Meno di un anno da comune, separato da Varazze. La frazione di Casanova nella sua storia haavuto un suo periodo di indipendenza.
All'epoca era una importante podesteria con giurisdizione anche su Celle Ligure e Albisola e dal 15 luglio 1798 al 21 maggio 1799 fece la secessione appunto da Varazze e divenne Libero Comune di Casanova.
Cinque furono i membri promotori: Giovanni Damele fu Francesco, prete Antonio Ferro di Pietro, Bartolomeo Molinari fu Giovanni, Gio Batta Fazio fu Domenico e Gerolamo Calcagno di Tomaso. Vennero eletti il presidente, il segretario, i rappresentanti di quattro comitati (assessorati), due per ogni comitato e precisamente, il comitato degli Edili, di Polizia, delle Finanze e della Pubblica Beneficenza, il protocollista e l'usciere. I cinque membri si alternavano nelle varie cariche, non percepivano compensi, ma solo rimborso spese. Successivamente furono aggiunti altri due membri, Bernardo Codino fu Bernardo e Tomaso Damele fu Andrea. La sede del Comune era in località "Murta".
Nel giro di pochi mesi vennero fatti un censimento catastale estimativo delle proprietà, un censimento della popolazione, venne costituita una forza armata, composta da 50 unità e comandata dal Capitano Pietro Molinari fu Giovanni, furono fissate le mete (prezzi di vendita) per i bottegai, panettieri ed osti. Il comune di Casanova fu forse uno degli ultimi nato dalle idee illuministiche della Rivoluzione Francese.
"Non si può dire che avesse lo stesso spiritò anticlericale visto che tra i membri fondatori c'erano il parroco, i fabbricieri, i priori delle confraternite. Le parole: Libertà, Fraternità, Uguaglianza, furono stampate sul frontespizio di tutti i documenti ufficiali. Gli ideali che esse portarono furono accolti con grande simpatia dalla maggior parte del popolo Ligure, che accolse Napoleone nelle sue prime discese come un messia. Approfittando della fraterna accoglienza, Bonaparte nel 1796 soppresse l'antichissima Repubblica di Genova, colpevole di aver tolto chissà quali libertà, per sostituirla con una democratica Repubblica Ligure - si legge nel libro di Franco Damele e Giovanni Ghione grazie alla nota storica di Mario Damele - Ebbe lo stesso effetto di un'esplosione a catena e tutte le città e tutti i paesi seguirono quell'esempio. Quando il 21 maggio 1799 il Comune di Casanova dovette cessare e conglobarsi a quello di Varazze, non lasciò probabilmente rimpianti, visto che tra le tante leggi che fu costretto ad accettare, c'era pure quella che confiscava i beni ecclesiastici. Fu uno degli ultimi nati e uno dei primi a morire, ma ben presto in tutta la Liguria ci si accorse che la libertà tanto desiderata e proclamata, in effetti si era persa".
Lo scorso 24 maggio grazie a Giovanni Cerruti in collaborazione con Giovanni Ghione, il maestro Gianni Damele, Franco Damele, Giuan Martin e Claudio Rossello, è stato svolto un incontro nella chiesa di San Pietro dove si è parlato della storia di San Pietro, della sua Chiesa, delle sue famiglie, di Casanova "Soprana" Villadato e Casanova "Sottana".
"Un incontro storico ma anche 'romantico' che ha solo fatto intravedere l'enorme quantità di informazioni storiche che riguardano questa meravigliosa frazione" ha detto il consigliere di minoranza Giacomo Robello.
Grazie Giovanni ! W Casanova !


















