Attualità - 14 gennaio 2026, 16:00

Dove il vento conviene: perché la Val Bormida è la meta dell’eolico

Colline ventose, pochi vincoli e incentivi trasformano la valle in terreno privilegiato per l’energia rinnovabile, ma i cittadini si dividono tra opportunità e impatto sul paesaggio

Dove il vento conviene: perché la Val Bormida è la meta dell’eolico

Negli ultimi mesi la Val Bormida è finita al centro dell’attenzione, non per i suoi paesaggi o la sua storia, ma per una vera e propria “invasione” di pale eoliche. I nuovi progetti hanno suscitato mobilitazioni, con comitati spontanei, prese di posizione da parte dei comuni e dibattiti accesi nelle assemblee pubbliche.

Ma perché proprio la Val Bormida? La risposta non è semplice. Le sue colline e i crinali, costantemente percorsi dal vento, offrono condizioni ideali per la produzione di energia eolica. Rispetto ad altre zone, inoltre, la valle presenta meno vincoli urbanistici e paesaggistici, rendendola più “accessibile” agli sviluppatori. Infine, i piani europei e nazionali incentivano l’eolico come fonte di energia sostenibile, trasformando la Val Bormida in un nodo strategico della transizione energetica.

I sostenitori dei progetti sostengono che le pale eoliche possano convivere con l’uso del territorio, permettendo di produrre energia pulita senza escludere altre attività. Ma sul campo la realtà appare diversa. L’impatto visivo delle turbine, alte decine di metri, ha scatenato forti proteste: molti residenti le percepiscono come una deturpazione del paesaggio e un danno all’ambiente. I parchi di Cravarezza e Monte Cerchio sono diventati simboli di questo conflitto tra sviluppo energetico e tutela del territorio, e l’ultimo in ordine di tempo, il progetto sul Monte Camulera, ha già visto i comuni di Osiglia e Murialdo mobilitarsi per far sentire la propria voce e bloccare l'iniziativa. 

La tensione non è solo estetica: riflette un contrasto più profondo tra esigenze nazionali e sensibilità locali. Da un lato, l’Italia punta a incrementare la produzione di energia rinnovabile; dall’altro, le comunità chiedono di preservare l’identità e la bellezza dei loro luoghi. La Val Bormida si trova così al centro di un dibattito emblematico: come conciliare il bisogno di energia pulita con il diritto dei cittadini a un paesaggio intatto?

Ogni nuovo progetto diventa un test di equilibrio tra innovazione e conservazione, tra futuro energetico e memoria del territorio. E mentre le turbine continuano a spuntare sulle colline, la Val Bormida resta divisa: tra chi vede il vento come opportunità e chi lo percepisce come invasore.

Graziano De Valle

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