte della partecipazione dei soci olivicoltori, frantoiani ed imbottigliatori e grazie al riconoscimento ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ha nei suoi obiettivi la tutela di un prodotto dalle caratteristiche uniche e svolge un’azione di promozione e vigilanza dell’Olio Ligure nelle sue tre menzioni geografiche (Riviera dei Fiori, Riviera del Ponente Savonese, Riviera di Levante) per offrire ai consumatori una qualità d’olio tra le più ricercate dagli intenditori. I rappresentanti del Consorzio organizzeranno un laboratorio di degustazione guidata alle ore 19.00 di sabato 21 luglio presso l’area eventi della manifestazione Vari Gotti&Fritti in Piazza Gina Lagorio. La partecipazione al laboratorio è gratuita, ma per questioni organizzative è a numero chiuso e su prenotazione che si può effettuare contattando la segreteria organizzativa della manifestazione.
L’Olio Extra Vergine di Oliva D.O.P. Riviera Ligure è un prodotto intimamente legato all’albero da cui proviene e al territorio da cui nasce.
Furono i Monaci Benedettini nel medioevo a migliorare attraverso selezioni accurate la pianta dell’ulivo, creando la varietà Taggiasca, e ad insegnare la tecnica del “terrazzamento” delle montagne con muri a secco (Maxéi), per creare le “fasce” e strappare la terra coltivabile ad un territorio che solo la lungimiranza e la forza d’animo dell’agricoltore ligure ha saputo rendere produttivo.
Gran parte dei meriti qualitativi dell’Olio Extra Vergine di Oliva D.O.P. Riviera Ligure sono da attribuirsi alla varietà delle piante (Taggiasca, Lavagnina, Pignola e le altre popolazioni locali riconducibili alla varietà Frantoio) che in secoli di adattamento al territorio e al clima ligure, forniscono un prodotto a bassa acidità con fruttato tenue e una sensazione di dolce che esalta le caratteristiche dei cibi senza intervenire in modo troppo deciso.
Produrre dell’olio di qualità in Liguria è un’arte.
L’olivicoltore deve affrontare un territorio scosceso e atterrazzato, sferzato da agenti atmosferici imprevedibili. Mantenere perciò le olive sane fino al raccolto e consegnarle rapidamente al frantoio, è un impresa che richiede sacrificio, attenzione e soprattutto passione.
Anche la trasformazione delle olive richiede una cura particolare, onde evitare che qualsiasi disattenzione si rifletta sulle proprietà sensoriali, particolarmente delicate del nostro olio.
La stessa conservazione dell’olio, a cui è affidata la “vitalità” del prodotto, richiede: locali, contenitori e temperature controllate con cura.
Contrariamente agli altri olii in commercio il prodotto a Denominazione di Origine Protetta è sempre sottoposto a controlli sul campo, verifiche documentali, analisi sensoriali e chimico-fisiche e solamente al termine di questo percorso di controllo un olio può fregiarsi del prezioso marchio comunitario.
Grazie alla collaborazione tra Consorzio di Tutela ed Ente di Certificazione, ora sulle bottiglie dell’Olio D.O.P. Riviera Ligure, il consumatore troverà anche un contrassegno numerato in grado di fornire la rintracciabilità della filiera. (FONTE SITO Consorzio per la Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva D.O.P. Riviera Ligure).
Novità della quinta edizione saranno:
- la presenza della birra artigianale
I birrifici artigianali utilizzano il più possibile ingredienti naturali, e, con l'introduzione di "birrificio agricolo" anche utilizzando orzo e luppolo, provenienti dal territorio di loro appartenenza.
Tutto questo contribuisce a creare dei prodotti che sono unici e assolutamente irripetibili. La birra viene prodotta principalmente con il malto d'orzo e/o con il malto di frumento (e in alcuni casi anche con altri cereali maltati), elementi base, ai quali vengono aggiunti luppolo, lievito ed acqua.
A questo punto la birra è pronta per essere bevuta ma ha una durata limitata nel tempo. Per aumentarne la conservazione, nella produzione industriale, il prodotto viene sottoposto ad alcuni trattamenti come la pastorizzazione ed il filtraggio. Vengono così inattivati i microrganismi contenuti nel lievito e filtrata la bevanda, aggiungendo poi degli additivi conservanti e stabilizzanti. Dopo questo trattamento il prodotto può essere movimentato e stoccato senza alcun problema.
Le birre prodotte con tecniche industriali, pertanto, si differenziano sostanzialmente da quelle artigianali ad un esame organolettico. La presenza di lieviti attivi, inoltre, rende queste ultime un alimento vivo che si evolve nel tempo. Se il tipo di birra lo consente, è possibile un invecchiamento in cantina anche per alcuni anni.
Il fenomeno dei birrifici artigianali, rinasce negli Stati Uniti ed è una riscoperta che avviene a partire dagli anni ottanta, la cosiddetta "Renaissance Americana", dove molti immigrati europei, riescono a mantenere in vita alcuni vecchi prodotti europei che altrimenti sarebbero andati perduti.
Anche in Europa ed in Italia si sta affermando questo fenomeno che si ripromette di proporre prodotti artigianali di elevata qualità. Fonte Wikipedia
- Proseguirà la raccolta fondi per i terremotati di Finale Emilia
Dopo il successo delle scorse edizioni di giugno e luglio proseguirà a Vari Gotti&Fritti, grazie alla collaborazione con Acqua Calizzano, la raccolta fondi il cui ricavato sarà devoluto dal Sindaco di Finale Ligure al Sindaco di Finale Emilia.














