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Agricoltura | 03 marzo 2020, 16:22

Coldiretti: "La trasparenza in etichetta è sostenuta dal 95% degli italiani"

Per difendere le eccellenze Made in Liguria serve chiarezza e tracciabilità dai campi alla tavola

Coldiretti: "La trasparenza in etichetta è sostenuta dal 95% degli italiani"

L’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti, che dà la possibilità di difendere realmente i consumatori e i produttori delle grandi eccellenze territoriali dalla concorrenza straniera, è sostenuto dal 95% degli italiani, che hanno partecipato alla consultazione pubblica e dalla stragrande maggioranza di quelli europei.

È quanto afferma Coldiretti Liguria nell’esprimere apprezzamento per la lettera sottoscritta dalla Ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, e dal Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, inviata ai Commissari Ue alla Salute, Stella Kyriakides, e all'agricoltura, Janusz Wojciechowski, per chiedere che sia esteso l'obbligo di origine delle materie prime in etichetta a tutti gli alimenti, a partire dai prodotti sui quali si è già sperimentato in Italia, come latte, formaggi, carni trasformate, pasta, riso, derivati pomodoro. Nella lettera si fa giustamente riferimento all'iniziativa dei cittadini europei che ha raccolto oltre 1,1 milioni di firme in 7 Stati membri, promossa dalla Coldiretti e da Campagna Amica con il sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza europee, uniti per estendere l'obbligo di indicazione della materia prima in tutti gli alimenti.

“L’obbligo di indicare l’origine è una battaglia storica della Coldiretti – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - che ha portato il nostro Paese ad essere all’avanguardia in Europa per le politiche rivolte alla qualità, sicurezza alimentare e trasparenza dell’informazione. Il raggiungere l’etichettatura di tutti i prodotti è un traguardo fondamentale che permetterà di difendere anche le grandi eccellenze di mare e di terra Made in Liguria dalla concorrenza sleale dei falsi Made in Italy provenienti dall’estero, dove troppo spesso, l’etichetta non chiara, trae in inganno il consumatore. Difendere il cibo che produciamo è un modo per salvaguardare la nostra salute e le nostre filiere di qualità, garantendo inoltre il giusto riconoscimento al valore della nostra agricoltura e della nostra pesca, sia a livello nazionale sia internazionale”.

Comunicato stampa

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