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Attualità | 10 settembre 2020, 17:58

Fauna selvatica incontrollata, il grido d'aiuto degli agricoltori del loanese: "Così si vanificano i nostri sforzi"

Diverse aziende agricole di Loano, Borghetto e Toirano hanno scritto alle autorità chiedendo "un celere ed efficace intervento risolutore" per poter continuare a coltivare i propri campi

Fauna selvatica incontrollata, il grido d'aiuto degli agricoltori del loanese: "Così si vanificano i nostri sforzi"

"Con la presente, gli scriventi intendono denunciare agli organismi competenti e loro rappresentanti gli effetti deleteri provocati dalla proliferazione di animali selvatici sulla conduzione di fondi agricoli nei territori di Boissano, Borghetto Santo Spirito, Loano e Toirano".

Comincia così quella che si può definire una vera e propria richiesta di aiuto da parte di diverse aziende agricole dell'entroterra loanese ad amministrazioni regionali, provinciali e comunali, esasperate dagli innumerevoli danni portati alle loro attività da una fauna selvatica sempre più numerosa.

"La presenza ogni giorno più cospicua di cervidi ed ungulati - specificano i firmatari - devasta le coltivazioni appena messe a dimora, vanificando l'oneroso lavoro di piantagione. Sciami di corvi si cibano della frutta matura, impedendo di fatto agli agricoltori di raccoglierla e venderla, ricavando il giusto profitto dalla stagione di cura destinata agli alberi". 

Eppure i coltivatori e la provincia, già a conoscenza del fenomeno, hanno provato nel tempo a prendere alcune contromisure: "A nulla sono valsi i pur mirati tentativi di arginare il fenomeno tramite la posa di linee di pastore elettrico e la collocazione, ad opera della Provincia di Savona, di gabbie di cattura".

"Da quanto sopra, si evince che il lavoro degli agricoltori proprietari dei fondi, la cui estensione totale supera i 300 mila metri quadrati, sia fortemente compromesso e questa situazione necessariamente richieda un tempestivo intervento delle autorità competenti" proseguono nella missiva indirizzata anche ai carabinieri forestali. 

"Gli scriventi hanno pieno diritto di esercitare l'attività agricola sui propri terreni e da essa ottenere sostentamento - si legge ancora nella lettera -, ma al momento questo diritto è messo seriamente in discussione da cinghiali, che demoliscono intere 'fasce' e percorrono indisturbati i campi, eradicando le colture; da cervi e daini, che con i palchi letteralmente 'spellano" i giovani alberi appena piantati, facendoli seccare; da corvi, che depredano i frutti migliori".

"Nel portare a conoscenza questa realtà, ormai divenuta insostenibile, gli imprenditori auspicano un celere ed efficace intervento risolutore" concludono le aziende firmatarie.

Redazione

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