Tempi burocratici più rapidi e avvio dei progetti in cantiere.
Sono le richieste che enti locali e Unione Industriali rivolgono all'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.
Il confronto si è svolto questa mattina, 3 ottobre, al Palacrociere in occasione del "Savona e Vado Port Forum - Nuove rotte verso il futuro", aperto dai saluti del Comandante della Capitaneria di Porto, Matteo Lopresti.
Di porto e territori si è parlato in apertura, con la tavola rotonda “Porto e territorio, sinergia, integrazione, sviluppo”, che ha visto la partecipazione di Marco Russo, sindaco di Savona; Fabio Gilardi, sindaco di Vado Ligure; Paolo Piacenza, segretario generale AdSP Mar Ligure Occidentale; Caterina Sambin, presidente Unione Industriali Savona.
Nella sua richiesta al mondo politico e all’Autorità di Sistema Portuale, Russo ha chiesto di accelerare sui progetti già in cantiere, per i quali manca soltanto l’avvio, e sulla pianificazione, come il Piano Operatore Portuale.
«Ci sono tante priorità – ha spiegato Russo – una è il fronte mare di Levante. Abbiamo 20 milioni in attesa e c’è una progettazione. Ci sono anche complessità, ma dobbiamo sbloccarle. C’è poi la questione della sede, delle strade e della ferrovia. Anche qui dovevamo partire un anno fa, ma non siamo ancora partiti. Ci sono poi le spiagge e la necessità di avere una maggiore autonomia organizzativa della sede di scalo di Savona-Vado. Abbiamo bisogno di tradurre in concreto quello che ci diciamo senza iter farraginosi».
I tempi e le infrastrutture sono un fattore condiviso anche dalla presidente dell’Unione Industriali, Caterina Sambin.
«Il problema delle tempistiche è un limite per lo sviluppo del territorio – ha detto Sambin – L’industria vede nel porto e nella portualità un’opportunità non solo per la città ma anche per l’entroterra. Lo sviluppo, come volano virtuoso del settore, ha il punto interrogativo delle infrastrutture, che possono essere fattore di successo oppure far implodere il rischio che il fervore interno ai nostri porti sia frustrato per la loro carenza».
La filiera industriale del porto è uno dei fattori determinanti per il Vado e, a questo proposito, il sindaco Fabio Gilardi ha chiesto il finanziamento della seconda parte della diga del porto di Vado.
«Nella pianificazione sono state introdotte zone di copianificazione – ha spiegato Paolo Piacenza – ovvero zone per le quali, pur essendoci la competenza dell’Autorità di Sistema, viene fatta pianificazione con il territorio. Sul porto di Savona-Vado c’è un masterplan attuativo che ha dettato le linee guida».
Sono poi intervenuti, per la tavola rotonda “La sfida del Green Deal per il porto e lo shipping, progetti, soluzioni ed idee”: Mario Zanetti, A.D. Costa Crociere; Marcello Di Caterina, direttore generale Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile (ALIS); Santi Casciano, A.D. APM Terminals - Vado Ligure.
Al panel “Rotta verso il futuro: infrastrutture, spazi, merci e sviluppo, i progetti e la visione” hanno partecipato Marco Bucci, presidente Regione Liguria; Marco Gabusi, assessore Trasporti, Infrastrutture e Opere Pubbliche Regione Piemonte; Matteo Paroli, presidente AdSP Mar Ligure Occidentale.
Per le conclusioni sono intervenuti l’ammiraglio capo Sergio Liardo, comandante generale della Capitaneria di Porto, ed Edoardo Rixi, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.


















