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Attualità | 23 maggio 2014, 09:15

"Viva l'anguilla viva", la Regione Liguria emana il divieto assoluto di pesca

Da diversi anni l'Enpa savonese lo chiedeva a libello di commissione provinciale locale, segnalando che l'Unione Europea aveva varato provvedimenti restrittivi per la sua tutela

"Viva l'anguilla viva", la Regione Liguria emana il divieto assoluto di pesca

 

Soddisfazione della Protezione Animali savonese per il divieto assoluto di pesca all’anguilla emanato nei giorni scorsi dalla Regione Liguria, con una deliberazione immediatamente vigente.

Da diversi anni l’ENPA lo chiedeva anche a livello di commissione provinciale locale (in Liguria viene pescata con mezzi barbari), segnalando che l’Unione Europea aveva varato provvedimenti fortemente restrittivi per la sua tutela, dopo che l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) l’aveva inserita nella lista rossa delle specie gravemente minacciate, cioè prossima all’estinzione; le principali cause della rarefazione infatti non stanno nell'inquinamento (a cui l'anguilla è poco sensibile) ma nell'eccessivo sforzo di pesca, sia degli adulti che del novellame a scopo di ripopolamento delle valli da pesca; in inverno infatti inizia la migrazione verso il mar dei Sargassi, al largo degli Stati Uniti, unico posto dove avviene la riproduzione. Inizialmente l’U.E. aveva richiesto agli stati membri di proibire soltanto la pesca professionale; successivamente però, a seguito dell’ulteriore rarefazione della specie, aveva chiesto di estendere i divieto anche alle attività dilettantistiche e ricreative. Naturalmente la Regione (e le Province liguri), da sempre attenta agli interessi dei cacciatori e dei pescatori, aveva fatto “orecchie da mercante” ma nei giorni scorsi, anche su sollecitazione del governo, ha finalmente deciso il divieto, forse anche per evitare l’impugnazione ed il probabile annullamento della legge regionale sulla pesca approvata recentemente.

 

APPROFONDIMENTO

Si tratta di un migratore, con un ciclo riproduttivo straordinariamente complesso e noto da poco tempo. Tutte le anguille nascono nel Mar dei Sargassi, unico posto noto dove avviene la riproduzione di tale specie. La migrazione degli esemplari sessualmente maturi inizia dalle acque dolci o salmastre dove questi pesci risiedono, in autunno. L'istinto riproduttivo è talmente forte che le anguille che vivono in laghi o stagni chiusi non esitano ad uscire dall'acqua ed a raggiungere il fiume o il mare strisciando come serpenti; ciò avviene durante la notte, soprattutto in condizioni di pioggia (per evitare la disidratazione) e di assenza di luna. In mare subiscono notevoli variazioni come l'aumento di dimensioni degli occhi (si suppone che la migrazione avvenga a grandi profondità, dove la luce è poca) e la degenerazione dell'apparato digerente (l'anguilla in migrazione smette di nutrirsi). Attraverso itinerari poco noti questi pesci, che non sono di certo forti nuotatori, raggiungono l'area dell’Oceano Atlantico in cui avviene la deposizione, effettuata la quale muoiono. Alla schiusa dell'uovo il giovane fa il medesimo percorso fatto dalla madre per tornare in Europa, nell'esatto luogo da dove essa proveniva, impiegando circa 3 anni per effettuare tutto il viaggio ed arrivando allo stadio di "ceca".

c.s.

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