Atteso per metà settembre, il nuovo tavolo di lavoro sull’Italiana Coke, e sull’eventuale riattualizzazione dell’AIA, verrà convocato dalla Provincia entro i primi giorni di ottobre. Ad anticiparlo è l’assessore provinciale all’Ambiente, Santiago Vacca, che spiega: “Come abbiamo già avuto modo di spiegare più volte, l’ottica non è quella di una riapertura, ma di un aggiornamento dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), per la quale avevamo annunciato la calendarizzazione di una serie di tavoli operativi ogni 2-3 mesi che stiamo, appunto, convocando in modo da avere un costante polso della situazione. Sarà, quindi, occasione nella quale l’azienda relazionerà sullo stato degli interventi previsti dall’AIA, e quindi il punto su Transfer Car, ma anche lo studio economico e tecnico che l’azienda sta predisponendo in merito all’installazione di contatori volumetrici. Inoltre, l’Arpal dovrebbe relazionare sui dati annuali delle emissioni rilevati dalle loro centraline”.
Conferma, l’assessore all’Ambiente di Cairo, Alberto Poggio: “Sarà utile conoscere i dati dell’Arpal riferiti a tutto l’anno, così come sarà fondamentale fare una comparazione tra lo stato attuale della qualità dell’aria e quello che sarà quando l’Italiana Coke avrà concluso gli interventi previsti, ad iniziare dal Transfer Car. Credo che siano i dati concreti a dover parlare: fatto salvo il rispetto dei parametri di legge, indispensabile e che è alla base di qualsiasi ulteriore discussione, se emergerà un evidente miglioramento della situazione è un conto, altrimenti insisteremo sull’esigenza dell’attivazione di monitoraggi continui ai camini. I contatori volumetrici, infatti, riguardano la cosiddetta “torcia di emergenza” e, in sostanza, il conoscere quanto venga effettivamente utilizzata, argomento appunto affrontato anche nel rilascio dell’Autorizzazione AIA. Inoltre sarà occasione anche per affrontare più nel dettaglio l’ultima situazione di supero di monossido di carbonio dall’impianto “Lavorazione e carico minuti di coke-essicamento”, rilevati, ad agosto, dall’Arpal”.
Ma si parlerà anche del bacino artificiale di San Giuseppe, come anticipa ancora l’assessore Vacca: “Una situazione che si trascina da 27 anni, visto che l’ultima pulizia del lago risale infatti al 1985. Delle 5 concessioni ne sono rimaste due, entrambe riconducibili al Gruppo Pensiero, che poi cede l’utilizzo di una di esse all’Italiana Coke. Rimane, però, una situazione molto complessa, ed è necessario tornare a tirare i fili per sbrogliare una matassa comunque complicata da un punto di vista sia pratico che normativo. E’ arrivato il momento, come sollecitato più volte dallo stesso Comune di Cairo, di affrontare tutto il discorso”.
L’ultimo punto fermo è il 2003 quando, a 9 anni dal protocollo d’intesa che portò alla chiusura dell’Agrimont, la Provincia riuscì, finalmente, a riunire tutti i soggetti, pubblici e privati, coinvolti. Tavolo che, però, non portò ad un grande chiarimento o, comunque, a novità sostanziali. Nel 2006, poi, lo stanziamento, da parte della Regione, di 1 milione di euro, di cui 750 mila al Comune di Cairo per le operazioni sul bacino di San Giuseppe. Circa 150 mila euro erano stati spesi per il piano di caratterizzazione dell’Arpal del 2009 che evidenziava che il sedime era formato da 72 mila metri cubi di melma, di cui 47 mila fango “pulito”, 17 mila “sporco” e 7 mila inquinato. Insomma, più un problema inerente a situazioni di pericolo in caso di alluvione che un problema ambientale. Comunque da non sottovalutare. Si era, però, calcolato che la dragatura e il conferimento in discarica sarebbero costati 1 milione e 800 mila euro, soldi che non c’erano. Il Comune di Cairo aveva quindi deciso di utilizzare i 600 mila euro rimasti del finanziamento regionale, che altrimenti si rischiava di perdere, per il completamento della bonifica della discarica di Santa Marta, mentre quello del bacino artificiale rimaneva, e rimane, un problema ancora aperto.














