La vicenda relativa ai divieti imposti agli utilizzatori della banchina dei pescatori del Porto di Alassio (leggi QUI) diventa oggetto di ricorsi giudiziari.
“Non possiamo accettare di essere stati sanzionati per aver lasciato le reti, fra l’altro ricoverate in appositi contenitori, nei pressi delle nostre imbarcazioni e senza creare alcun ostacolo alla circolazione – afferma il presidente della Cooperativa San Filippo, Claudio Modena -. Questa limitazione comporta conseguenze negative molto impattanti per la nostra attività”.
“Non è possibile portare via ogni volta le reti o ricoverarle nelle cale – prosegue Modena -, anche perché così non si asciugherebbero e si creerebbero danni all’attrezzatura e la diffusione di odori maleodoranti. Inoltre, diventa estremamente difficoltoso effettuare i lavori di riparazione che richiedono tempistiche non brevi e devono essere eseguiti mantenendo le reti nella medesima posizione per un tempo considerevole”.
Un lavoro duro, il loro, spesso poco redditizio. “Se rimanessero queste restrizioni, saremmo costretti ad interrompere l’attività. Essere addirittura sanzionati per comportamenti che non creano alcun problema ed anzi sono necessari e corretti è inaccettabile e per questo abbiamo incaricato l’avvocato Giorgio Cangiano di proporre opposizione, con la speranza però che si possano trovare delle soluzioni”.
Il legale albenganese afferma: “Al di là dei motivi giuridici dei ricorsi che sono stati presentati, che ritengo fondati e confido possano determinarne l’accoglimento, non vi è dubbio che in questa vicenda sia auspicabile il raggiungimento di una regolamentazione condivisa che tenga ovviamente conto delle indicazioni della Capitaneria di Porto ma anche delle esigenze degli operatori di questo settore, sia per i pescatori che per gli ittiturismi presenti sulla banchina del Porto di Alassio”.
“A mio avviso – conclude - sarebbe opportuno un incontro tra la Capitaneria di Porto, il Comune di Alassio e l’Associazione Alassiopesca per cercare di condividere regole di buon senso a tutela della sicurezza ma anche delle attività che rappresentano una risorsa economica ed un richiamo turistico di indubbia importanza”.





