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Politica | 03 dicembre 2020, 19:15

Recovery Fund, Regione Liguria ha individuato progetti per 25 miliardi

Ma Toti avvisa: "Il ministero non ha ancora detto come intende gestire le risorse e sta facendo azioni di ricognizione piuttosto confuse"

Recovery Fund, Regione Liguria ha individuato progetti per 25 miliardi

Il prossimo numero del Rapporto Nord Ovest del Sole 24 Ore in edicola venerdì 4 dicembre in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta dedica l’apertura ai progetti da finanziare nell’ambito dell’utilizzo del Recovery Fund in arrivo dall’Unione Europea. Un libro dei sogni che vale 13 miliardi e 115 progetti in Piemonte, 25 miliardi per la Liguria e un miliardo per la valle d’Aosta. Le Regioni hanno messo nero su bianco progetti strategici e piani per accelerare la transizione green e ora si tratta di capire chi gestirà la partita del Recovery Plan.

La Regione Liguria, utilizzando la cabina di regia con Anci, ha individuato progetti per 25 miliardi da finanziare col Recovery Fund dell’Ue, dal quale all’Italia dovrebbero arrivare 208,6 miliardi. La gran parte di questi, 191,4­ miliardi, fanno parte della recovery and resilience facility e andranno su progetti i cui impegni di spesa devono essere chiusi tra 2022 e 2023. E tutto quanto si troverà all’interno del Recovery deve essere collaudato entro il 2026. Ma il ministero, afferma il governatore Giovanni Toti al Rapporto Nord Ovest: «Non ha ancora detto come intende gestire le risorse e sta facendo azioni di ricognizione piuttosto confuse», per individuare i progetti da supportare con i denari dell’Ue. Non si capisce «se elaborerà un piano nazionale tenuto conto dei desiderata delle Regioni oppure farà un piano nazionale a sé», lasciando quote alle Regioni. I progetti strategici inseriti nel piano regionale interessano le sei macroaree che la stessa Ue ha individuato per il Recovery fund: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, per il quale sono richiesti in Liguria 1,7 miliardi; Salute: 1,6 miliardi; Infrastrutture per la mobilità: 19,5 miliardi; Istruzione, formazione, ricerca e cultura: 570 milioni; Rivoluzione verde e transizione ecologica: 1,3 miliardi; Equità sociale di genere e territoriale: 389 milioni. Totale: oltre 25,2 miliardi. 

L’altro tema al centro del prossimo Rapporto del Sole 24 Ore dedicato ai territori di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta è quello delle cinquanta opere infrastrutturali, 28 miliardi di valore, con numerosi dossier ancora aperti e pochi nodi risolti.

Sul fronte infrastrutture l’inserto economico del Sole 24 Ore dedicato alle regioni del Nord Ovest parla anche del caso del Porto di Rapallo. Rendere il porto un centro di incontro con servizi di alta gamma da offrire a chi tiene qui la propria barca è l’obiettivo che si è posto l’imprenditore Davide Bizzi, che alla fine dello scorso mese di ottobre ha siglato con la società Porto Turistico Internazionale di Rapallo Spa i contratti finalizzati alla sottoscrizione, con l’amministrazione comunale, dell’atto suppletivo alla concessione demaniale marittima per avviare i lavori di messa in sicurezza dell’abitato e di ricostruzione delle infrastrutture portuali. Si concluderà a inizio dicembre, con qualche giorno di ritardo, anche la gara avviata per affidare i lavori. Nel complesso l’investimento, tra intervento diretto di rifacimento e realizzazione, si stima in circa 40 milioni di euro per arrivare a regime a ospitare 280 posti barca, lo stesso numero che il porto turistico aveva prima della mareggiata del 2018.

Fuga dalle città, il Covid spinge a scoprire i borghi dell’entroterraA tal proposito, il Rapporto Nord Ovest di venerdì 4 dicembre parla anche del caso di Ostana piccolo paese piemontese che quest’estate si è affollato di persone in cerca di vacanze distanziate per via dell’emergenza Covid. Le cooperative di comunità, seppure siano ancora un fenomeno di nicchia, contribuiscono quindi alla rinascita economica e culturale di quella parte del Paese che la politica definisce – con la Strategia nazionale messa a punto dall’ex Ministro Fabrizio Barca – le «aree interne», luoghi che occupano il 60% della superficie del territorio nazionale, il 52% dei Comuni e il ­­22% della popolazione.

In Liguria invece il processo è iniziato da un piccolo e unico negozio di alimentari di Serra Riccò, paese sede del Comune che raggruppa 8 frazioni nell’alta Val Polcevera. La cooperativa di comunità Borghi Sparsi nata a fine maggio ha preso in gestione il negozio puntando sulle produzioni di ortofrutta a chilometro zero, con ordini che arrivano anche da Genova. In Liguria i Comuni coinvolti nella strategia nazionale aree interne sono 48 per una popolazione di oltre 54.800 abitanti, mentre in Piemonte a fronte di 94 Comuni si sfiorano i 120mila abitanti. Per quanto riguarda la Valle d’Aosta, è entrata nella fase di attuazione la strategia «Bassa Valle in Rete», proposta dall’area-pilota Bassa Valle, di cui fanno parte le Unités des Communes valdôtaines Mont Rose e le Unités Walser e Evançon (23 i Comuni interessanti).

redazione

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