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Economia | 23 ottobre 2025, 10:36

Incentivi auto elettriche: i "fortunati" che possono risparmiare fino a 11 mila euro vivono in 12 Comuni savonesi

I residenti dei paesi dell'entroterra restano a bocca asciutta, ma sono tagliati fuori anche tanti Comuni costieri: l'eco-bonus riservato soltanto a chi abita nelle aree funzionali urbane

Incentivi auto elettriche: i "fortunati" che possono risparmiare fino a 11 mila euro vivono in 12 Comuni savonesi

Valanga di richieste per gli incentivi destinati all’acquisto di veicoli elettrici: il click day, partito ieri con l’apertura della piattaforma online del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha registrato in appena sei ore l’emissione di voucher per oltre 481 milioni di euro, praticamente l’intero plafond disponibile. In totale, sono state inoltrate 45 mila domande da cittadini e microimprese, superando ampiamente gli obiettivi fissati dal Pnrr.

Tutti concordano sul fatto che gli incentivi debbano riguardare esclusivamente le auto elettriche, perché la misura nasce con finalità anti-inquinamento. Ma non sono mancate le polemiche: da un lato perché ne restano esclusi coloro che non possiedono un veicolo da rottamare; dall’altro (e soprattutto) per l’esclusione dei residenti fuori dalle cosiddette aree urbane funzionali (Fua), passate da 1.892 a 2.260 Comuni. Un’estensione che, pur ampliando la platea, continua a lasciare fuori un gran numero di località; si pensi ai territori montani e semi-montani del Savonese, spesso disagiati dal punto di vista infrastrutturale.

Le Fua costituiscono un sistema territoriale composto da una città e dai Comuni vicini, legati da flussi di pendolarismo rilevanti: ne fanno parte i territori in cui almeno il 15% della popolazione occupata si sposta quotidianamente verso la città principale per motivi di lavoro. Fondamentale, però, è il principio di contiguità territoriale: un Comune non confinante con l’area urbana di riferimento resta escluso anche se soddisfa la soglia di pendolarismo stabilita.

La selezione, dunque, si basa sul grado di interconnessione funzionale con i centri urbani principali. Un criterio opinabile che ha generato ampie contestazioni.

Nel territorio savonese potranno usufruire dell’ecobonus solo i residenti nei Comuni di Savona, Albisola Superiore, Albissola Marina, Altare, Bergeggi, Celle Ligure, Mioglia, Pontinvrea, Quiliano, Stella, Urbe e Vado Ligure. Circa 100 mila cittadini su una popolazione provinciale di 267 mila abitanti.

Non è però una questione puramente numerica o di densità demografica. Intere zone montane del Savonese restano escluse dagli incentivi, così come numerosi micro-Comuni dell’entroterra, abitati da persone che ogni giorno si spostano verso la costa per lavoro o necessità quotidiane. Niente Fua, niente bonus. Con un evidente paradosso: chi vive in città o in centri urbani meglio serviti ha minore necessità dell’auto, mentre chi abita in aree periferiche e meno strutturate dipende dal proprio mezzo di trasporto. Di fatto, i criteri adottati finiscono per premiare solo le zone urbane.

Per accedere al bonus — erogato sotto forma di voucher tramite il portale del Ministero — sono richiesti questi requisiti: la rottamazione di un veicolo fino a Euro 5, intestato al richiedente da almeno sei mesi; un limite Isee di 40 mila euro per le persone fisiche; per le microimprese, massimo 10 dipendenti e fatturato o bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro; l’obbligo di mantenere la proprietà dell’auto incentivata per almeno 24 mesi.

Per i privati l’incentivo a fondo perduto varia in base alla fascia reddituale: 11.000 euro per Isee fino a 30.000 euro e 9.000 euro per Isee compreso tra 30.000 e 40.000 euro. Cifre che consentono, se sommate a sconti e ulteriori offerte delle case automobilistiche, risparmi notevolissimi. 

L’intervento del Governo viene interpretato come un tentativo di dare slancio alla transizione ecologica e di sostenere un settore, quello dell’automotive, in netta difficoltà. Ma è evidente che non assicura pari opportunità a tutti, indipendentemente dal luogo di residenza. E anche il territorio savonese, dove costa ed entroterra sono strettamente interconnessi, paga la “discriminazione” dell’Ecobonus 2025. Senza contare i tanti Comuni rivieraschi che restano anch’essi esclusi dagli incentivi.

Redazione

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