Quando i promotori della raccolta firme hanno esposto la loro proposta – spazi sul suolo pubblico in cui sistemare i bidoni condominiali per evitare l'uso dei mastelli – l’assemblea si è accesa, dividendosi. "Vogliamo i cassonetti intelligenti come in centro, non soluzioni di compromesso", ha rivendicato una nutrita parte dei presenti.
L’incontro di ieri pomeriggio alla SMS Serenella sul porta a porta è stato organizzato dalla promotrice della petizione per i cassonetti intelligenti Alice Greta Marino, insieme a Giulio Bronzo, delegato del comitato Arte Savona, Marco Perlo, presidente regionale del Codacons, e Franco Fenoglio, presidente dell’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari.
La proposta dei bidoni condominiali su suolo pubblico – avanzata per evitare i mastelli singoli – è nata a seguito di alcuni incontri con il Comune, durante i quali è stato ribadito che l’estensione dei cassonetti con scheda a tutta la città non è possibile. Ma la soluzione non ha convinto buona parte dei presenti, che hanno ribadito la volontà di avere cassonetti intelligenti, chiedendo parità di trattamento a parità di pagamento della Tari. "Non è accettabile rinunciare al cassonetto intelligente", ha detto uno dei presenti, mentre qualcuno suggeriva provocatoriamente di portare i rifiuti in piazza Sisto.
Nel ripercorrere i passaggi che hanno portato all’adozione del Piano Contarina, sono stati affrontati anche i problemi che i savonesi denunciano rispetto a questo sistema porta a porta. "I cassonetti intelligenti erano previsti sia per il centro che per le Fornaci – ha spiegato Marino – poi c’è stata una revisione. Ma parlando del Piano Contarina, questo prevede un organico di 166 persone: abbiamo guardato sul sito di Sea-S e risultano solo 116 dipendenti. Come faranno a garantire il servizio? I numeri devono intrecciarsi con la vita delle persone, specie in una popolazione anziana".
"Nel consiglio comunale del 29 aprile– ha raccontato Coinzia Gravano, una delle promotrici della petizione – un consigliere ci ha chiamati 'isterici'. Non siamo in isteria collettiva, siamo semplici cittadini che, con oltre 5.000 firme, chiedono cassonetti intelligenti per tutti, ma anche uguaglianza, ascolto e rispetto. Certo, dobbiamo fare la nostra parte: se ci daranno i cassonetti intelligenti, dovremo diventare la città che differenzia meglio di tutte le altre".
Il piano della raccolta previsto a Savona sarebbe in contrasto con alcune norme e regolamenti, secondo quanto illustrato da Franco Fenoglio di Uppi. "L’articolo 5 del Codice della Strada – ha spiegato Fenoglio – dice che i contenitori dei rifiuti non possono costituire pericolo; l’articolo 20 stabilisce che per occupare suolo pubblico occorre un’istanza. Il Regolamento di Polizia Urbana vieta di lasciare in luogo pubblico recipienti e sacchetti contenenti rifiuti, così come è vietato intralciare o mettere a rischio il flusso pedonale sui marciapiedi. La Legge Finanziaria del 2008 stabilisce che le pubbliche amministrazioni debbano avere una 'Carta della qualità dei servizi', redatta e pubblicizzata in collaborazione con le associazioni dei consumatori e imprenditoriali, e contenente gli standard di qualità e quantità dei servizi. Ho chiesto al Comune, ma questa carta non c’è".
Una delle questioni che i savonesi ritengono più rilevanti è quella legata alla responsabilità in caso di danni causati dai mastelli. Al momento della consegna, è stato chiesto ai cittadini di firmare per ricevuta, ma – secondo quanto lamentato da alcuni presenti – non sarebbe stato rilasciato nulla, né era chiaro il contenuto di ciò che veniva firmato. Secondo Fenoglio, la firma corrisponderebbe a un comodato d’uso del mastello.
"Quando ho ritirato i mastelli – ha raccontato uno dei presenti – ho firmato sul tablet, ma lo schermo era completamente bianco, non c’era nulla scritto". Un caso confermato anche da Marco Perlo del Codacons: "Quando mi è stato chiesto di firmare – ha detto – ho chiesto di vedere il documento, ma mi hanno risposto che non potevano fornirmelo. Allora non ho firmato. Trovo inaccettabile che si chieda di firmare qualcosa senza fornire copia del documento. Non sappiamo quali responsabilità civili o penali comporti quella firma".
















