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Attualità | 14 agosto 2021, 10:30

“Ora basta!” contro gli uomini che uccidono le donne, ad Albenga la protesta si tinge di rosa

Un flashmob per sensibilizzare tutte le persone sui femminicidi, strage inarrestabile che ha numeri spaventosi

“Ora basta!” contro gli uomini che uccidono le donne, ad Albenga la protesta si tinge di rosa

Femminicidi, una strage che non si ferma e registra un elenco di tragiche morti troppo lungo. Uomini che uccidono le donne. Un bollettino praticamente settimanale, drammatico e inaccettabile.

Insopportabile e inaccettabile, da qui nasce la nostra protesta”, commentano le rappresentanti del comitato “Ora Basta!” che ha organizzato un flashmob che si è svolto del centro storico di Albenga giovedì 12 agosto e che ha visto la partecipazione attiva di 20 donne.

L’evento di protesta pacifica ha avuto la durata di un’ora: nella prima parte, le donne si sono  dislocate nelle diverse vie, mentre nell’ultima mezz’ora si sono disposte in cerchio in piazza IV Novembre per leggere i nomi di tutte le vittime registrate nel corso del 2021, purtroppo un lunghissimo elenco, a cui seguiva la risposta “Presente”, a significare la presenza di ogni singola donna uccisa, di cui è stata poi letta una breve nota biografica per ognuna.

Lo abbiamo fatto per sensibilizzare le persone sui femminicidi – spiegano -  tema purtroppo sempre caldo su cui non può e non si deve abbassare la guardia.  Le abbiamo chiamate per nome e ne abbiamo letto sommariamente una biografia.   Ritratti di donne che vanno ricordate non come come casi, ma come persone che sono state strappate alla vita con ferocia”.

I numeri sono ovviamente chiari indicatori e lanciano campanelli d'allarme. “Le norme anticovid hanno purtroppo reso impossibile la realizzazione di scenografie o altri espedienti utili per attirare l’attenzione con maggiore impatto, tuttavia l’iniziativa ha riscontrato un tiepido interesse da parte dei passanti. Alcuni di loro si sono dimostrati sinceramente dispiaciuti per le vittime, altri hanno lodato l’azione e condiviso la protesta per l’altissimo numero di donne che hanno perso la vita per mano di un uomo. Altri ancora, anche donne, hanno ignorato l’iniziativa. Anche questo è un dato su cui dobbiamo riflettere”, concludono.

"La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un'azione di polizia, richiede una crescita culturale. È una tematica complessa che rimanda a un impegno corale. Gli esperti parlano di approccio olistico, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali, dalle Istituzioni, alla scuola, alla famiglia". Queste le parole  del capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre ultimo scorso.

Una piaga che continua a sanguinare per una strage che sembra inarrestabile anche in Italia. È proprio il caso di dirlo: Ora basta!

 

Maria Gramaglia

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