Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica il 21 gennaio ha comunicato l'avvio di un procedimento amministrativo riguardante il terminale di rigassificazione galleggiante (FSRU) di Piombino, gestito da Snam Energy Terminals. Si tratta di un riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) che era stata rilasciata nel maggio 2023 e che permetterebbe all'impianto di continuare a operare.
Snam ha presentato formalmente la richiesta di riesame a fine dicembre 2025, perfezionandola poi a metà gennaio 2026. Contestualmente, l'azienda ha anche chiesto al Commissario Straordinario per la Regione Toscana, il presidente regionale Eugenio Giani, una proroga tecnica dell'autorizzazione attuale, spiegando di aver bisogno di tempo supplementare per completare l'altro procedimento già avviato in Liguria, dove intende ricollocare l'impianto.
La situazione presenta però un elemento di particolare criticità temporale. L'autorizzazione ambientale attualmente in vigore scadrà il 3 luglio 2026, esattamente tre anni dopo l'entrata in esercizio dell'impianto. Il Ministero ha quindi qoluto chiarire fin da subito che, qualora alla data di scadenza non dovesse esistere un provvedimento che autorizzi la permanenza della FSRU nella sua attuale collocazione a Piombino, il procedimento di riesame verrà archiviato senza possibilità di recuperare gli oneri già versati, venendo meno i presupposti stessi per il rilascio dell'autorizzazione.
Il tema della ricollocazione a 4 km dalla costa di Vado Ligure e a 2.9 km da Savona continua quindi a tenere banco anche perché l'istruttoria non è stata ancora dichiarata conclusa. E nel cronoprogramma delle attività (in esito al rilascio dell’autorizzazione unica.ndr) pubblicato da Snam si legge chiaramente che a livello di tempistiche vengono previste delle ispezioni in mare tra il luglio 2026 e il febbraio 2027, dall'aprile spazio invece ai lavori onshore sulla percorrenza del torrente Quiliano e le opere finali fino a settembre 2028 con collaudi e test funzionali da maggio fino sempre a settembre. I lavori offshore con l'arrivo della nave e l'aggancio alla boa sono previsti nel novembre 2028.
Il presidente della Regione Marco Bucci lo scorso 16 gennaio aveva comunque inviato una lettera al Mase e oltre a ricordare l'approvazione nel gennaio 2025 di una mozione unitaria del consiglio regionale contraria al ricollocamente della nave rigassificatrice Italis Lng nel savonese aveva specificato che l'ipotesi di localizzazione del rigassificatore nello specchio acqueo antistante Savona-Vado comporta la realizzazione di opere aggiuntive di collocamento alla rete nazionale del gas con un investimento stimato in 450 milioni di euro configurando un aggravio economico non giustificabile e tecnicamente evitabile. La Regione ha così espresso la contrarietà alla prosecuzione dell'iter localizzativo in Liguria riservandosi di conseguenza la facoltà di non rendere il parere di competenza nell'ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale.
L'omonimo toscano di Bucci, Giani, estremamente contrario alla richiesta di proroga di Snam ha chiesto al Ministero che su qualsiasi questione sul futuro del rigassificatore sia convocato un tavolo che chiarisca il perché le opere di compensazione non sono state realizzate. Mettendo così a disposizione il ruolo di commissario visto che non sarebbero stati rispettato il memorandum del 2022 che conteneva un pacchetto di opere di compensazione. “Il mio mandato è già oggi a disposizione. Perché se si intende saltare questo passaggio, io non sono certo la persona che firma un’ulteriore ordinanza” ha puntalizzato.
Tra le opere previste sul territorio, il presidente della Regione Toscana ha ricordato l'investimento di 140 milioni per potenziare il porto, la realizzazione di un parco per le energie rinnovabili nell'area industriale, la riduzione del 50% dei costi del gas in bolletta per il territorio. "Nulla di tutto questo si è visto, su 10 indicazioni, sapere che ce n'è una e mezza realizzata è assolutamente ingiustificato" ha continuato Giani.
Insomma un grande "giallo" che vede due regioni, di colore opposto, contrapporsi ad un impianto che nessuno vuole. E un Governo che sembra stare a guardare e a buttare la palla, o la patata bollente, in tribuna. Con le associazioni e i cittadini, che però tengono le antenne dritte.














