Il tema della possibile ricollocazione del rigassificatore a poche miglia dalla costa savonese continua a tenere banco. L’istruttoria non risulterebbe infatti ancora conclusa e nel cronoprogramma pubblicato da Snam compaiono già tempistiche che guardano al periodo 2026-2028 che coinvolgono direttamente il savonese (LEGGI QUI).
È in questo contesto di incertezza, alimentato da ispezioni in mare e lavori onshore già messi nero su bianco, che il Partito Democratico torna a chiedere chiarezza e un intervento immediato del Governo per fermare il procedimento di trasferimento dell’impianto a Vado-Savona.
“Il riesame dell’AIA e la richiesta di proroga per il rigassificatore di continuare a operare a Piombino fa emergere sullo sfondo che quanto messo in campo da Bucci per bloccare il trasferimento a Vado-Savona è pari a zero perché nulla è stato fatto” commentano in una nota i consiglieri regionali dem Roberto Arboscello e Davide Natale.
“Bucci non può limitarsi a mandare una letterina al Governo - continuano - serve un’azione più incisiva per fermare il procedimento di trasferimento dell’impianto. Non pensi il presidente della Regione di sottrarsi ancora una volta alle sue responsabilità, soprattutto politiche, visto che il Governo vede una compagine politica identica a quella del governo regionale. Ancora una volta ribadiamo che non è accettabile che un’ipotesi di questo impatto venga portata avanti senza un confronto trasparente con i territori e senza chiarire chi, oggi, stia realmente guidando l’iter, visto che l'ipotesi Vado Savona risulta ancora essere attuale”.
“Va poi chiarito una volta per tutte - proseguono Arboscello e Natale - se esiste ancora un commissario straordinario per l’opera e, soprattutto, chi sia incaricato di seguire il procedimento. Chi ha quel ruolo dopo Toti? Si può sapere? Oppure Bucci vuole mantenere tutto così in modo opaco? Tutto questo contribuisce ad alimentare incertezza e preoccupazione nelle comunità coinvolte. Non si può continuare a procedere per atti amministrativi e notizie frammentarie mentre i cittadini di Vado e della provincia di Savona apprendono dai giornali decisioni che rischiano di segnare il loro futuro ambientale, economico e sociale”.





