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Economia | 13 ottobre 2021, 07:00

La prostata va tenuta sotto controllo anche prima dei 50 anni

Pensare che i problemi alla prostata possano riguardare solo gli uomini in là con gli anni è un grave errore: lo stile di vita, infatti, può rivestire un ruolo di primo piano in tal senso e condizionare anche la salute urologica dei giovani, a maggior ragione in presenza di colesterolo alto, diabete o ipertensione.

La prostata va tenuta sotto controllo anche prima dei 50 anni

Pensare che i problemi alla prostata possano riguardare solo gli uomini in là con gli anni è un grave errore: lo stile di vita, infatti, può rivestire un ruolo di primo piano in tal senso e condizionare anche la salute urologica dei giovani, a maggior ragione in presenza di colesterolo alto, diabete o ipertensione. Secondo le informazioni raccolte e diffuse dalla Società Urologica Italiana, tra gli uomini di 40 anni 1 su 10 manifesta i sintomi iniziali di ipertrofia prostatica benigna. Come noto, questa condizione consiste in un incremento del volume della prostata, da cui possono discendere problemi di vario genere, come per esempio disfunzioni di natura sessuale o problemi di minzione.

I fattori di rischio

La pressione alta e livelli di colesterolo eccessivi sono fattori di rischio importanti, ma è opportuno tenere sotto controllo anche la glicemia e i trigliceridi. Sembra che sia sufficiente avere un valore sballato di uno solo di tali parametri per avere il 50% in più di possibilità di soffrire di problemi alla prostata. Tra gli uomini con meno di 50 anni, la probabilità di ipertrofia prostatica benigna cresce di due volte e mezzo in caso di ipertensione. Non c’è da disperare, però, perché praticare con regolarità attività fisica è un rimedio efficace nei più giovani, e può abbassare fino al 40% le probabilità di ammalarsi. In sostanza, gli stili di vita condizionano in misura consistente l’incremento delle dimensioni della prostata.

La situazione fra i più giovani

L’ipertensione è uno dei fattori di rischio più comuni, dal momento che coinvolge quasi 1 uomo su 3, mentre il colesterolo alto compare in 1 caso su 4. Questi fattori contribuiscono al manifestarsi della sindrome metabolica, la quale costituisce una conseguenza diretta di uno stile di vita non appropriato. Ecco, quindi, che già nei più giovani si può ravvisare un aumento del rischio di ipertrofia. Sotto i 50 anni, per altro, è quasi sorprendente la frequenza con la quale vengono ravvisati i sintomi urinari: ne soffre più di 1 uomo su 3 sotto i 40 anni, mentre tra gli under 30 il problema è rappresentato, in genere, da bruciore urinario. Aumenta la fascia di uomini fra i 30 e i 40 anni di età che hanno problemi di nicturia, o per una frequenza di minzione eccessiva, o per la sensazione di incompleto svuotamento. E così si arriva al dato per il quale 1 under 50 ogni 10 ha l’ipertrofia prostatica benigna.

La prevenzione

Riuscire a prevenire l’aumento delle dimensioni della prostata vuol dire, tra l’altro, essere in grado di allontanare la disfunzione erettile, un disturbo sessuale che si manifesta tra i pazienti che hanno ipertrofia prostatica 2 volte di più rispetto a ciò che avviene fra gli altri. Questo effetto si nota già prima del compimento dei 50 anni, a dimostrazione di come i giovani non possano sottovalutare alcun sintomo. Allo stato attuale non sono ancora del tutto conosciuti i meccanismi di natura biologica per i quali l’ipertrofia prostatica benigna è favorita dal colesterolo alto, dalla glicemia e dall’ipertensione e correlata, a propria volta, alla disfunzione erettile. Una delle ipotesi che sono state avanzate è che vi sia un aumento di fattori proinfiammatori causato da un eccesso di lipidi.

Cosa possono fare i giovani

La prevenzione della prostatite nei giovani è fondamentale, insomma. Al di là del tipo di processo biologico che sta alla base dell’incremento del volume della prostata, già da prima di arrivare al traguardo degli anta è bene modificare il proprio stile di vita, svolgendo con regolarità attività fisica e tenendo sotto controllo i parametri di rischio cardiaci e del metabolismo. È tra i più giovani che lo sport ha un effetto molto protettivo: infatti, diminuisce la probabilità di ipertrofia prostatica benigna in misura 4 volte superiore rispetto a quel che avviene fra gli over 50. Insomma, prevenire conviene, se non altro perché una salute urologica ottimale in genere è indice di uno stato di salute complessivo buono.

I livelli di testosterone

A causa dello stress, è molto elevato il numero di 40 anni che mostrano un livello di testosterone inferiore a ciò che sarebbe normale per la loro età. Ma ci sono anche altri fattori che intervengono in tal senso, come la poca attività sessuale e un regime alimentare non appropriato. La carenza di tale ormone rappresenta uno degli elementi da cui deriva la sindrome metabolica, la quale è correlata all’aumento del volume della prostata e ad altre malattie urologiche. Per gli esperti, uno dei problemi più significativi è da individuare nella scarsa attenzione che molti uomini riservano alle proprie condizioni di salute, e nello specifico alla salute urologica. Ebbene, è il caso di specificare che se a 40 anni ci si deve alzare la notte per fare pipì c’è qualche cosa che non va.

Che cosa fare dopo i 40 anni

A partire dai 40 anni in poi è opportuno tenere monitorato il testosterone, sempre tenendo presente la necessità di modificare in meglio il proprio stile di vita. Si può pensare anche a una somministrazione di testosterone, in modo da far crescere il desiderio sessuale che, a sua volta, favorirà una produzione più consistente dell’ormone. Se è vero che tra gli under 50 la pressione alta fa crescere le probabilità di ipertrofia prostatica benigna di due volte e mezzo, è evidente che si deve badare alla propria salute già da giovani.

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