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Economia | 30 settembre 2020, 07:30

Chi può accedere agli sgravi fiscali previsti dall’Ecobonus 110%?

Tra le novità previste dal Decreto Rilancio, anche la possibilità di optare per uno sconto da parte dei fornitori dei servizi invece che sulla dichiarazione dei redditi

Chi può accedere agli sgravi fiscali previsti dall’Ecobonus 110%?

A partire dal prossimo 15 di ottobre sarà possibile presentare la richiesta per l’ottenimento degli sgravi fiscali sulle spese relative all’efficientamento degli edifici. Si tratta di un intervento migliorativo rispetto a quelli degli anni precedenti e si allinea perfettamente all’attuale politica di incentivo alla ripartenza dopo il lockdown a causa dell’epidemia di coronavirus.

Il Governo, attraverso l’intervento dell’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti un credito d’imposta fino al 110% sui lavori eseguiti per migliorare le prestazioni energetiche e la resistenza in caso di sisma delle proprie abitazioni. Sono incluse anche le seconde case, gli edifici in condominio o che ricadono nella categoria di casa popolare.

 

Chi può richiedere il credito d’imposta

La novità introdotta con il Decreto Rilancio riguarda la possibilità di trasferire il proprio credito di imposta anche a soggetti terzi. Il bonus consente di portare in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi fino al 110% delle spese sostenute per l’adeguamento a norma dell’edificio. Ma, ecco la novità interessante, invece di dover aspettare lo sconto sulle tasse da pagare a fine anno, qui è possibile trasferire il credito che lo Stato ha nei confronti del contribuente verso banche o professionisti che hanno eseguito i lavori.

In questo modo è possibile ottenere immediatamente lo sconto senza dover anticipare la somma necessaria per l’esecuzione dei lavori. Una novità che in passato era riservata solo a una determinata classe di contribuenti, i cosiddetti incapienti che si trovano in particolari condizioni di morosità nei confronti dello Stato.

 

Su quali edifici è previsto l’intervento

Prime e seconde case sono incluse nel decreto che amplia così il bacino di utenti che possono effettuare i lavori di messa a norma degli edifici. L’obiettivo, infatti, è di portare le abitazioni a migliorare le proprie prestazioni energetiche e la resistenza in caso di sisma, requisiti oggi obbligatori per tutte le nuove costruzioni.

Inoltre, è possibile intervenire su edifici che ricadono all’interno di un condominio o che sono considerati all’interno della categoria di alloggi popolari. Per poter intervenire all’interno di un edificio condominiale, in particolare sulle parti comuni come le facciate, è necessario ottenere l’autorizzazione da parte dell’assemblea e presentare questa documentazione insieme a tutto l’incartamento richiesto per usufruire del bonus.

È necessario che l’edificio sul quale si desideri effettuare i lavori non sia di proprietà dello stesso imprenditore che intende effettuarli. Possono richiedere l’intervento anche associazioni, di volontariato o sportive, e Onlus. Quindi l’esecuzione dei lavori non si limita solo all’intervento sull’edilizia residenziale.

 

Che tipo di lavori possono essere realizzati

L’intervento mira a incentivare l’efficientamento energetico degli edifici. Questo significa un minor impatto ambientale dei consumi, in particolare quelli relativi al riscaldamento delle abitazioni.

Questo è il momento adatto per realizzare il cappotto termico, per esempio, in un vecchio edificio progettato seguendo criteri costruttivi molto diversi rispetto a quelli attuali. Con la realizzazione del giusto isolamento delle pareti, è possibile ridurre l’impatto delle spese sui consumi di carburante fossile o d’altra natura per riscaldare o raffreddare la casa.

Il contenimento dei consumi rappresenta una priorità per i Governi di tutto il mondo e si traduce in un immediato vantaggio per gli utenti singoli che vedono ridotta la spesa in bolletta.

In Italia, territorio in prevalenza sismico, assume grande rilevanza anche l’intervento per migliorare la stabilità e la resistenza in caso di terremoti. Questi interventi sono compresi da tempo in forma di incentivi statali per favorire l’azione dei singoli cittadini. Quest’anno, mettere a norma la propria casa sarà meno oneroso da subito potendo contare sulla cessione del credito d’imposta diretta.

I lavori previsti dal decreto devono seguire determinate caratteristiche che possono renderli davvero efficaci. Una guida completa è utile per comprendere come muoversi per richiedere l’intervento che può riguardare i lavori svolti a partire dal primo luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021.

 

Migliorare la vivibilità della casa

Non solo pannelli solari e infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, le possibilità che ogni singolo cittadino può sperimentare per migliorare i propri stili di consumo sono tanti. Portali come https://unasensazioneperfetta.it rappresentano una ricca vetrina per trovare la giusta ispirazione e rendere più accogliente e performante la propria casa.

Installare un termostato, usare la domotica in maniera ragionata, scegliere elettrodomestici in classe energetica performante, come la A e superiori, sono solo alcuni dei piccoli gesti quotidiani che si possono fare per migliorare il proprio impatto sulla terra e contenere le spese per i consumi.


Richy Garino

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